Le due squadre si ritrovano allo Stadium per l'anticipo della 28esima giornata. Dal trionfo in Supercoppa dei rossoneri dello scorso 23 dicembre, tante cose sono cambiate per Allegri e Montella: scopriamo quali
23 dicembre 2016-10 marzo 2017. A due mesi e mezzo dal trionfo del Milan nella Supercoppa Italiana a Doha, Juventus e Milan si trovano nuovamente di fronte allo Stadium nell'anticipo del 28esimo turno di Serie A. Nel frattempo, come si dice, ne è passata di acqua sotto i ponti, nonostante siano trascorsi appena 77 giorni da quella notte in Qatar
Protagonista in negativo di quella sera fu senza dubbio Paulo Dybala, appena rientrato da un infortunio e con soli 37' nelle gambe. In campo nei supplementari, la Joya aveva prima sprecato un facile match-point nel finale e poi si era fatto parare da Donnarumma il rigore decisivo, consegnando la Coppa al Milan
Ora Dybala è un fattore chiave per la Juve lanciata verso il sesto scudetto, la finale di Coppa Italia e i Quarti di Champions. Da quella partita in avanti, il numero 21 ha segnato 7 reti, distribuendo anche 3 assist, l'ultimo a Bonucci nella partita pareggiata 1-1 a Udine
Non che manchino i pensieri per Dybala. Dalla mancata stretta di mano con Massimiliano Allegri nel match con il Sassuolo (sono 18 le sostituzioni in stagione), alle difficoltà con il nuovo modulo, fino al rallentamento nel rinnovo del contratto. Anche se l'argentino sembra aver superato il periodo grigio che lo ha avvolto a fine dicembre
L'incubo di Dybala a Doha fu Gianluigi Donnarumma, eroe di quella finale con un paio di grandi interventi durante la partita e il penalty decisivo parato all'argentino
Dopo quella finale, Donnarumma ha avuto le sue gatte da pelare. Un paio di partite non eccezionali (specialmente in occasione del gol di Callejon nella sconfitta di San Siro con il Napoli) hanno fatto mugugnare i tifosi del Milan. "Pensa troppo al contratto e al mercato", dicevano. Gigio ha però sempre mantenuto uno standard molto elevato, con 10 gol subiti in campionato in altrettante gare e 38 parate. Alcune delle quali, spesso decisive...
Da quel 23 dicembre, una cosa fondamentale è cambiata per Donnarumma: è diventato maggiorenne. Oltre che a guidare l'auto e votare, per Gigio è arrivato il tempo di monetizzare. A 18 anni, il suo manager Raiola potrà discutere del rinnovo del contratto con il Milan. La sua carriera comincia ora, con già 57 presenze da titolare in Serie A (Foto Twitter)
Nella finale di Doha, Sky Sport aveva assegnato un anonimo 5.5 a Gonzalo Higuain. L'argentino aveva fatto il suo dovere nella serie dei rigori, segnando il suo penalty, ma era stato ingabbiato nei 120' da Paletta e Romagnoli, non trovando mai il modo di rendersi pericoloso. Qualcuno storse il naso, nonostante il Pipita arrivasse da 3 gol (decisivi) nelle ultime due gare con Torino e Roma
Nel 2017, Higuain è tornato a essere la macchina da gol vista a Napoli lo scorso anno. Parliamo di 10 gol in 13 partite, roba che solo il Pipita...
A proposito di bomber. Carlos Bacca era stato tra i peggiori in campo a Doha. Una partita che aveva confermato il pessimo stato di forma del colombiano, che non segnava da quasi 3 mesi (2 ottobre, in gol con il Sassuolo)
Oggi Bacca non ha ancora acquisito la regolarità dei tempi d'oro, ma resta il terminale offensivo numero 1 del Milan. Dalla Supercoppa, il colombiano ha segnato 6 reti, di cui 3 nelle ultime due partite
A Doha, Massimiliano Allegri aveva puntato sul 4-3-1-2, con Pjanic sulla trequarti, un centrocampo muscolare formato da Marchisio, Sturaro e Khedira e un attacco pesante con Higuain e Mandzukic
Da Juventus-Lazio del 22 gennaio, tutto è cambiato. Allegri ha varato la squadra a 5 stelle, con il 4-2-3-1 che prevede Pjanic in mediana, Dybala, Cuadrado e Mandzukic sulla trequarti e Higuain di punta. Una formula che finora ha portato alla Juve 10 vittorie e un pareggio, con 23 gol fatti e appena 4 subiti
Manuel Locatelli era stato tra i migliori in campo in quella finale. Qualità e quantità avevano consacrato (se ancora ce ne fosse bisogno) il centrocampista classe 1998, che fino a quel momento aveva avuto uno straordinario rendimento in campionato
Che dire di Giacomo Bonaventura, che aveva segnato il gol dell'1-1 a fine primo tempo? Jack era l'insostituibile, con 15 presenze raccolte (2 gol e 2 assist in campionato)
L'hombre del partido era stato Mario Pasalic, inserito da Montella al 74' e autore di un match di grande personalità, come dimostra il rigore decisivo tirato (e segnato) a un mostro come Buffon. Fino ad allora, il 21enne croato aveva collezionato appena 7 presenze in stagione, di cui 5 da titolare
Da quella notte, Manuel Locatelli ha decisamente abbassato il suo rendimento. Naturale, verrebbe da dire, per un 19enne che da due stagioni tira la carretta nel centrocampo rossonero. Montella lo ha lasciato anche in panchina un paio di volte (8 presenze nel 2017), forse per farlo ragionare sulla ingenua espulsione contro la Juve nei Quarti di finale di Coppa Italia
E' andata molto peggio a Giacomo Bonaventura, che lo scorso 29 gennaio, durante il match di campionato contro l'Udinese, ha sentito un tremendo crack al tendine del lungo adduttore sinistro. Per Jack almeno 4 mesi di stop e stagione finita
Dalla notte di Doha, Mario Pasalic è entrato definitivamente nelle rotazioni di Vincenzo Montella. Il croato ha collezionato 11 presenze, di cui 8 da titolare, aggiungendoci un gol (decisivo a Bologna) e un assist
C'era una volta la BBC. Già, perché tra infortuni vari, Barzagli, Bonucci e Chiellini difficilmente sono scesi contemporaneamente in campo. A Doha, ad esempio, c'era solo il numero 3, che era andato a segno per l'1-0 che aveva illuso la Juve
Chiello aveva raccolto 14 presenze fino a quel momento, anche se aveva dovuto fare i conti con i soliti guai muscolari. Problemi fisici che si sono accentuati in queste ultime settimane con due guai muscolari accusati contro Cagliari e Udinese
A Doha, Suso aveva fatto venire il mal di testa alla difesa bianconera, che non era mai riuscita a trovare le contromisure per fermare lo scatenato esterno spagnolo. D'altronde l'ex Liverpool era l'intoccabile di Montella, con i suoi 5 gol e 6 assist (7 con quello in Qatar per Bonaventura)
Oggi Suso deve fare i conti con una flessione fisica inevitabile. Alla prima vera stagione intera da titolare, lo spagnolo paga un calo di forma: nel 2017 si contano un assist, un gol (decisivo per il pareggio di Roma con la Lazio) e l'infortunio muscolare contro il Chievo di domenica scorsa, risultato di 2270' giocati in Serie A
Chi aveva subito in modo netto l'arroganza tecnica e atletica di Suso a Doha era stato Patrice Evra, subentrato nel primo tempo all'infortunato Alex Sandro. Il francese ha giocato contro il Milan la sua ultima partita con la maglia della Juventus...
Dopo un lungo tira e molla, Evra ha lasciato la Juventus dopo due stagioni e mezza, tornando in Ligue 1 con la maglia del Marsiglia. Tra i 28 giocatori impiegati in quella finale di Doha, Evra è l'unico ad aver cambiato club
C'è una cosa che è rimasta uguale in questi due mesi e mezzo: il closing. A metà dicembre era stata versata la seconda caparra da 100 milioni di euro da parte di Sino Europe Sports nelle casse di Fininvest. Il passaggio del Milan dalle mani di Berlusconi a quelle dei cinesi era programmato nel giro di poche settimane
Invece, a due mesi e mezzo di distanza, siamo ancora qui, nella medesima posizione. Lo scorso 3 marzo, il closing è stato fatto slittare a fine mese, con conseguenti ironie e sfottò sui social. Da questo punto di vista, il tempo sembra essersi fermato a Doha (Foto Instagram)