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02 marzo 2019

Chievo, Sorrentino: "Miccoli il mio incubo sui rigori. Così ho parato quello di Ronaldo"

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Il portiere del Chievo Verona racconta il suo rapporto con i rigori: "Quello parato a CR7 ha creato grande clamore, ma per me non ha grande valore. Messi? Con lui sbagliato, mi preparai su Youtube...". Miccoli il più temibile dal dischetto: "È il mio incubo. Tutte le volte li ha calciati nello stesso modo, ma non sono mai riuscito a pararglieli"

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Le speranze di salvezza del Chievo Verona sono appese anche alle prodezze di Stefano Sorrentino, a 39 anni ancora grande protagonista tra i pali gialloblù. Il portiere classe 1979 in questa stagione si è già tolto una grande soddisfazione, quella di parare un rigore a Cristiano Ronaldo: “Uno che ha fatto molto clamore a livello mediatico, ma che purtroppo non mi ha portato punti - ha spiegato in un’intervista a Dazn - Quindi per me non ha un valore così grande. Come l’ho preparato? Avevamo deciso con Squizzi che se ci fosse stato un rigore, mi sarei tuffato alla mia sinistra. Poi chiaramente avendo Cristiano Ronaldo davanti sapevo benissimo che per riuscire a intuire il tiro avrei dovuto fare qualcosa di importante. Lui calcia rigori molto angolati e forti, perciò appena ho sentito il fischio dell’arbitro ho pensato solo a buttarmi alla mia sinistra cercando di spingere il più possibile con la speranza che non alzasse troppo il pallone. Dopo il suo tiro ho sentito solo il rumore del palo. C’è stato un attimo di suspense perché non avevo visto che fine avesse fatto il pallone. Poi non avendo sentito il boato dello stadio ho realizzato di averlo parato”.

"Ecco come ho sbagliato contro Messi. Miccoli il più temibile"

Il portiere del Chievo ha raccontato poi qualche retroscena della sua carriera, a cominciare dal rigore subito da Messi: “Al tempo purtroppo non avevo l’allenatore dei portieri che mi preparava la clip, quindi dovevo andare io su YouTube a cercarmi i vari rigoristi - ha ammesso - Visto che Messi arrivava da un momento in cui aveva sbagliato diversi rigori calciandoli centrali, avevo deciso che non mi sarei mosso. Ho cercato di incrociare il suo sguardo, ma lui non mi ha mai guardato. Sono rimasto in piedi fino all’ultimo sperando in una sua conclusione centrale. Poi quando ho capito che lo avrebbe calciato in un altro modo mi sono appoggiato a terra, tanto ormai ero sconfitto”. Dettaglio sui cinque rigoristi più temibili, poi: “Messi, Cristiano Ronaldo, Totti, Del Piero e... Miccoli”. La spiegazione per quest’ultimo è subito data: “Perché Miccoli mi ha fatto diversi gol su calcio di rigore. Tutte le volte li ha calciati nello stesso modo, molto spesso l’ho intuito, ma non sono mai riuscito a pararglieli. Fabrizio era il mio incubo sui rigori. Lui lo sa”.

"Così mi preparo ai rigori"

Sorrentino ha infine spiegato poi come un portiere si prepara ad affrontare un rigore: "Quando l’arbitro assegna un rigore in favore degli avversari cerco di ricordarmi le caratteristiche e le strategie del rigorista che mi trovo di fronte - ha detto - Quindi vado subito alla ricerca del suo sguardo per cercare di capire la sua espressione. Quanto tempo spendo in settimana? All’incirca una mezz’oretta. Il nostro allenatore dei portieri, Lorenzo Squizzi, ci prepara una clip e da lì decidiamo una strategia. A volte siamo d’accordo, altre volte no. Insomma, ognuno esprime la sua opinione però alla fine usciamo da quella riunione con un’idea sola per ogni giocatore”. Indimenticabile il primo rigore parato in Serie A: “Iaquinta, Chievo-Juventus. Glielo respingo e lui segna sulla ribattuta. Proprio come l’ultimo contro Teodorczyk”, ha concluso.  

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