Champions, Buffon: "Col Barça prodigio di Allegri"

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Il portiere bianconero sulla vittoria contro il Barcellona: "Grande partita ma non abbiamo ancora fatto niente, ieri sera non ci hanno dato la coppa. Affrontiamo queste sfide in modo diverso, con umiltà e impegno ma con convinzione. La parata su Iniesta? Istinto. Se voglio giocare nella Juve deve essere la normalità"

Una parata su Iniesta che vale quanto un gol, decisiva per vivere una grande notte allo Stadium. Juventus-Barcellona non è soltanto la doppietta di Dybala ed il gol di Chiellini. C’è stato anche lo straordinario intervento di Gigi Buffon, monumentale. Un’altra notte da leggenda per lui.

"E' stata molto difficile, perché è una parata d'istinto e tempismo, di momenti – ha raccontato il portiere bianconero in esclusiva ai microfoni di Sky Sport – Come se fosse un duello, una specie di danza e devi capire quando è il momento nel quale tirare fuori l'arto. Non puoi farlo presto perché altrimenti daresti un'indicazione importante a lui, devi essere pronto a reagire a qualsiasi tipo di sollecitazione. Poi è stata importante per il momento della partita, eravamo sopra 1-0. Però, come dico sempre, ho la fortuna di giocare in una grande squadra, composta da grandissimi campioni. Se voglio continuare ad avere una reputazione importante devo fare queste parate, deve essere la normalità".

"Non è ancora chiusa"

"Ieri sera, a fine gara, sorridevo - prosegue - Perché, parlando con i miei amici, dicevo che dopo una partita simile torni a casa ed hai sempre il sospetto che non sia chiusa. E questo la dice lunga sul rispetto che abbiamo e che si è conquistato il Barcellona, a prescindere dalla rimonta contro il PSG. Anche se non ci fosse stata quella, sarebbe stato uguale. Anzi, il fatto che ci sia stata questa rimonta è anche un bene per noi, perché andremo la senza alcun tipo di prosopopea e con le antenne belle dritti. Nel calcio ci sono state tante rimonte, ricordo Milan-Liverpool in finale o un Deportivo-Milan. C’è il Milan di mezzo, perché l’ho sempre seguito in questi anni in cui era un piacere vederlo dettar legge in Europa”.

"Approccio giusto, che intuizioni Allegri!"

Dal 1' si è avuta la sensazione di una Juve più aggressiva e in partita, con il Barcellona in perenne difficoltà. "Allegri sicuramente l’ha preparata molto bene - spiega Buffon - è stato bravo a darci le indicazioni giusti. Poi siamo stati bravi noi a metterle in pratica e ad approcciare alla gara con il piglio di chi vuole conquistarsi un futuro importante. Con l’umiltà e l’impegno di cui necessitava l’impegno ma anche con la consapevolezza di avere la faccia tosta di poter fare la partita e di dimostrare che ci siamo anche noi e che abbiamo dei valori". Anche contro il Barcellona i bianconeri sono scesi in campo con il 4-2-3-1, modulo adottato da Allegri da qualche mese. Con quest’atteggiamento l’allenatore è riuscito a far coesistere Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain, con Pjanic a centrocampo. La Juventus, in questo modo, è un mix di qualità e solidità. "C'è soddisfazione per aver fatto bene il proprio lavoro ma purtroppo finisce lì, perché non ci hanno dato la coppa a fine gara e perché il passaggio del turno lo dobbiamo ancora conquistare. Questa è una Juve ridisegnata da un'intuizione del nostro allenatore. Ogni tanto ha questi prodigi, non so dove li studia però gli vengono bene. Bisogna davvero fare i complimenti a lui ma anche a noi che ci applichiamo e che mi auguro che continuiamo a rendere facili e belle determinate partite".

"Juve più convinta in questi palcoscenici"

La Juventus andrà al Camp Nou con un importante vantaggio, acquisito grazie ad una stroardinaria prestazione. I bianconeri sembrano diventati grandi anche in Europa. "La sensazione è che noi abbiamo un atteggiamento diverso, più convinzione quando giochiamo determinate gare in questi palcoscenici. Loro, come naturale che sia, hanno un pochino di fame in meno che li rende più umani. Altrimenti non ci sarebbe spiegazione, perché una squadra come il Barcellona vincerebbe tutti gli anni tutte le partite, sono i più forti per distacco. Invece in 12 anni hanno vinto solo tre Champions, questo perché, non dal punto di vista tecnico o tattico, qualcosa è venuto meno. E questo è un dato fondamentale e imprescindibile per noi, per quelle che sono le caratteristiche della Juventus. Non saremo mai come il Barcellona o il Real Madrid, per vincere dovremo sempre sbatterci e sudare le cose più degli altri. Ma, probabilmente, la gratificazione, nel momento in cui raggiungi un obiettivo, è molto più grande".

"Non penso al futuro ma a dare il massimo"

E sul futuro: "Non è un mio problema al momento. L'unico cruccio che ho è autotutelarmi, significa continuare ad allenarmi bene e con la testa giusta per poter mettere in campo gli strumenti che ho in dotazione e gli elementi ed ingredienti che possono servire alla squadra per poterci costruire un futuro ancora più importante di quello che è il nostro presente".

"Dortmund? La considero un'avvisaglia"

E se a Torino si assisteva allo spettacolo di Juve-Barcellona, a Dortmund la partita tra Borussia e Monaco non si è giocata. "Non si conoscono ancora bene le ragioni - dice Buffon - per cui anche esprimersi in un certo modo potrebbe sembrare esagerato ed arbitrario. Così su due piedi dico che, chiunque sia stato, se avesse voluto far male lo avrebbe fatto. Secondo me è stata una specie di avvisaglia, non so i motivi ma qualcuno magari ce lo dirà. Però le analogie rispetto a quel che tutti pensiamo non ci siano, credo sia sotto certi aspetti un bene. Purtroppo siamo costretti a dire questo e ad abituarci a farlo, ce ne faremo una ragione anche se è molto strano e svilente arrivare a dire questo".

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