Juventus-Roma, quanti incroci di mercato: da Pjanic a Szczesny. Il prossimo sarà Emerson?

Serie A

Fabrizio Moretto

Dall'asta per Destro a quella per Schick, passando per l'acquisto di Pjanic e i tentativi per De Rossi e Strootman: negli anni sono stati tanti gli incroci di mercato tra i bianconeri e i giallorossi. Il prossimo potrebbe essere Emerson Palmieri

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Juventus-Roma è stata la grande sfida al vertice degli ultimi anni. Lo scudetto se lo sono sempre aggiudicato alla fine i bianconeri, ma i giallorossi hanno sempre dato filo da torcere alla squadra di Allegri, nonostante un rendimento totalmente negativo nelle partite giocate all'Allianz Stadium. Juve-Roma rappresenta però anche tanti scontri di mercato avvenuti negli ultimi anni. Si è partiti con Destro, strappato alla concorrenza dall'allora ds Sabatini, per continuare con Iturbe e Manolas, finiti anche loro nella capitale, e Rincon, approdato invece alla corte bianconera, chiudendo infine con il grande oggetto della contesa di quest'estate: Patrik Schick. Non sono mancate poi operazioni e tentativi di acquisti tra le società stesse, come il passaggio di Pjanic da Roma a Torino nell'estate 2016. Interessanti poi i numeri sulle spese e le entrate effettutate dai due club, che testimonia un'abilità comune nel saper vendere. Negli ultimi 7 anni infatti la squadra del presidente Pallotta ha incassato 495 milioni, solo 13 in meno rispetto a quella di Agnelli. Divario enorme invece per quanto riguarda i soldi usciti dalle due casse societarie: la Juventus ha infatti sborsato dal 2011 ad oggi 756 milioni di euro, circa 200 in più rispetto ai giallorossi, i quali però sono destinati ad aumentari ricavi ed investimenti con l'apertura del nuovo stadio.

Juventus, i tentativi per prendere De Rossi e Strootman

La Juve ha sempre avuto un occhio di riguardo per il centrocampo della Roma. Due stagioni fa infatti, i bianconeri provarono a scippare alla Roma Radja Nainggolan. Il belga al tempo era in comproprietà tra la Roma e il Cagliari, con i giallorossi intenzionati a tenerlo ma che allo stesso tempo provavano a far abbassare il prezzo di vendita ai sardi. In questo contesto tentò di inserirsi Beppe Marotta, pronto a soddisfare le richieste dei cagliaritani. L'unico intoppo fu la ferma volontà di Nainggolan di sposare il progetto Roma e non lasciarsi ammaliare dalle lusinghe dei campioni d'Italia. Alla fine la Roma riscattò il suo 'ninja' per circa 20 milioni chiudendo sul nascere la storia. Altro elemento per cui stravedeva Allegri era Leandro Paredes. L'argentino faticava a imporsi nella capitale e alla squadra giallorossa avrebbero fatto comodo un po' di soldi derivanti da una remunerativa plusvalenza. Così, negli ultimi giorni di gennaio dello scorso anno, la Juve cercò di piazzare il colpo, offrendo alla Roma una cifra poco superiore ai 20 milioni per il talento classe '94. Anche in questo caso l'affare non andò poi in porto a causa dell'impossibilità da parte dei giallorossi di trovare in poco tempo un sostituto pronto e, soprattutto, a causa della rivolta della piazza romanista che non avrebbe accettato di cedere agli eterni rivali un altro giocatore di talento e sicuro avvenire, appena 6 mesi dopo la partenza verso Torino di Pjanic. Quest'estate la corte della Juventus al centrocampo giallorosso ha preso di mira De Rossi e Strootman. Per il capitano della Roma, in scadenza prima del rinnovo firmato il 31 maggio, Marotta ha provato a sondare il terreno telefonicamente, approfittando dei buoni rapporti del ragazzo di Ostia con gli amici juventini della Nazionale come Buffon, Marchisio e Barzagli. Tentativo andato a vuoto. Stesso esito ha avuto l'approccio per Kevin Strootman. Ad agosto i bianconeri erano infatti pronti a sborsare i 45 milioni della clausola rescissoria per puntellare il centrocampo con i muscoli del forte mediano olandese. Purtroppo per loro però, la clausola del numero 6 giallorosso era valida fino al 31 luglio, il che costringeva la dirigenza della Juve a dover trattare per forza con la Roma, a cifre quindi notevolmente superiori. Altro approccio tentato è stato quello per Lorenzo Pellegrini, subito tramontato però per la volontà di Eusebio Di Francesco di portarsi il suo pupillo e poter esercitare senza problemi il diritto di recompra nei confronti del Sassuolo. A parti inverse invece è stato Cuadrado l'oggetto del desiderio della Roma. Il colombiano piaceva dai tempi della Fiorentina e quest'estate il suo nome è tornato fortemente in auge. Monchi infatti affrontava problemi nel chiudere l'operazione Mahrez con il Leicester, per cui a metà agosto aveva deciso di guardarsi attorno e cercare delle alternative valide. I problemi, che hanno poi bloccato la trattativa, erano rappresentati dal piede destro dell'ex Chelsea (la Roma cercava un giocatore di piede mancino) e dalla sua scarsa vena realizzativa. Cuadrado alla fine è rimasto a Torino, diventando un punto fermo nell'attacco di Allegri.

L'asta per Schick

Patrik Schick è stato il grande caso di mercato di quest'estate. Dopo una brillante stagione alla Sampdoria, il talento ceco era pronto al salto di qualità che, inizialmente, corrispondeva al nome Juventus. Il 10 giugno infatti la dirigenza bianconera batteva la concorrenza dell'Inter e trovava un accordo con i blucerchiati per circa 30 milioni, ovvero il valore della clausola rescissoria. 12 giorni dopo il ceco si presentava al J-Medical per le visite mediche. L'operazione era virtualmente chiusa ma, dopo circa un mese di silenzi, si veniva a sapere dei problemi cardiaci di Schick. Dopo qualche riflessione i bianconeri decidevano temporaneamente di abbandonare l'operazione. Nel frattempo la clausola era scaduta e il prezzo dell'attaccante classe '96 era lievitato. Si era così scatenata una vera e propria asta tra tutti i top club d'Italia e d'Europa, alla fine vinta dalla Roma che aveva sedotto e abbandonato Mahrez per tuffarsi poi sul centravanti ceco, cercato già nella stagione precedente, pagando alla Samp 42 milioni di euro. 

La tratta Roma-Torino: da Pjanic a Benatia per finire a Szczesny

Qualcuno negli anni i quasi 700 km che separano Roma e Torino è riuscito a farli. Il primo era stato Miralem Pjanic, passato alla Juventus nella scorsa estate. Il bosniaco era nel mirino dei bianconeri già da tempo, ma nel giugno 2016 Marotta aveva potuto effettuare l'affondo decisivo pagando la clausola rescissoria del giocatore, pari a 30 milioni di euro, e approffitando dell'urgente necessità di soldi da parte del club di Pallotta per rientrare nei parametri del Fair Play finanziario. Aveva dovuto fare un giro largo invece Mehdi Benatia, passato da Monaco di Baviera prima di abbracciare il bianconero. Il difensore era stato uno dei grandi protagonisti della prima Roma di Garcia, tant'è che il Bayern Monaco lo aveva poi acquistato la stagione successiva per circa 30 milioni. In Germania tuttavia il marocchino non si era espresso agli stessi livelli e così aveva colto l'occasione di rilanciarsi alla corte di Allegri. In questo campionato, grazie anche alla partenza di Bonucci, Benatia ha ritrovato i suoi standard ed è uno degli artefici della recente crescita del gruppo bianconero. Dalla Roma alla Juve, tramite l'Arsenal, è infine passato Wojciech Szczesny. Il portiere 27enne era stato per due anni in prestito nella capitale, dove aveva avuto l'occasione di crescere e maturare. Un rendimento talmente positivo da convincere la dirigenza bianconera a individuarlo come sostituto di Buffon. I giallorossi avevano già in casa Alisson e non avevano intenzione di spendere soldi per un altro portiere, così il polacco aveva deciso di accettare la proposta della Juve e lasciare i Gunners per circa 12 milioni. Il prossimo che potrebbe passare dal giallorosso al bianconero è Emerson Palmieri. Il brasiliano, appena rientrato dall'infortunio al crociato, deve fare i conti quest'anno con la concorrenza rappresentata da Aleksandar Kolarov. Per la Roma è quindi una riserva di lusso e potrebbe essere una ghiotta opportunità per fare cassa. Ad Allegri piace tanto e potrebbe rivelarsi il sostituto ideale qualora decidessero di cedere Alex Sandro nella prossima estate. Quasi improbabile che l'affare si concretizzi a gennaio.

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