12 ottobre 2017

Marianella: "Juve-Lazio, Roma-Napoli e Inter-Milan: rivoluzione contro conservazione nei big match di Serie A"

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Massimo Marianella esamina le tre attese sfide del prossimo turno di A: "Lazio e Juventus hanno speso entrambe bene sul mercato. L'Inter partiva già da una base importante, il Milan doveva rivoluzionare e lo ha fatto. Il sistema è la forza del Napoli, la Roma sta sviluppando un nuovo gioco con le idee di Di Francesco"

LE PROBABILI FORMAZIONI DELL'8^ GIORNATA

Ritorna la Serie A, con tre big match a rendere interessantissimo questo ottavo turno. Due settimane di attesa per la sosta per gli impegni delle nazionali ed ora si riparte, con i riflettori puntati sul derby di Milano, Juventus-Lazio e Roma-Napoli. Grandissime sfide, analizzate da Massimo Marianella. Con un tema unico per tutte le partite: il confronto tra rivoluzione e conservazione. In ognuna di queste gare, infatti, c'è una squadra che ha conservato la base forte della scorsa stagione ed un'altra che, invece, ha cambiato molto. Si parte sabato pomeriggio, con il primo anticipo tra Juventus e Lazio. Una partita che, se si dovesse valutare per gli investimenti fatti in estate, vedrebbe i bianconeri nettamente favoriti. Ben 149 milioni spesi dalla Juventus sul mercato, contro i 28,5 della Lazio. Marianella, però, sottolinea la qualità delle scelte fatte dalle due società: "Non conta soltanto come spendi, ma anche quanto spendi. La Lazio, negli ultimi anni della gestione Lotito, probabilmente ha sbagliato qualche giocatore ma ha fatto sempre degli ottimi mercati. Tare è bravissimo, Lotito ha agito benissimo e hanno valorizzato calciatori che sembravano persi. Basti pensare a Luis Alberto quest'anno, sta facendo benissimo. Era rimbalzato tra Siviglia, Malaga, Liverpool e sembrava non aver trovato la propria dimensione, poi arriva la Lazio e lo valorizza. Poi c'è Immobile, che ha girato parecchie squadre e invece con la Lazio sta segnando gol pesantissimi. Ha scoperto e valorizzato tanti calciatori, nel grafico dei soldi investiti bisognerebbe aggiungere un asterisco con scritto bravi. Hanno fatto benissimo con quel budget lì. La Juventus ha speso di più, ma l'ha fatto bene. L'acquisto più importante resta Matuidi, che ha una mentalità diversa ed è arrivato pronto. La Juventus, nel panorama calcistico mondiale, ha una delle maglie più pesanti, lui è arrivato preparato, per quanto fatto con la Francia, col PSG e il Saint-Etienne. Bernardeschi è l'investimento più eclatante, ma la Juventus sta lavorando sugli italiani già da anni. Quindi hanno fatto un grande mercato, perchè non avevano bisogno di stravolgere".

"Conservazione Inter vs rivoluzione Milan"

"Quando si parla di rivoluzione e conservazione bisogna partire da una motivazione che c'è dietro. C'era una base già avviata nell'Inter, innanzitutto societaria e poi tecnica. Doveva cambiare la guida, per poi adeguarla con i calciatori adatti al tipo di gioco. Ecco perchè Borja Valero diventa importante, Spalletti lo voleva già a Roma e lo ha avuto poi all'Inter. Servivano quei due o tre giocatori che potessero adeguarsi alla filosofia della squadra, che aveva già un piano e una strada da seguire. Mentre il Milan doveva rivoluzionare, perchè qui c'era tutto nuovo: proprietà, società, dirigenti. L'unica cosa che è stata ereditata, contrariamente all'Inter, è stata l'allenatore. Ma il Milan aveva bisogno di una rivoluzione, l'Inter no. Sul mercato hanno operato entrambe bene sul mercato, seppur in modo diverso. Il Milan ha speso tanto, ha cambiato tanti calciatori e poi ha preso giocatori buonissimi. Andrè Silva è uno dei migliori acquisti del mercato italiano, così come Calhanoglu e Rodriguez. Avevano bisogno di cambiare, probabilmente l'hanno fatto un po' troppo. Ho avuto l'idea che all'inizio hanno comprato tutti questi calciatori per dare certezze a una tifoseria che ha sofferto un po' troppo negli ultimi anni, per dare la sensazione che c'erano i soldi per cambiare la squadra. E l'hanno fatto anche troppo perchè poi, quando cambi così tanto, hai tanti calciatori ma poi devi avere un'idea di come metterli in campo. Suso, ad esempio, ha fatto molto bene e meriterebbe di giocare di più, ma con tutti i nuovi arrivi la sua collocazione tattica cambia un pochino".

"Roma-Napoli: ecco come sono cambiate"

"Per tanto tempo abbiamo ripetuto una cosa, che per il Napoli è importante il sistema: è questo che fa la differenza. La Roma, invece, doveva cambiare perchè ha un allenatore nuovo, giovane e molto bravo, con delle idee e che sta sviluppando il proprio gioco. Aveva bisogno di puntellare la rosa, perdeva un faro come Francesco Totti e doveva cambiare. Ha cambiato Kolarov, calciatore fondamentale, e altri buoni calciatori. Alcuni, come Defrel, li ha anche pagati tanto. Però è stata una trattativa lunga, per accontentare l'allenatore e alla lunga tornerà utile. Hanno speso tanto per Schick, giovane di prospettiva che ancora non abbiamo visto con la Roma, anche orientato per un futuro perchè ci sarà un post Dzeko". 

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