Roma-Juventus, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Dario Saltari

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Di Francesco e Allegri sono a un passo dal raggiungimento dei rispettivi obiettivi stagionali, ma la sfida dell'Olimpico sarà comunque importante per il futuro delle due squadre

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A un anno di distanza, la Juventus ha di nuovo la possibilità di vincere lo Scudetto allo Stadio Olimpico, indipendentemente dal risultato della partita del Napoli con la Sampdoria. Al contrario della scorsa stagione, però, in cui i giallorossi erano ancora in corsa con il Napoli per evitare i pericolosi preliminari di Champions League, questa volta la Roma non ha molto altro da chiedere alla classifica e poco da dimostrare in generale. 

Con la sorprendente sconfitta dell’Inter di ieri, la squadra di Di Francesco è già sicura di qualificarsi direttamente ai gironi della principale competizione europea e l’unico obiettivo di classifica rimasto è quello di riuscire a tenersi il terzo posto, importante più che altro in termini economici per gli introiti europei della prossima stagione. Senza più obiettivi di classifica, Juventus e Roma possono giocare libere da pressioni, con la libertà di sperimentare. Resta, però, la forte rivalità tra le due squadre e magari la voglia della squadra di Di Francesco di dimostrare il proprio valore in confronto a quello dei prossimi (probabili) campioni d'Italia e, viceversa, la voglia di quella di Allegri di festeggiare con una vittoria.

Le scelte di Allegri

Alla luce della situazione di classifica delle due squadre, quindi, Allegri potrebbe finalmente abbandonare l’attenzione tattica che ha contraddistinto tutta la sua stagione, schierando contemporaneamente tutto il potenziale offensivo della propria squadra. La Juventus potrebbe schierarsi con un 4-2-3-1 super offensivo, che vedrebbe contemporaneamente in campo Higuain, Dybala, Mandzukic e Douglas Costa, e lascerebbe l’incombenza di coprire la difesa a Matuidi e Khedira.

Una scelta di questo tipo metterebbe in difficoltà la Roma da tantissimi punti di vista diversi. Innanzitutto, piazzare Dybala tra le linee scoprirebbe uno dei nervi scoperti della Roma di Di Francesco, e cioè le ricezioni nei mezzi spazi ai lati di De Rossi, che fa sempre molta fatica a coprire il campo in orizzontale. Il 10 argentino sarebbe messo nelle condizioni di poter fare quello che sa fare meglio, e cioè galleggiare tra le linee giocando spalle alla porta per innescare i movimenti in profondità dei suoi compagni.

Anche la possibilità di schierare Mandzukic e Douglas Costa sugli esterni (probabilmente il primo a sinistra e il secondo a destra) potrebbe far girare a favore della Juventus alcuni dei duelli chiave della partita. Allegri ha più volte ripetuto alla sua squadra in queste ultime giornate, in caso di pressione alta avversaria, di lanciare lungo sull’esterno sinistro alla ricerca dei duelli fisici del croato, che troverebbe in Florenzi un avversario molto in difficoltà in questo tipo di sfide.

Quello tra Mandzukic e Florenzi fu uno dei duelli decisivi anche all'andata. In questo caso, il croato spizza in verticale un rilancio lungo di Szczesny per la corsa in profondità Matuidi, su cui è costretto a uscire Manolas.

Dall’altra parte, invece, Douglas Costa si ritroverebbe spesso in uno contro uno con Kolarov, che senza il pallone è sempre molto macchinoso quando deve difendere, soprattutto quando ha molto campo da coprire alle sue spalle, come spesso succede nella Roma di Di Francesco. La Juventus, in questo senso, sarà ben felice di lasciare il possesso alla Roma, per sfruttare in transizione i suoi limiti nel recupero immediato del possesso, che potrebbero diventare fatali con la superiorità fisica e tecnica che l’ala brasiliana può esprimere in questo momento della stagione.

Allegri, alla luce della scarsa brillantezza fisica dimostrata della Juventus nelle ultime giornate, potrebbe anche rinunciare a una delle sue armi offensive per mettere in campo una squadra più conservativa, appoggiandosi al solo Douglas Costa in transizione.

La Roma alla prova

Viste le sfide tattiche poste dalla Juventus di Allegri e la mancanza di reali obiettivi di classifica, per la Roma sarà soprattutto una prova del nove in vista della prossima stagione dal punto di vista della concentrazione, come sottolineato sui social network anche dal direttore sportivo Monchi. Di Francesco schiererà con ogni probabilità quella che al momento sembra la formazione migliore, con l’unica eccezione di Manolas (infortunato) sostituito al centro della difesa da Juan Jesus.

Quest’anno, al di fuori della Champions League, la Roma ha fatto molta fatica ad imporre il suo gioco contro le migliori squadre del campionato, perdendo molti scontri diretta per i primi posti della classifica. In questo senso, la sfida con la Juventus servirà soprattutto per affinare i meccanismi offensivi, come la risalita del campo attraverso i triangoli di fascia, che così tanto sono andati in difficoltà contro squadre dal baricentro basso.

A livello individuale, invece, sarà un banco di prova soprattutto nei duelli in campo. Abbiamo già visto quanto saranno importanti i duelli difensivi tra Florenzi e Kolarov con i rispettivi avversari, ma anche davanti molti giocatori avranno la possibilità di legittimare il proprio status all’interno della squadra.

Dzeko, per l’ennesima volta in stagione, sarà chiamato a mettersi la squadra letteralmente in spalla, cercando di dominare una coppia di centrali (quella formata da Benatia e Barzagli) che può andare molto in difficoltà contro avversari molto fisici. Anche Ünder, che ha rivitalizzato l’attacco romanista nella seconda parte di stagione, dovrà dimostrare di saper salire ulteriormente di livello cercando di mettere in crisi un terzino di élite come Alex Sandro.

Sia da una parte che dall’altra, insomma, Roma-Juventus può dare indicazioni significative sul futuro delle due squadre che, con ogni probabilità, saranno le principali protagoniste del nostro campionato (e dell’esperienza italiana in Champions League) anche nella prossima stagione.

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