Giovinco: "CR7? No, anche io alla Juve toglierei Chiellini. E' stato bello ritrovare la Nazionale"

Serie A

L’attaccante del Toronto è tornato a Parma per la presentazione della biografia di Alessandro Lucarelli: “Qui ho passato due anni bellissimi, come uomo e come calciatore – ha raccontato in esclusiva a Sky Sport – cosa farò nel 2019? Rimango in Mls, poi vediamo. Che bello essere tornato in nazionale. E la Juve vince sempre perché ha un organico superiore”

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Non è stato un anno positivo per il Toronto, ma la faccia di Sebastian Giovinco è comunque bella sorridente. Merito del ritorno, seppur breve, a Parma. Laddove la sua carriera ha preso il volo grazie ai 15 gol messi a segno nella stagione 2011/2012. Qui ha ritrovato ex compagni e amici che non vedeva da tanto tempo. Qui ha potuto nuovamente stringere la mano ad Alessandro Lucarelli, che ha presentato la sua biografia: “Alessandro Lucarelli, l’ultima bandiera”. Giovinco nell’ultima stagione ha messo a segno 18 gol e 14 assist in 38 giornate, un bottino notevole ma che non è bastato alla sua squadra per qualificarsi ai playoff. Sebastian è una vera e propria superstar nella Mls, il principale campionato di soccer negli States: in quattro anni con la maglia dei Toronto FC ha realizzato una media di oltre 20 reti a stagione, con tanto di titoli di squadra e personali. Con un occhio sempre rivolto a quello che succede nel nostro calcio. E, soprattutto, in ottica Nazionale, dove è tornato nell’ottobre scorso.

Chi toglierebbe a questa Juventus

“Beh, probabilmente sarei d’accordo con quanto detto da Pioli – ha spiegato Giovinco in esclusiva a Sky Sport – a questa Juventus toglierei Chiellini, perché lo conosco, so che tipo di giocatore è. Adesso la differenza alla Juve la fanno i difensori. Ronaldo sappiamo tutti cosa può fare, ma rimango della mia idea e dico che, qualora potessi scegliere, priverei i bianconeri del Chiello. Era già leader anche quando nello spogliatoio c’erano i vari Buffon e Del Piero. Per essere bandiere bisogna avere certe qualità, un determinato dna. E sia Giorgio che Alessandro Lucarelli lo hanno. Io, invece, sono più silenzioso. Preferisco giocare, mi viene meglio rispetto alle interviste. Questa Juventus vince sempre? La differenza lo fa l’organico. E’ troppo superiore, sia in campo che in panchina”.

Se si sente una bandiera a Toronto

“Semmai una piccola bandiera – scherza con il sorriso – Parliamo di un mondo del tutto diverso da quello europeo, non voglio paragonare le due cose. In America il calcio sta crescendo, magari in futuro raggiungerà il livello di altri paesi”.

Sul ritorno in Nazionale

“E’ stato davvero tutto bellissimo – ha continuato Giovinco – ho avuto la possibilità di poter risalutare i miei vecchi amici. Sono andato a Coverciano con un atteggiamento positivo, ho rivisto tutti molto volentieri. Nel 2019 sarò di nuovo a Toronto, poi vediamo”.

Sugli anni di Parma

“Con questa maglia ho passato due anni positivi, sia come giocatore che come uomo. Fuori dal campo ho conosciuto persone meravigliose. Tornare è stato un piacere, perché così ho potuto risalutarle”.

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