Milan, Fassone: "Vogliamo uno stadio solo per noi. Moderato ottimismo sull'incontro con l'Uefa"

Serie A

L’amministratore delegato del Milan a 360°: "Stadio? Serve una struttura solo per noi, stiamo valutando se sarà San Siro o meno. Incontro con l’Uefa? Moderato ottimismo. Biglia e Donnarumma le operazione più difficili. Romagnoli resta. Futuro? C’è un potenziale enorme, bisogna per forza essere ottimisti"

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"Stadio? Noi pensiamo che San Siro non ci permetta di raggiungere i risultati economici che potremmo raggiungere. Qualcosa dovremmo fare. Uno stadio solo per il Milan servirà. Non so se sarà San Siro o no, ma è certo che ci serve uno stadio per fare fatturato e avere l'empatia e la vicinanza maggiore dei suoi tifosi. La capienza è un aspetto controverso. Tutti lo vorrebbero da 80mila posti perché tre volte all'anno lo riempiamo, ma nelle altre no. Dunque serve un mix equilibrato ma ne sono certo che lo troveremo. Stiamo lavorando su ipotesi diverse: ristrutturare San Siro o valutare altre zone a Milano e fuori", risponde così Marco Fassone ad una delle domande che un tifoso rossonero gli rivolge su Facebook durante un evento a lui dedicato. Protagonista dell’#AskFassone, l’amministratore delegato del Milan ha parlato a 360 del mondo rossonero: "Obiettivo stagionale ridimensionato? Non si è ridimensionato l'obiettivo. Abbiamo portato un piano finanziaro all'UEFA tenendo conto di arrivare in Europa League perchè volevamo dare a vedere alla UEFA che la non qualificazione in Champions League non creerebbe particolari problemi. Io sono moderatamente ottimista. Stiamo facendo passi avanti. Ci sono molti investitori nazionali e internazionali intorno al Milan".

"Montella ha la nostra fiducia. Operazioni più difficili? Biglia e Donnarumma"

"Manca qualcosa a questo Milan assolutamente, ma dobbiamo considerare che gli altri sono andati fortissimo. Io spero che possiamo andare avanti in campionato e fare meglio magari gli altri iniziano a perdere un po' di punti. Montella? E' assolutamente il nostro allenatore, siamo vicini a lui e ha la nostra fiducia. Il nuovo preparatore Innaurato è molto preparato, competente e ha un buon curriculum. Biglia e Kessiè ci hanno lavorato assieme e me ne hanno parlato benissimo. L'acquisto più difficile? Non è stato difficile convincere i giocatori, tutti volevano questa maglia. Molto più complessa la parte con i club, come con la Lazio per Biglia. Ma certamente l'operazione più difficile è stata il rinnovo per Gigio con un interlocutore complicato. La sua carriera in azzurro? Il sentimento di tutti i milanisti è quello che Gigio sia un predestinato, con un talento fuori dal comune. Pensavo che questo passo nella porta azzurra arrivasse dopo il Mondiale, non ora. Sono contento per il Milan che si coccola questo gioiello con un futuro luminoso", le parole di Fassone.

"Il Milan ha un potenziale straordinario, bisogna per forza essere ottimisti"

"Io non 'nasco' nel calcio. Ho iniziato da dirigente occupandomi di cibo, nella Ferrero e mai avrei pensato di lasciare quell'azienda. Nel tempo libero facevo l'arbitro di calcio e, arrivato al culmine della mia carriera come assistente, arrivò la prima chiamata di un club e fu il Torino. Da allora sono passati 17 anni ed il percorso è quello che conoscono tutti. Futuro chiaro al Milan? Ma come si fa a non essere ottimisti al Milan? Se dovessimo guardare in Europa, paragonandoci ad altri top club, il Milan ha un potenziale straordinario. Ora non so se raggiungeremo tutto il potenziale in 4/5/6 anni, ma certamente arriverà". Fassone ha poi parlato così del debito da rifinanziare: "In Italia spesso si fanno fughe in avanti, io devo essere più prudente. Ci sono accordi di riservatezza che non posso violare. Sono moderatamente ottimista, non c'è fretta e stiamo facendo passi avanti. Negli investitori c'è fiducia intorno al nostro progetto, faremo tutto nei tempi prestabiliti. Sponsor? Da quando siamo arrivati, ad aprile, noi ed i colleghi del commerciale abbiamo fatto un lavoro straordinario trovandone sei. Se in così poco tempo ne abbiamo trovati mezza dozzina, nel medio lungo periodo saremo ancora più brillanti. Piano sportivo? L'ottimismo non è cambiato, ma abbiamo mutato l'obiettivo sportivo per motivazioni finanziarie. Se non dovessimo raggiungere la Champions, non succede nulla. I conti tornano comunque, il Milan resta in piedi lo stesso, non andiamo nel baratro. Spererei di evitare questo scenario, ma anche dovesse arrivare non ci sarebbe alcun problema. Pentimenti in questi primi mesi rossoneri? Pentimento è una parola che non uso. Certamente qualche errore o qualcosa di diverso avremmo potuto fare o evitare. Sarei presuntuoso. Si potrà migliorare ed essendo perfezionista si può sempre fare più di così", ha affermato Fassone.

Rinnovo Suso, mercato e futuro Romagnoli

"Il rinnovo di Suso è stato importantissimo. Ogni tanto leggo e sento che fanno bene i vecchi e non i nuovi, quelli che già c'erano, ma quelli che adesso brillano sono gli stessi che abbiamo trattenuto noi con nuovi contratti. Ricordo che con Suso, lo scorso anno, Galliani me lo passò al telefono per dirgli di rimanere qui tranquillo e che al rinnovo avremmo pensato noi. Sostituire Conti a gennaio? No, lo aspettiamo perché non ci metterà tanto. Sta recuperando prima del previsto e ha una voglia straordinaria. E poi noi abbiamo tre ottimi terzini come Calabria, Abate e Borini, bravo ad entrare nel ruolo. Romagnoli accostato alla Juventus? Tolgo ogni preoccupazione ai nostri tifosi. È un ottimo difensore con un mercato ottimo. Nell'estate 2016 dovevo confrontarmi con Galliani e ricevemmo un'offerta altissima per lui, ma gli dissi di non pensarci nemmeno perché Alessio è una colonna del Milan. Lo sarà anche della Nazionale. Sta a Milano, è contento a Milano ed è contento con noi", le parole di Fassone.

Proprietà cinese e Han Li

"Differenze tra proprietà cinese e italiane? Sono fortunato per aver lavorato con presidenti molto diversi tra di loro. Credo di essere completo e quest'ultima dirigenza è la più anomala rispetto alle abitudini italiane. È meno presente, ma in Inghilterra è quasi peggio perché il calcio è in mano a manager e dirigenti. La nostra esperienza attuale è forte, sento la responsabilità ma David Han Li è qui tutti i giorni e se non c'è la chiacchierata è comunque quotidiana. Milan China? Avventura importante. C'è voluto del tempo di burocrazia cinese, formalmente operiamo da un mese. I primi risultati economici sono arrivati, c'è un primo sponsor ed abbiamo firmato una lettera di intenti con un secondo potenziale sponsor. Nel secondo semestre, sono previsti i primi ricavi interessanti. Han Li? Appasionato di calcio, ha studiato in Europa. Quando ha deciso di investire nel Milan insieme al presidente, aveva le idee molto chiare. Serve esperienza europea di come fare calcio alla quale aggiungiamo la forza del Milan sul mercato cinese, talmente grande che nemmeno si riesce immaginare. Prenderne anche solo una fetta ci farebbe fare un salto in avanti, a noi e a tutti quelli che credono nel Milan".

Sulla delusione azzurra

"Provo enorme tristezza e dolore. Non avevo mai visto l'Italia fuori da un Mondiale e sono affranto. Ma è una spinta extra per fare riflessioni profonde, non banali, tenendo conto delle cose fatte bene ma senza commettere ulteriori errori. Futuro blocco milanista in Nazionale? Siamo orgoglioso di avere in casa giovani che hanno questa prospettiva davanti. Inutile citarli tutti. Credo che nella prossima Nazionale, la quota rossonera sia cospicua", ha concluso l'ad del Mila Fassone.

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