Atalanta-Milan, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Federico Aquè

La squadra di Gasperini ha uno dei migliori attacchi del campionato, quella di Gattuso nelle ultime settimane ha subito pochi gol: a Bergamo possono cambiare gli equilibri nella lotta per il quarto posto

ATALANTA-MILAN LIVE

LE PROBABILI FORMAZIONI

L’assenza di una vera competizione per lo scudetto, e il vantaggio di 9 punti che il Napoli ha sull’Inter, rende quella per il terzo e quarto posto la lotta più divertente da seguire nelle zone alte della classifica. I nerazzurri hanno un vantaggio di quattro punti sul Milan, ma non sono nel loro momento più brillante e devono gestire le conseguenze della clamorosa decisione di togliere la fascia di capitano a Mauro Icardi. Il terzo posto insomma non è così al sicuro come sembrava qualche settimana fa, anche se la competizione più accesa resta quella per il quarto posto, che coinvolge ben quattro squadre: Milan, Roma, Atalanta e Lazio, divise da appena un punto.

Questa particolare condizione di equilibrio aumenta il peso specifico dello scontro diretto tra Atalanta e Milan, non solo per l’impatto immediato sulla classifica ma anche per guadagnare un vantaggio in caso di arrivo a pari punti a fine anno, una circostanza non così improbabile considerando le distanze minime in classifica.

Si parte dal 2-2 della gara d’andata, ma a dire il vero tutte e due le squadre sono cambiate molto da quella partita giocata a fine settembre a San Siro. L’Atalanta aveva iniziato la partita con il tridente d’attacco formato da Barrow, Gómez e Pasalic, nel Milan c’erano ancora Biglia e Bonaventura a centrocampo e Higuaín come centravanti. Il “Pipita” aveva sbloccato subito la partita su assist di Suso, poi l’ingresso di Duván Zapata dopo l’intervallo aveva cambiato gli equilibri: il colombiano aveva dato l’assist a Gómez per l’1-1 ed era entrato nell’azione del gol di Emiliano Rigoni nei minuti finali, che aveva fissato il 2-2 dopo il nuovo vantaggio del Milan firmato da Bonaventura, ancora su assist di Suso.

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Il gol di Higuaín all'andata

L’inserimento di Kessié impegna Palomino, alle sue spalle Higuaín è solo e può girare in porta il cross di Suso. Le marcature dell’Atalanta erano saltate dopo un passaggio a tagliare le linee di Rodríguez: costretti a recuperare correndo all’indietro, i difensori non gestiscono bene la situazione e lasciano Higuaín libero in area.

La partita d’andata contro il Milan era arrivata in un momento complicato per l’Atalanta, quando ancora Gasperini stava sperimentando per trovare la migliore combinazione in attacco e la squadra faticava a segnare: in cinque delle prime otto giornate i nerazzurri non avevano trovato il gol. Oggi il tridente formato da Gómez, Ilicic e Zapata e tra i più pericolosi del campionato e l’Atalanta ha il secondo miglior attacco della Serie A con 50 gol, ma ha giocato una partita in meno rispetto alla Juve, che con i tre gol segnati al Frosinone è arrivata a 52 reti.

Lo schieramento offensivo della squadra di Gasperini ora prevede Gómez da trequartista alle spalle delle due punte, che partono decentrate: Zapata sul centro-sinistra e Ilicic sul centro-destra. Rinunciando a due ali che chiudono le combinazioni esterne, la risalita sulle fasce, uno dei principi fondamentali del gioco di Gasperini, ha perso un po’ di fluidità. A sinistra tocca a Freuler tagliare esternamente per facilitare lo sviluppo laterale dell’azione, a destra de Roon tende invece a restare più basso e largo, permettendo a Tolói di lasciare la linea difensiva e avanzare. La risalita del campo si è quindi spostata un po’ più al centro grazie a Gómez, che da trequartista si abbassa a ricevere il passaggio in uscita dalla difesa e si occupa di far arrivare il pallone in avanti.

Ovviamente l’Atalanta non ha rinunciato ad attaccare dalle fasce (resta una delle squadre che crossa di più in Serie A, 22 volte a partita in media) ma ci arriva in modo diverso, avendo un riferimento in mezzo al campo come Gómez che si occupa di collegare i reparti e può decidere se continuare ad avanzare centralmente combinando con Ilicic oppure allargando il gioco. Partendo da posizioni decentrate, le due punte partecipano in modo diverso all’azione: Ilicic si muove in appoggio a Gómez o sulla destra e si offre come riferimento per portare avanti la palla, da solo o con scambi con i compagni, Zapata va invece in profondità, non solo per concludere ma anche per rifinire la manovra dal lato corto dell’area, una zona molto pericolosa da cui crossare.

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Zapata crossa per Gómez

Zapata suggerisce il passaggio in profondità a Castagne e crossa all’indietro per Gómez, che prima si era abbassato a cucire i reparti. La sua conclusione verrà deviata da una grande parata di Viviano.

I nuovi meccanismi offensivi hanno reso ancora più palleggiata la manovra dell’Atalanta: rispetto all’anno scorso sono aumentati i passaggi corti (490 a partita in media, la passata stagione erano 452) e sono diminuiti i lanci lunghi (56 a partita in media, nello scorso campionato erano 65), soprattutto perché a Zapata viene chiesto di allungare le difese avversarie e non viene utilizzato come riferimento su cui alzare la palla, mentre l’anno scorso la squadra poteva risalire il campo in modo più diretto lanciando su Petagna e Cristante.

Grazie al suo tridente offensivo l’Atalanta è una delle squadre più pericolose del campionato, il Milan nelle ultime settimane spicca invece per il motivo opposto, cioè i pochi gol subiti: solo 4 nelle ultime 10 giornate. Il miglioramento rispetto alla prima parte del campionato è significativo: nelle prime 14 partite la squadra di Gattuso aveva sempre subito gol a eccezione della trasferta a Udine, nelle ultime nove la porta è rimasta imbattuta sei volte.

Il ritorno al 4-3-3, il sistema più utilizzato da Gattuso da quando allena il Milan, può aver restituito qualche certezza in più, ma è impossibile non sottolineare il grande momento di forma di Donnarumma e Bakayoko, forse i giocatori più decisivi per il rendimento difensivo dei rossoneri. Donnarumma ha messo diverse pezze con le sue parate, le qualità di Bakayoko nel recupero della palla hanno notevolmente migliorato la protezione dello spazio centrale davanti alla difesa. In pratica, il Milan è meno vulnerabile tra le linee quando difende posizionalmente e può interrompere prima le ripartenze avversarie grazie a Bakayoko, e se la squadra avversaria riesce comunque a trovare il modo di tirare in porta può contare sul momento di forma strepitoso di Donnarumma.

Nella partita d’andata Bakayoko aveva giocato solo l’ultimo quarto d’ora da mezzala sinistra al posto di Bonaventura, stavolta avrà un ruolo decisamente più importante, dovendo sia controllare i movimenti di Gómez e Ilicic nelle sue zone che garantire una via d’uscita dalla pressione dell’Atalanta, magari vincendo un duello individuale e portando avanti la palla in conduzione: nel Milan è d’altra parte il giocatore che ha la miglior media di dribbling riusciti (2,5 per 90 minuti).

Questa inclinazione di Bakayoko a spezzare le linee avversarie più in conduzione che palleggiando ha contribuito a modificare gli equilibri offensivi del Milan. Pur cercando sempre di uscire in modo pulito dietro le prime linee di pressione avversarie, la squadra di Gattuso sembra aver rinunciato a un po’ di palleggio per cercare con maggiore velocità il suo centravanti, Piatek, che ha aggiunto profondità alla manovra e pericolosità agli attacchi in transizione. Nelle ultime quattro partite i passaggi riusciti nella trequarti avversaria sono rimasti sotto la media stagionale: 87,5, mentre la media in campionato è di 112,7.

La tendenza non dovrebbe cambiare contro l’Atalanta, abituata a tenere un baricentro alto e ad aggredire fin dalle prime fasi la manovra avversaria. Se riuscisse a manovrare con ordine aggirando il primo pressing della squadra di Gasperini, per il Milan si aprirebbero spazi invitanti da sfruttare alle spalle della linea difensiva nerazzurra. È lo scenario che con ogni probabilità si augura Gattuso per riuscire a consolidare il quarto posto su uno dei campi più difficili della Serie A.

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