Atalanta-Milan, tra Zapata e Piatek è la sfida dei bomber: 'Ternero' contro 'Pistolero'

Serie A

Il 'Ternero' ha segnato 16 gol in Serie A, il 'Pistolero' uno in meno. Atalanta-Milan sarà la loro partita, tra la corsa per la Champions e un inizio di stagione diverso. All'insegna di due soprannomi particolari

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Da un lato il “Vitello” e dall’altro il “Pistolero”. Zapata e Piatek, storie di gol e soprannomi. Anche se il primo lo conosciamo già da un po’ di tempo. Napoli, Udinese, Sampdoria e adesso l’Atalanta, il “Dio della Dea” che fa felice Gasperini e trascina i nerazzurri verso una storica qualificazione in Champions League: 21 gol stagionali, 16 in campionato, 15 squilli nelle ultime 10 gare. Soltanto il Kun Aguero ha segnato più di lui nel 2019: 10 gol in altrettante partite (Zapata ne ha siglati 9 in 6 apparizioni). Piatek risponde a tono però: 23 reti in stagione, 15 in campionato e 9 di fila nelle prime sette giornate. Zapata si è sbloccato prima e il “Pistolero” è esploso subito: adesso il diesel sfida “Robocop”. 

Zapata punta Pippo Inzaghi

Lo chiamano “Ternero” fin dai tempi dell’America Calì, il primo club in Colombia, grazie a un’intuizione di Willy Rodriguez. Una storia da ricordare col sorriso: “Quando sbagliava una giocata sbuffava, emetteva un ‘meee’ inequivocabile. Così diventò il Vitello”. Un soprannome che ha resistito al tempo e alle difficoltà, perché Zapata ci ha messo un po’ di tempo per arrivare a questi livelli. E pensare che da piccolo giocava a basket: "Ho iniziato con il calcio a 8 anni, i miei idoli erano Titì Henry e Drogba". Sulle ormei dei bomber.

A Napoli era la riserva di Higuain, 15 gol in due stagioni giocando poco: “Non ho nessun rimpianto, poi Sarri mi emarginò a causa della società. Gli dissero di fare così”. Nel 2015 arriva all’Udinese e le cose vanno meglio, anche se non riesce a esprimersi con continuità in termini di gol: 8 il primo anno, 10 il secondo, e una definizione di Delneri tutt’altro che positiva. “Per lui ero uno scarpone, non so neanche che vuol dire!”. L’anno scorso ha segnato 11 reti con la Samp: “Giampaolo mi ha permesso di esprimere al meglio le mie qualità, sono rinato”. Sembra sia l’inizio di una grande storia, ma in estate arriva l’Atalanta e piazza un blitz quasi di nascosto: prestito biennale a 12 milioni più altri 14 per il riscatto.

Un affare. Nelle prime 10 partite è un fantasma, poi si scatena e segna a raffica, tant’è che ha puntato lo score di Pippo Inzaghi nel 1997: 24 gol in campionato e titolo di capocannoniere. Sono passati 22 anni ma nessuno è riuscito a fare meglio, da Pazzini a Gomez. Zapata è a quota 16, mancano ancora 14 partite. Il Ternero ha ancora fame.

Zapata non aveva mai segnato così tanto in carriera

"Robocop? No grazie, preferisco il Pistolero"

Se Piatek è soprannominato il il “Pistolero” il merito è anche nostro. Estate 2018, un ragazzo col sogno di sfondare arriva al Genoa dopo aver segnato 21 gol nel KS Cracovia. Per molti è uno sconosciuto. Preziosi l'ha scoperto quasi per caso, guardando alcuni suoi gol sul cellulare di fronte a un piatto di aragoste, nella sua villa a Ibiza. L’agente Giuffrida glielo propone e lui se ne innamora: “Abbiamo trovato l’accordo in mezzo secondo”.

Per vedere i primi gol bastano 37 minuti, il battesimo del fuoco: poker al Lecce in Coppa Italia, lo sconosciuto non è più tale. I tifosi lo chiamano bomber, anche se in Polonia ha un altro significato: “Non è un attaccante che segna tanti gol, è uno che spara, un pistolero. Così ho pensato di esultare sparando come un bomber ad ogni gol del Genoa”.

Svelato l’arcano di un’esultanza diventata storia, dal Genoa al Milan, perché Piatek è diventato il nuovo centravanti rossonero, chiamato a sostituire Higuain (volato al Chelsea). Già 4 gol, due in Serie A e altrettanti in Coppa Italia, decisivi per la semifinale. 

Inizio da star con la 19 sulle spalle: “La numero 9 dovrà meritarsela”. Parola di Leonardo nel giorno della sua presentazione, anche se con un inizio così è tutto più semplice. Gattuso lo chiama Robocop perché “tira e segna, è un computer”. Piatek preferisce il Pistolero. Il suo obiettivo è segnare ogni partita e diventare il capocannoniere. Lì davanti c'è Cristiano Ronaldo, non sarà facile, ma chi ha conosciuto Piatek lo descrive come un tipo determinato. Con personalità. Da ragazzino, ai tempi del Cracovia, sceglieva la musica nello spogliatoio nonostante a qualcuno non piacesse: "Vuoi i miei gol? Allora lascia queste canzoni!". Impossibile contraddirlo, più facile vederlo segnare. Contenti tutti. 

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