Allegri: "Buffon riposa, gioca Szczesny. Khedira out"

Serie A

Alla vigilia della partita contro il Chievo all'Allianz Stadium, Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa dallo Juventus Center di Vinovo

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Torna la Serie A e ancora una volta ad aprire la giornata sarà la Juventus di Massimiliano Allegri, impegnata nel match contro il Chievo allo Juventus Stadium. L’allenatore bianconero, anche in vista della partita di Champions League contro il Barcellona, ha annunciato alcune scelte di formazione, commentato l'utilizzo della VAR e la scelta della Premier League di anticipare la chiusura del mercato.

Scelte e... turnover

“Juve più forte dell’anno scorso? La teoria non conta niente, conta la pratica” – esordisce Allegri. “Sarà più forte se a fine stagione avremo fatto un’annata importante, ovvero esserci e lottare per tutte le competizioni. Domani Khedira è out, Marchisio è in fase di ripresa e rientrerà spero presto. Anche Chiellini non ci sarà e speriamo di averlo col Barcellona, Cuadrado dovrebbe essere rientrato, Dybala ha fatto differenziato. Chi è rimasto qui ha lavorato bene, ad esempio ad Higuain la mancata convocazione ha fatto bene sia da un punto di vista fisico e mentale. Turnover? Domani gioca Szczesny, Buffon riposerà. Hoewedes sta bene, si sta adattando e valuterò oggi un’eventuale presenza domani. Il Chievo è una squadra organizzata, si conquista la salvezza sempre con largo anticipo, dovremo stare attenti. Matuidi? Matuidi e Pjanic domani giocheranno, poi dovrò valutare se giocheremo a due o a tre a centrocampo. Non scopro io Matuidi, è un profilo internazionale e ha sempre giocato con tutti gli allenatori.

"Non ci serviva un altro centrocampista"

“Gli imprevisti durante l’annata ci sono sempre e vanno gestiti in totale serenità, non ci serviva un altro centrocampista. La rosa della Juventus è forte”. Allegri non ha dubbi sulla qualità della sua squadra e si concentra ancora sui singoli: “Bentancur può essere compatibile con Pjanic, il suo inserimento sta procedendo bene, ma non mettiamogli pressione. Sia lui che Bernardeschi hanno bisogno di tempo, hanno bisogno di fare un percorso come è successo per i giovani negli anni precedenti. Bernardeschi da quando è arrivato è cresciuto molto, può giocare da esterno o addirittura da mezz’ala in certe partite”. Inevitabile un commento sulla decisione della Premier League di anticipare il mercato: “Spero che la chiusura del mercato prima delle gare ufficiali venga fatta anche qui, è una buona notizia non solo per me ma per tutti. Poi si dovrà valutare anche se spostare il mercato invernale a novembre oppure se lasciarlo a gennaio, ma con una finestra molto più ridotta”. 

"Al Barça ci penseremo dopo. La VAR..."

Tornando all’impegno di domani, Allegri non vuole che si pensi troppo alla trasferta del Camp Nou: “Al Barcellona ci penseremo da dopodomani, tra l’altro è solo una partita del girone, dove l’obiettivo è passare il turno. Arrivare primi o secondi non fa tanta differenza, ci sono dei gironi più semplici”. A precisa domanda sull’utilizzo della VAR risponde: “Non cambia assolutamente niente per i metodi di allenamento in difesa, la VAR è utile e importante, ma va deciso su cosa va usata. Bisogna decidere in che direzione debba andare il calcio, perché per esempio a Genova si sono persi 6 minuti e poi se ne sono recuperati solo 3. Sugli episodi oggettivi la tecnologia è importante, ma in una partita ci saranno episodi con interpretazione umana dell’arbitro, che semplicemente viene spostata davanti al monitor”.

"Critiche alla Nazionale? Eccessive"

“Lasciare fuori Lichtsteiner mi è dispiaciuto molto, ma sarà importante per il campionato e poi eventualmente per la seconda lista a gennaio. E’ stata una scelta tecnica, perché con Marchisio che non è al meglio mi serviva un centrocampista in più”. Infine, Allegri commenta anche le critiche ricevute dall'Italia dopo la sconfitta contro la Spagna: “La Nazionale deve raggiungere l’obiettivo del mondiale, non conta se lo fa giocando bene alcune partite e male altre. Non è semplice vedere giocare bene le nazionali, basta vedere l’Argentina. E poi non bisogna dimenticare la tradizione del calcio italiano, non possiamo essere quelli che non siamo, le critiche sono state eccessive”.

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