Samp, Quagliarella: "Giocherò almeno fino a 38 anni. Gattuso non muore mai, ricordo ancora le sue urla in Sudafrica"

Serie A

L'attaccante e capitano blucechiato ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "I rossoneri sono un po' il mio tabù, contro di loro ho segnato solo una volta". Ma per il "nuovo" Quagliarella, più assist che reti fin qui per lui, potrebbe non essere un problema: "Ho cambiato testa: so che devo fare gol, ma non penso soltanto al gol"

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Un "nuovo" Fabio Quagliarella che sfida un vecchio tabù: il Milan. Per l’attaccante e capitano della Sampdoria, infatti, solo un gol in carriera contro i rossoneri: vestiva la maglia della Juventus ed era il 2010. "Contro di loro succede sempre qualcosa – ha detto Quagliarella in un’intervista alla Gazzetta dello Sport – diluvi, miracoli di Dida e Abbiati, pali, rigori dati e tolti dal Var". Ma, appunto, il nuovo Fabio Quagliarella di questa stagione va oltre il gol: tanto che finora ha fatto più assist (4) che gol (2): "Sto diventando un 10? No, mi tengo il mio 27. Però – ha confessato – ho cambiato testa. Gioco più lucido e sereno, è questione di maturità. So che devo fare gol, ma non penso solo al gol. Prima stoppavo, mi giravo e tiravo, ora guardo se c’è un compagno libero. Ma comunque, non sono mai stato malato di gol". Anche se ammette che non segnare da sei partite un po’ gli pesa: "Certo che sì, anche se ultimamente sono stato un po’ sfigato".

Gol folli, ma anche tanta corsa

"Contro il Sassuolo mi sono innervosito perché ho chiuso a zero tiri in porta, ma poi ho pensato che non posso sempre inventarmi qualcosa". L’invenzione, ovverosia i gol pazzi alla Quagliarella: "Però se i prossimi che segnerò saranno 'banali', a me va benissimo! Poco coraggio negli altri calciatori nel cercare colpi così? Beh a volte dalla tv, quando guardo le partite, urlo 'Tira!', ma è questione di istinto e forse oggi ce n’è un po’ meno". E la spiegazione di Quagliarella è duplice: "Forse dipende dall’eccessivo schematismo degli allenatori, che lasciano meno libertà all’estro e dalla paura di essere giudicati. Invece bisognerebbe fregarsene di prendersi un po’ di robaccia addosso". Non solo colpi da genio, l’ultimo Quagliarella è un corridore non da poco: "Ho sempre corso tanto – ha ammesso – perché alle gambe non si comanda. Ramirez mi ha detto: che segreto hai a 35 anni?".

Gattuso e i ricordi da Sudafrica 2010

Parlando della partita contro il Milan, Quagliarella non si fida dei rossoneri nonostante il periodo negativo. Anche perché conosce Gattuso: "Lui non muore mai ed è una macchina da motivazioni. E poi il Milan prima di questo momento giocava anche bene. Sento ancora le sue urla durante Sudafrica 2010 – ricorda Quagliarella – facevi un gol in partitella e mentre tornavi a centrocampo lui ti gridava di non mollare con la sua faccia spaventosa. Ha una fame di vittorie tale che non ricordo qualcuno che l’abbia mai battuto a ping pong. A flipper e calcio balilla ogni tanto è successo, e sollevava il tavolo di peso dopo aver perso solo contro due…". Il Milan è anche Gonzalo Higuain: "Mi impressiona la sua capacità di trovare il gol in una frazione di secondo e la perfezione dei suoi movimenti, che permette a chi gli sta vicino di segnare".

Il futuro e... La Nazionale

E pensare che le strade di Quagliarella e dei rossoneri potevano incrociarsi nel 2006: "Ci fu una possibilità dopo i primi mesi alla Sampdoria – ha svelato – ma restò tale e poi andai all’Udinese. In quel Milan c’erano Inzaghi, Ronaldo, Kakà. Dico sempre a mia mamma che doveva farmi nascere qualche anno dopo e sarei stato a posto: perché oggi basta fare uno-due mesi decenti e ti danno già alla Juve, all’Inter, al Milan…". Ma la carriera del capitano blucerchiata è stata comunque da grande giocatore. E vuole esserlo ancora: "Confermo che voglio giocare almeno fino a 38 anni. Il rinnovo con la Samp? Non ci penso più di tanto, perché sarebbe condizionante. Sono sicuro che mi chiamerà Ferrero e troveremo una soluzione, anche perché il mio rapporto con tutto il club mi porta a non avere dubbi". E la Nazionale? Quaglia risponde così: "Non ci penso, l’età conta ed è giusto così. Certo, quando escono i convocati controllo chi c’è… resto curioso e faccio le mie riflessioni".

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