Inter, Bergomi su Icardi: "I capitani diano l'esempio"

Serie A
Inter, Beppe Bergomi ha parlato del caso Icardi alla Gazzetta dello Sport (Getty)

L'ex capitano dell'Inter alla Gazzetta dello Sport: "L'Inter è stata spesso accusata di essere troppo buonista, ora la società ha preso una scelta coraggiosa. Non è facile affrontare uno spogliatoio ma Mauro dovrà farlo"

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In casa Inter la vittoria in Europa League sul campo del Rapid Vienna non ha messo in secondo piano il caso Icardi. Il centravanti argentino, assente nella trasferta austriaca e privato della fascia di capitano in favore di Handanovic, ha fatto sentire il suo pensiero attraverso Instagram. Prima con una storia con dedica per Lautaro Martinez, autore del gol vittoria a Vienna, poi con un post nel quale ha citato Mark Twain: “Meglio stare zitti e sembrare stupidi che parlare e togliere ogni dubbio”.

Caso Icardi, Bergomi: “Essere capitani vuol dire metterci sempre la faccia”

Un'opinione autorevole sulla decisione presa dall'Inter in settimana arriva da Beppe Bergomi: la sua è la voce di chi ha speso una carriera in nerazzurro, con 756 partite giocate, vincendo uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e tre Coppe Uefa. “Togliergli la fascia è stato un gesto molto forte, ma mi ritrovo nelle parole di Spalletti - spiega Bergomi sulle colonne della Gazzetta dello Sport - è difficile prendere certe decisioni ma bisognava dare un segnale e tutelare squadra e società. Insomma, è come un padre che deve punire un figlio: lo fa per il suo bene, per fargli capire che sta sbagliando e per aiutarlo a crescere. Mauro secondo me dovrebbe capire questo”. L'ex difensore ha un consiglio per il numero 9 nerazzurro:“Essere capitano non significa entrare in campo per primi e scambiarsi i gagliardetti ma è dare l’esempio, ogni giorno, dentro e fuori dal campo, stando attenti anche alle piccole cose che poi sono quelle che fanno la differenza. È metterci la faccia sempre, quando le cose vanno bene e nei momenti di difficoltà. È aiutare gli stranieri ad ambientarsi e a superare le difficoltà dell’impatto con una nuova cultura e una nuova lingua. È senso di appartenenza da trasmettere e pretendere da tutta la squadra. Ero un leader silenzioso, parlavo molto poco perché ho sempre preferito i fatti alle parole”. A proposito di accoglienza, Bergomi ricorda di aver “passato molto tempo insieme a Bergkamp e alla moglie, li portavo in giro, andavamo a cena. Cercavo di farli sentire come a casa loro, e lo stesso ho fatto anche con Sammer”.

“L'Inter ha preso una scelta coraggiosa, ora Mauro dovrà affrontare lo spogliatoio”

Bergomi sta dalla parte della società, allora. “L’Inter è stata spesso accusata di essere troppo buonista - ricorda nel corso dell'intervista - stavolta ha preso una scelta coraggiosa, facendo capire a tutti che il bene del club e della squadra viene prima di qualunque cosa. Ed è giusto così”. Ora toccherà a Icardi fare la prossima mossa. Che Bergomi spera sia distensiva: “Sbagliare è umano, ma bisogna essere bravi a metterci la faccia e a chiedere scusa. Non è facile affrontare uno spogliatoio ma Mauro dovrà farlo. E il gruppo una volta chiarita la cosa non dovrà più portare rancore. Solo così si riparte più uniti”. Una ricetta vincente, da applicare anche con il tifo:  “Il pubblico interista è esigente ma anche molto rispettoso – conclude Bergomi - al là dei trofei che un capitano può alzare, perché a tutti ovviamente piace vincere, peri tifosi conta vedere l’impegno, la volontà di andare sempre oltre il proprio limite. Insomma, dimostrare che prima di tutto conta l’Inter. Il capitano deve essere un esempio positivo”.

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