Boniek: "Piatek? Non è al suo massimo, tra un anno sarà ancora più forte"

Serie A

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sky Sport a margine del congresso dell’UEFA che si è svolto a Roma, l’ex attaccante di Juventus e Roma ha parlato dei diversi polacchi che si sono messi in mostra in Italia, a partire da Piatek: "In Serie A è cresciuto, ma Krzysztof non è ancora al suo massimo livello. Il futuro? Per quale motivo dovrebbe lasciare il Milan?"

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In passato è stato uno dei calciatori polacchi di maggior successo in Serie A. Esperienze importanti per Zbigniew Boniek, che con le maglie di Juventus e Roma si è affermato nel grande calcio. Adesso sono tanti i giocatori della Polonia che si sono messi in mostra nel nostro campionato, da Krzysztof Piatek fino a Milik, Zielinski e non solo. Del rendimento dei connazionali ha parlato proprio Boniek, attualmente presidente della Federcalcio polacca. L’ex attaccante è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sky Sport a margine del congresso UEFA che si è svolto a Roma e che ha permesso ad Aleksander Ceferin di essere nominato presidente per la seconda volta.

Cosa bisogna aspettarsi dall’UEFA nel prossimo quadriennio?
Io penso che la UEFA abbia le giuste intenzioni. Ci sono le più grandi competizioni per club, ci sono i migliori campionati europei. E’ un’organizzazione che va avanti nella direzione giusta, va avanti molto bene ed è stato trovato anche un accordo con la ECA, l’associazione dei club. Onestamente devo dire che non conoscevo il signor Ceferin prima che si presentasse, ma è una persona in gamba.

Da polacco, quando vedi la Serie A si senti un po’ a casa? Oltre a Piatek ci sono anche Milik, Zielinski e altri…
Ci sono 16 giocatori polacchi in Serie A, di recente ho apprezzato anche Skorupski che praticamente ha bloccato l’Inter. Ogni sua uscita è stata efficace ed è forse uno dei pochi portieri in Serie A che quando para vuole sempre bloccare la palla e non respingerla. Sono molto contento, questa è la dimostrazione che la strada che abbiamo intrapreso in Polonia sei anni fa quando sono diventato presidente, quella di puntare molto sui giovani, comincia a dare i suoi frutti. Noi abbiamo giocatori bravi, giovani. Purtroppo non abbiamo club forti perché non c’è il budget, per questo i giocatori migliori vanno via. In Polonia c’è ormai questa tendenza, quando si parla con i ragazzi quasi tutti dicono di voler andare in Italia: questa è una bella cosa.

Piatek ve lo aspettavate così forte o è una sorpresa anche per voi?
Per me non è una sorpresa, anche se devo dire che lui, in appena sei mesi in Italia, si è un po’ rinforzato dal punto di vista fisico. Vedo che subito questo modo di allenarsi e di mangiare rispetto a quello che c’è in Polonia ha avuto dei vantaggi su di lui. Però attenzione, questo non è ancora il suo massimo. Secondo me tra un anno sarà ancora molto più forte, perché fisicamente lo vedo bene. E’ veloce, pericoloso e segna in tanti modi: da lontano, da vicino, di testa, su calcio di rigore, di furbizia. E’ un giocatore veramente molto bravo. Però non ci scordiamo di Milik, di Zielinski, di Bereszynski, di Linetty, di Skorupski, di Szczesny. Abbiamo un buon gruppo di polacchi che giocano tutti nelle rispettive squadre. E poi ho sentito anche che per l’estate Walukiewicz ha già firmato un contratto con il Cagliari: è un difensore centrale, un altro ragazzo molto molto valido.

La Polonia può pensare di vincere i prossimi Europei?
I polacchi storicamente possono solo fare sorprese. Noi quando dobbiamo interpretare il ruolo di favoriti siamo già fuori. Come mentalità, il nostro è un popolo che deve fare le sorprese. Adesso in Polonia c’è un grande dibattito sul fatto che saremo la prima Nazionale a giocare con tre punte vere, perché ci sono Milik, Piatek e Lewandowski, però non credo che nel calcio di oggi sia possibile giocare con tre punte così. A centrocampo abbiamo Zielinski, Krichowiack, Linetty e tanti altri che sanno giocare a calcio. Ma prima qualifichiamoci, nel calcio non si può mai pensare con chi si gioca dopo, ma bisogna sempre stare concentrati sulla partita successiva. Adesso abbiamo il nostro girone e dobbiamo cercare di passare, poi ci saranno gli Europei. Si tratta di una competizione strana, c’è una dislocazione in più Paesi. Vediamo, per adesso pensiamo a qualificarci.

Quando Piatek sarà al suo massimo, a cosa può puntare?
Secondo me il Milan è un club tra i dieci più importanti al mondo dal punto di vista della storia, del marketing e di tutto quanto. Adesso sono un po’ in crisi e non riescono a recitare la parte dei più forti, ma hanno tutto per farlo. Basta che si riprendano un po’, comprando 4 o 5 giocatori e costruendo una squadra competitiva per entrare tra i Top 10 o Top 15 club al mondo. Secondo me Piatek e molto felice di essere al Milan, durante il ritiro della Nazionale avrò l’occasione di parlare con lui. Perché non può stare al Milan? Perché deve pensare di tradire il suo club per andare al Real, al Barcellona o da un’altra parte? Secondo me lui sta bene dove sta.

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