Juve Napoli, Insigne mai così protagonista: che sfida con Bernardeschi

Serie A

Incredibile inizio di stagione per il talento azzurro a segno 5 volte in 6 partite: merito dell'evoluzione tattica targata Ancelotti, allenatore che accentrandolo si è assicurato un nuovo bomber. Nella prima sfida scudetto allo Stadium, Insigne affronterà il sorprendente Bernardeschi nel duello tra compagni in Nazionale. Roma-Lazio e Juve-Napoli sono in esclusiva su Sky, anche sul digitale terrestre con un'offerta imperdibile. Chiamaci allo 02.5050 o vai su sky.it

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"Dalla partita con la Fiorentina, in fase di possesso, la nostra manovra è cambiata poco. Solo la posizione di Insigne è diversa: Lorenzo in questo momento è determinante per noi". L’ennesima benedizione in casa Napoli non può che essere di Carlo Ancelotti, allenatore dalla rivoluzione silenziosa che vale il 2° posto in campionato a -3 dalla Juve in attesa dello scontro diretto allo Stadium. Inizialmente fedele alla dottrina tattica dell’era Sarri, Carletto sta plasmando gli azzurri a partire dal numero 24 dall’impatto straordinario in stagione. Meno esterno offensivo, punta più accentrata sulle orme di Mertens nel calcio sarrista. Nessun riflesso del predecessore in panchina, intuizione illuminante che sta rendendo "Lorenzinho" un autentico fattore nell’attacco napoletano. "Gli piace giocare in quella posizione - ha spiegato Ancelotti -, così si sacrifica meno in fase difensiva e arriva più fresco sotto porta". Non erano mancati gli attesti di stima nei confronti di Insigne: chi ricorda il bacio a lui riservato al momento della sostituzione contro la Fiorentina? Nient’altro che un’investitura conferita da uno degli allenatori più vincenti in Europa, rituale concesso in passato alle stelle del suo Milan (Kakà, Pirlo e Gattuso) nonché a campionissimi come Ribery e Cristiano Ronaldo. Il nuovo pupillo è inevitabilmente il talento di Frattamaggiore.

Insigne 2.0, chiamatelo bomber

Momento magico per il leader tecnico del Napoli, protagonista di una trasformazione tattica vincente come ribadito dai numeri: 5 gol in 6 partite per Lorenzo, uno ogni 90 minuti come mai aveva registrato in carriera. Si tratta infatti della migliore partenza di sempre, lui che nello stesso intervallo aveva al massimo realizzato 3 reti nel Foggia di Zeman (Lega Pro 2010/11) e nella prima creatura di Sarri targata 2015/16. Se il bottino nella stagione foggiana resta il picco più alto di sempre (19 centri), Insigne arrivò a quota 18 firme sia nel Pescara allenato dal boemo (Serie B 2011/12) sia nella seconda annata sarrista. Precedenti che reggono fino a un certo punto, d’altronde la sua evoluzione in campo promette gol a valanga considerando quantomeno lo sprint iniziale. Dove può arrivare il nuovo "Lorenzinho"? Attaccante centrale nel 4-4-2 disposto da Ancelotti contro Parma e Fiorentina, seconda punta nel 4-2-3-1 opposto a Torino e Stella Rossa, l’inatteso bomber azzurro ha risposto sotto porta guadagnandosi i gradi di capitano quando Hamsik è partito dalla panchina. Segnali della dolce rivoluzione varata da Carletto, già attratto dalla possibilità di schierare tutti i suoi interpreti d’attacco poiché interscambiabili tra loro: movimenti e verticalizzazioni che hanno dato spettacolo all’Olimpico di Torino a partire dalla doppietta di Insigne, sintesi perfetta del rinnovato Napoli. Una verve realizzativa quasi sconosciuta per il 27enne cresciuto nel vivaio azzurro: se il marchio di fabbrica erano le conclusioni a giro e i cambi di gioco a trovare Callejon, i guizzi da opportunista rendono Lorenzo il massimo marcatore in squadra. Nel suo mirino ora c’è la Juve, punita solo 2 volte in 11 incroci totali eppure mai allo Stadium: quale migliore occasione per spezzare il tabù bianconero?

Fattore Bernardeschi, spalla di CR7

Poca fortuna per Insigne nei duelli contro la Juventus, media gol più ricca quella confezionata finora da Bernardeschi nei precedenti contro il Napoli: 2 reti in 5 gare, bis circoscritto al 3-3 del 22 dicembre 2016 quando il talento di Carrara vestiva la maglia della Fiorentina. Mai a segno contro gli azzurri dal suo arrivo a Torino, Federico vive la migliore parentesi dal trasferimento pari a 40 milioni di euro nell’estate 2017. Solo 5 reti nell’anno di apprendistato tra i campioni d’Italia, bottino a portata di mano complice l’avvio con 2 centri da subentrato in Serie A disputando solo 195 minuti. Un gol ogni 97 minuti per "Berna" a segno all’esordio contro il Chievo e nella trasferta di Frosinone, sfida stravolta dal suo ingresso in campo tra fantasia e occasioni concesse ai compagni. Evoluzione in corso per l’ex viola, jolly offensivo eppure determinante arretrando di qualche metro: all’occorrenza mezz’ala con libertà di movimento, estro e freschezza evidenziati da Allegri: "A livello mentale ha capito come si deve stare in una grande squadra, non gli mancano entusiasmo né strapotere fisico". Già applaudito al Mestalla in Champions League, Bernardeschi è entrato nel finale di partita contro il Bologna dopo la notte memorabile al "Benito Stirpe". Se Dybala ha finalmente ritrovato la Joya allo Stadium, non è passata inosservata l’intesa tra FB33 e Sua Maestà Cristiano Ronaldo: i più attenti avranno notato il grido "Sei il numero uno!" all’indirizzo del portoghese espulso in Champions, slancio di stima ripagato dall’ex Real Madrid tra i primi a congratularsi con lui a Frosinone. Dal canto suo "Berna" ha parlato di una sua "crescita lineare e continua", parabola che a livello fisico segue il modello Ronaldo: da qualche settimana il numero 33 bianconero si è trasferito alla Gran Madre, uno dei quartieri più belli di Torino dove vive il fuoriclasse di Funchal. E come il portoghese si è fatto costruire una palestra privata per allenarsi in qualsiasi momento. Federico studia da vicino il cinque volte Pallone d’Oro e si appresta a sfidare Insigne, suo compagno di Nazionale nella nuova Italia di Roberto Mancini: entrambi in campo nella Nations League contro la Polonia, panchina per due nell’esame seguente a Lisbona. Binari paralleli per le frecce Azzurre attese del duello ravvicinato allo Stadium.

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