Calciomercato, Nicolas Schiappacasse: chi è il giovane uruguayano del Parma

Serie A

Francesco Pietrella

Da ragazzino giocava a piedi nudi sull'asfalto, tant'è che si definisce "un talento nato dalla strada". Un amico di suo padre lo scoprì in un parco e lo propose all'Universal, dove segnò 326 gol nelle giovanili. Scopriamo il nuovo attaccante del Parma che arriva dall'Atletico Madrid

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La sua storia inizia da un messaggio: “Ciao, ti aspetto in albergo”. Nico ha il vizio del gol e segna, gioca centravanti e lo fa da sempre, nelle giovanili dell’Universal sigla 326 reti in sei stagioni dal 2004 al 2010. Roba da pallottoliere. E nonostante abbia solo 16 anni è già entrato nella storia del suo club - il River Plate di Montevideo - come il debuttante più giovane di sempre (il 19 aprile 2015, 16 anni e 97 giorni contro lo Juventud). Record.

I grandi club lo stuzzicano, la stampa lo esalta e lui si sbilancia: “Giocare in Europa sarebbe il mio sogno…”. Basterà un sms per renderlo realtà: “Ciao Nicolas, siamo Diego Godin e José Giménez. Benvenuto tra noi”. I pilastri del Cholo Simeone che lo aspettano in albergo e lo aiuteranno “a fare le valigie per Madrid insieme alla sua famiglia", arrivati in Uruguay soltanto per accogliere la nuova stella dell’Atletico e farla sentire subito a casa. 

È il 2016, Nicolas Schiappacasse saluta Montevideo e se ne va in Spagna per un milione e mezzo di euro. Tutto merito di un messaggio, e di un talento nato dalla strada.

Schiappacasse e Diego Godin all'Atletico

Scopriamo Nicolas Schiappacasse

Professione bomber, ha sempre segnato e spera di farlo anche in Italia, perché Schiappacasse approda al Parma in prestito dall'Atletico Madrid (il Guardian l’ha inserito tra i 60 migliori giocatori nati nel '99). Ha già il passaporto italiano tra l’altro, l’ha preso nel 2017 proprio per poter volare in Europa ed essere tesserato da comunitario.

L’Atletico lo opzionò quando aveva 14 anni, ma il suo trasferimento è avvenuto solo nel 2016. Burocrazia. Quest’anno ha giocato in prestito nel Rayo Majadahonda, squadra di Madrid di Seconda divisione, dove ha segnato un gol in 15 partita. Meglio nel Sub20, 2 squilli con l’Uruguay quest'anno, una competizione già vinta nel 2017 con 3 reti.

Un giornalista lo segnalò al River

Cognome particolare, storia da raccontare: Schiappacasse viene scoperto da un amico di suo padre mentre gioca in un parco vicino casa. Nico è l’attaccante del Cordòn de Montevideo, segna a raffica ma non si diverte, gioca con i più piccoli: “Non avevano una squadra della mia categoria”. O adatta alle sue qualità. Poi gli offrono un test all’Universal: “Mi diedero una scheda con gli orari degli allenamenti dicendomi di passare al campo”.

Nico va a provare e rimarrà lì fino al 2010, quando approda nel River Plate di Montevideo, la squadra del record: Alejandro Sanmartín, un giornalista uruguaiano, lo nota in torneo di Beach Soccer e lo segnala al club. Tempo sei anni ed entrerà nella storia. Qualcuno in più e sarà a Madrid, dove viene accolto benissimo da tutta la squadra, soprattutto da Godin (futuro giocatore dell’Inter, arriverà a giugno da svincolato). Una volta lo invitò a casa sua per un barbecue, c’era anche Griezmann… con le valigie: “Era appena atterrato a Madrid, non voleva perdersi la grigliata!”. Tra Nico e Godin nascerà un bel rapporto, tutt’ora si scrivono spesso, Diego gli avrà fatto i complimenti per l’Italia.

Schiappacasse ha segnato 3 gol in 22 partite con l'Atletico Madrid B

Dalla strada alla Serie A

Schiappacasse si definisce un “talento nato dalla strada”. Da ragazzino giocava a piedi nudi sull’asfalto e non aveva paura di niente. Un coraggioso: “Non mi importava di farmi male, volevo solo giocare”. O ripagare la fiducia di suo padre Daniel, suo primo tifoso, che si è fatto almeno 500 km a settimana per portarlo agli allenamenti, lavorando mezz’ora in più il giorno precedente per pagare la benzina: “Gli devo tutto, anche a mia madre Blanca. I primi mesi a Madrid non stati semplici, ma loro mi hanno convinto a non mollare”

Sacrifici ripagati il giorno del suo passaggio all’Atletico, dove va in tournée con Simeone e gioca accanto a Fernando Torres: “Una delle cose più belle di sempre”. Schiappacasse si fa notare, gioca nella squadra B e vince la Tercera Division segnando 3 reti. Un gol per i genitori, uno per la sorella Erika e l’altro per Maria, l’altra sorella scomparsa quando era piccolo. Nico si è tatuato il suo nome sopra il cuore e la ricorda sempre. A luglio, infine, il passaggio al Majadahonda per poter giocare, qualche apparizione e poi il Sub 20. Ora il Parma per scacciare le risatine derivanti dal suo cognome, e battere ancora sul petto.  

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