Derby Inter Milan, Icardi vs Higuain: i numeri della sfida nella sfida

Serie A

Bomber argentini a confronto nel Derby della Madonnina: il capitano dell'Inter si dimostra letale negli ultimi metri, mentre il Pipita danza tra trequarti e area di rigore, producendo gioco e finalizzando. Chi dei due arriva meglio alla partita?

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Meglio Icardi o Higuain? Questa domanda se la sono fatta in tanti, e spesso, ma nessuno è mai riuscito a esprimere un giudizio che mettesse d'accordo tutti. Probabilmente, per più ragioni, neanche in futuro - escludendo la conta dei trofei - sarà possibile stabilirlo. Il centravanti dell'Inter in area di rigore non perdona, se gli arriva una palla solitamente lui la butta dentro, mentre il Pipita è più completo perché partecipa più attivamente alla costruzione della manovra offensiva. È vero, però, anche che il capitano nerazzurro quando torna dietro e distribuisce palloni spalle alla porta offre a Spalletti un'alternativa importante per trovare la via del gol con gli esterni o l'inserimento del centrocampista, quest'anno identificato quasi sempre con Nainggolan. Non si può allo stesso tempo negare la freddezza con la quale il centravanti di Gattuso non resta mai a bocca asciutta davanti al portiere. Si parla, dunque, di due attaccanti fortissimi e ugualmente decisivi per le proprie squadre, a cui nessuno dei due allenatori vorrebbe rinunciare. "Io mi tengo il mio" hanno, infatti, dichiarato sia Spalletti che Gattuso, alimentando una rivalità che si trasmuta anche in Nazionale. Domenica, nel derby della Madonnina, solo uno dei due potrà rendere felici al 100% i propri tifosi. Ma chi ci arriva meglio?

Icardi: tutti per uno

Icardi è reduce dalla doppietta che ha messo al tappeto la SPAL e regalato ai suoi la sesta vittoria consecutiva, dopo una gara molto sofferta. Vista la grande pressione messa dai ferraresi, l'argentino ha dovuto sacrificarsi e indietreggiare spesso per andarsi a prendere la sfera. In area di rigore, infatti, ha toccato solo un terzo dei palloni giocati (22 quelli totali), riuscendo comunque a costruirsi tre occasioni da gol e dimostrandosi letale realizzandone due di queste. Troppo lontano dalla porta, invece, l'attaccante nerazzurro non riesce ad essere decisivo, come già ampiamente dimostrato nel match d'esordio in stagione in casa del Sassuolo, dove Maurito ha toccato appena due palloni negli ultimi 16 metri, rendendosi pericoloso una sola volta in tutto il match. Diverso è stato il suo rendimento contro il Torino. Pur toccando solo 4 volte la sfera in area e quindi presenziando più la zona della trequarti, è stato decisivo nei primi 60 minuti di gioco - prima del crollo generale della squadra nell'ultima mezz'ora -, offrendo il suo contributo alla manovra e mandando al tiro in più riprese gli esterni, bravissimi a loro volta a inserirsi. Ciò è stato permesso dalla miglior disposizione della formazione di Spalletti: rispetto alla gara del Mapei, infatti, i nerazzurri sono stati "padroni" della partita e, dunque, col baricentro più alto. L'unica sfida in cui l'argentino non ha reso secondo le aspettative a differenza dei compagni è stata la trasferta di Genova contro la Samp, in cui la difesa a zona di Giampaolo lo ha costretto a duelli individuali, il 60% dei quali persi.

L'HeatMap di Icardi contro la SPAL: grande densità sia all'interno dell'area che sulla linea della trequarti per dare una mano ai compagni e far salire la squadra (fonte Opta)

Il TouchMap del capitano nerazzurro: 7 i palloni toccati in area e due gol (fonte Opta)

    

Higuain: uno per tutti

Gonzalo Higuain, come il connazionale, ha messo a segno una doppietta nell'ultima giornata di Serie A prima della sosta. 3-1 al Chievo e terzo successo di fila per il Milan, con ben 10 centri all'attivo tra campionato e coppa negli ultimi 270 minuti. Merito anche, e soprattutto, del Pipita che ha disputato la partita "perfetta" per atteggiamento tattico. ha creato gioco e poi ha anche finalizzato. Ben 40 sono stati, infatti, i palloni toccati dall'argentino, con 28 passaggi distribuiti ai compagni (il 92.9% dei quali vincenti) e 4 occasioni da gol create, la metà delle quali andate a buon fine. Higuain aveva già mostrato il suo ottimo stato di forma con le reti realizzate consecutivamente ai danni di Cagliari, Atalanta e Olympiakos, mentre contro difese meglio organizzate, come quella del Napoli, l'ex Juve è arrivato con più difficoltà negli ultimi 16 metri, toccando una sola volta la sfera e andando al tiro due volte. In quella serata, dunque, il numero 9 dei rossoneri ha tentato di sfondare con i duelli personali (11 totali), persi però nel 77.1% dei casi. Anche contro la Roma ha, poi, incontrato le stesse difficoltà di penetrare in area, se non spalle alla porta, arrangiandosi così con le conclusioni da fuori area. Alla fine, però, è risultato decisivo il suo altruismo, con un assist illuminante per la rete al fotofinish di Cutrone, confermando la tesi che non è il Milan a giocare per il suo centravanti, ma è soprattutto la punta albiceleste a giocare per la squadra. 

L'HeatMap di Higuain contro il Chievo: densità pressoché totale tra la prima linea di centrocampo e il limite dell'area di rigore per essere parte attiva nella costruzione della manovra offensiva (fonte Opta)

Il TouchMap del Pipita: 4 i palloni toccati in area e due gol (fonte Opta)

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