Kakà: "Il Milan tornerà a vincere, studierò da direttore sportivo"

Serie A
Kakà a San Siro

L'ex fenomeno brasiliano sogna la rinascita del Milan: "Tornerà a vincere, ora serve subito conquistare la Champions. Leonardo ha grande esperienza, Maldini è una leggenda". Juve favorita per il campionato: "Ma occhio alle sorprese. CR7? Ho legato molto con lui, ve lo racconto"

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Cuore rossonero e faccia da bravo ragazzo: Kakà torna a parlare di Milan. È la prima volta che lo fa da quando Elliott ha preso in mano la società, completando un mercato che ha rinforzato e non poco la rosa a disposizione di Gattuso. “È una squadra che sta seriamente cercando di riprendere il suo posto nel grande calcio - ha detto a La Gazzetta dello Sport - Non bisognerà trascurare l'Europa League: quando arriveranno le squadre eliminate dalla Champions League sarà un torneo molto affascinante e vincerla potrebbe essere fondamentale”. In campionato, la grande favorita non può che essere la Juventus, ma occhio alle sorprese: “La Juventus è la squadra più forte d'Italia, però nel calcio accadono tante cose. Succede che il Leicester vinca la Premier League, per esempio. Se non sono imbattibili? Il calcio è un gioco imprevedibile. La Juventus è davanti a tutte, ma parlando del Milan penso ad esempio che ha dalla sua la spinta dei tifosi che hanno ritrovato orgoglio, e questo può essere un elemento determinante per scalare le gerarchie. L'obiettivo è ricostruire, però sarebbe bellissimo vincere subito. Per ora l’ ideale è immaginare di tornare subito in Champions League, il traguardo da un punto di vista razionale deve essere quello. La Juve ha tanta qualità, abitudine a vincere, organizzazione. Sulla carta è la squadra più forte del campionato, non ci sono discussioni, poi però possono succedere tante cose e pensare in grande è nel DNA del club”.

"Non mi vedo allenatore. Maldini leggenda, Leonardo ha esperienza"

Kakà ha messo fine alla sua carriera nel 2017, dopo l’esperienza all’Orlando City. E ora… “In verità non mi vedo per adesso in campo ad allenare - ha continuato il brasiliano - Mi vedo più con un incarico da dirigente, alla Leonardo. La priorità per me è ancora stare con i miei figli Luca e Isabela che sono ancora piccoli e vivono a San Paolo. E devo studiare, capire i meccanismi di lavori per me nuovi. Seguirò il corso per diventare direttore sportivo in Brasile, appena possibile frequenterò quello da allenatore a Coverciano, ma soltanto per completarmi”. A proposito di Leonardo, che al Milan ha portato aria nuova: “Ha esperienza, contatti internazionali con Fifa, Uefa, grandi club. Leo ha fatto tutto, ha girato il mondo. È intelligente e conosce bene anche il mondo della comunicazione. Sa come si gestisce una squadra importante”. Un’altra bandiera è tornata in rossonero, Paolo Maldini: “Lui è la storia, è l' idolo. Nel mondo, se si parla di Milan si parla di Paolo e viceversa. Paolo è la fedeltà. Non voglio dire nulla della precedente dirigenza, con la quale c' era stato qualche contatto, ma questa ha qualcosa di diverso, perché ha ritrovato il DNA rossonero. Ha recuperato le caratteristiche del club, il senso di appartenenza. Leo, Paolo che sono tornati e Gattuso che è rimasto in panchina”.

"Vi racconto Ronaldo. Juve favorita alla Champions, ma ci sono tante big"

Juventus uguale Cristiano Ronaldo. Kakà con il portoghese ci ha giocato, nel 2009: “Per il calcio italiano è bellissimo averlo, riporta visibilità, sponsor, interesse dei media di tutto il mondo. I campioni adesso se hanno chance di venire a giocare in Serie A ci pensano. Cristiano porta tante cose, al sistema calcio italiano nel suo insieme, non soltanto alla Juve. Se può schiacciare i compagni? Può accadere, ma sono abituato a guardare il lato positivo. È bellissimo giocare con lui, anche se impegnativo, perché Cristiano è molto competitivo e vuole vincere sempre. Gli anni che ho vissuto al Madrid sono stati molto intensi e positivi. Sono molto legato a Cristiano”. Sul suo carattere: “Non è il divo dello spogliatoio. Al Real all'inizio c' era il gruppo di quelli che parlavano portoghese, Pepe, Marcelo, e poi appunto io e Cristiano. Ci trovavamo bene. Cristiano è amichevole, molto socievole. Porta energia e la Juve ha fatto benissimo a ingaggiarlo. Anche perché, con la cura maniacale che ha del suo corpo e la sua professionalità, potrà restare al top ancora per tanti anni”. Il grande obiettivo è la Champions: “La Juve con CR7 una delle favorite, ma ci sono sempre il Real Madrid, il Barcellona, il Psg che è sempre più forte con Mbappé che sta maturando. Al Mondiale si è visto che cosa può fare questo ragazzo così giovane. La Juve in ogni caso resta una delle protagoniste del torneo”. Per il Milan invece un traguardo lontano: “Ma da qualche punto bisogna pure ripartire e il Milan ha imboccato la strada giusta. Non so che cosa farà di preciso Maldini nel club, probabilmente avrà un ruolo simile a quello di Leonardo, ma sono certo che l' intesa fra i due funzionerà”, ha concluso.

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