Juventus, la crescita di Giorgio Chiellini: "10 anni fa ero quello brutto e scarso, ma col tempo..."

Serie A
Giorgio Chiellini nel 2004 con la maglia della Fiorentina: "10 anni fa ero il più bruttino, sgraziato, molto più scarso. Ma lavorando sono riuscito a miglliorare" (Getty)
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"Dare sempre il meglio di sé": è questa la chiave per diventare campioni, secondo il difensore della Juventus, "Prima ero il più bruttino, sgraziato, con il tempo lavorando sono migliorato". Sui propri compagni: "Il fuoriclasse è colui che fa giocare bene chi sta vicino a lui, come Pirlo e Buffon"

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Il lavoro paga: "Dieci anni fa ero più veloce, più esplosivo rispetto a oggi, ma anche infinitamente più scarso". A rivelarlo è Giorgio Chiellini all'evento "Randstad Next" sull'orientamento post-carriera degli sportivi: "Ho giocato nelle selezioni regionali, nelle Nazionali giovanili dall'Under 15 alla maggiore. Ero sempre il più 'bruttino', sgraziato, scoordinato, grezzo. Poi mi rivedevano tempo dopo ed ero migliorato. Nella mia carriera ho conosciuto tanti talenti che a 17-18 anni non hanno fatto sacrifici e non sono mai diventati i campioni che avrebbero potuto essere. L'importante è provare a dare sempre il meglio di sè".

L'importanza di Pirlo e Buffon

Sui propri esempi: "Il fuoriclasse è colui che fa giocare bene chi sta vicino a lui: Pirlo e Buffon, oltre a qualità tecniche indescrivibili, fanno e facevano crescere in campo e fuori i compagni". "E' fondamentale riuscire a lavorare con gli altri, senza creare gelosie, cercando di far migliorare la squadra - ha aggiunto il difensore bianconero -. Pirlo e Buffon hanno quel carattere e quella personalità che permettono a chi sta loro vicino di crescere".

L'equilibrio nello spogliatoio  

"Lo spogliatoio di una squadra è simile a una multinazionale: è fondamentale integrare gli altri accettando comportamenti che sono lontani dalla nostra cultura: su alcuni aspetti noi italiani siamo più rigidi e musoni del 'toda joya' che vivono altre culture", ha spiegato Chiellini, "L'equilibrio dello spogliatoio è fondamentale, specialmente adesso che è multietnico, la parte italiana rappresenta il 33%. Integrare al meglio ogni etnia, cultura, è difficile ma porta risultati enormi".

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