Di Lorenzo, scalata da 10: dalla Serie C al Napoli in 2 anni

Serie A

Lo chiamavano 'Batigol', poi è diventato terzino ai tempi del Matera: "Da centrale difensivo perdi il 70% del tuo potenziale". Ora approda al Napoli dopo una lunga gavetta in Serie C e 5 gol al primo anno in A

NAPOLI, LE CIFRE DELL'AFFARE DI LORENZO

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Se il prossimo anno giocherà la Champions deve ringraziare Pasquale Padalino, ex allenatore del Matera. Di Lorenzo ha 22 anni, un ragazzino come tanti, gioca da centrale difensivo dopo un passato da attaccante: “Se continui in quella posizione perdi il 70% del tuo potenziale”. Meglio cambiare ruolo: “Ti metto sulla fascia, altrimenti ti snaturi”.

Intuizione vincente, tant’è che oggi Di Lorenzo sposa il Napoli per circa 10 milioni dopo una stagione da protagonista, la prima in Serie A: 5 gol da terzino destro, 3 assist, l’unico neo è la retrocessione all’ultima giornata. Ma a testa alta. Due anni fa giocava in Serie C con il Matera, oggi firma per il Napoli: “Non vedo l’ora di essere allenato da Ancelotti”.

Chi è Giovanni Di Lorenzo?

E magari di finire tra i convocati di Mancini Nazionale: “È un sogno, ho fatto lo stage e punto alla convocazione. Ma non deve diventare un’ossessione”. Questo perché Di Lorenzo ragiona per tappe, lo dice la sua storia. Toscano della Garfagnana, cresce a Lucca e gioca lì fino al 2009. Calciatore grazie a papà Vincenzo, si dice che ai tempi della Lucchese, nelle giovanili, venivano organizzati dei pullman da Castelnuovo di Garfagna per vederlo giocare. Poi nel 2009 approda alla Reggina, dove diventa capitano della Primavera e fa il suo esordio in Serie B contro il Sassuolo, il 29 maggio 2011. Aveva 17 anni. 

Dalla Reggina all'Empoli

Francesco De Rose, ex compagno alla Reggina, l’ha descritto come un ragazzo “generoso, umile, ma al tempo stesso determinato”. A volte perfino ‘rosicone’. “Non vuole mai perdere!”. Questione di carattere: “Lui ama il calcio, non ha mai saltato un allenamento. Me lo porterei in guerra”. Per far capire di chi parliamo. Parola chiave: gavetta.

Nel 2013 gioca titolare alla Reggina, colleziona tre presenze con l’U21 di Di Biagio, ma gli amaranto falliscono l’anno successivo dopo una stagione travagliata in Serie C. Sfortuna: “La Serie A? Potevo arrivarci prima, ma è andata diversamente. Dopo il fallimento della Reggina mi ritrovai svincolato”. Nel 2015 lo prende il Matera e Di Lorenzo inizia la scalata: due anni in C, una B sfumata via playoff, poi lo prende l’Empoli per 600mila euro.

Di Lorenzo ha lasciato la Reggina nel 2015 dopo due stagioni da titolare

Protagonista grazie ad Andreazzoli

Un guizzo che diventa plusvalenza: “Mi chiamava continuamente per dirmi di lasciarlo andare via. Era riconoscente verso Matera, ma il treno Empoli rappresentava uno degli ultimi della sua carriera”. Parola di Gianluca Torma, l’ex ds dei lucani che oggi augura il meglio a quel ragazzo diligente, stakanovista e puntuale: “E’ pronto per il San Paolo!". 

Quest'anno ha segnato 5 gol, la stagione scorsa ha conquistato la promozione in B. Ora ringrazia Vivarini (l’allenatore che l’ha portato a Empoli nel 2016) e soprattutto Aurelio Andreazzoli: “E’ un vero maestro. Con i suoi metodi riesce a entrare nella testa dei calciatori. E in panchina, durante le partite, ci accompagna sempre senza aver mai bisogno di urlare”. 76 gare e 6 reti in due stagioni, dalla promozione in A alla retrocessione di quest’anno, comunque senza mollare: “Ci ha sempre detto di non avere paura”.

L'Empoli lo prese nel 2016 per 600mila euro, una plusvalenza di quasi 10 milioni

Di Lorenzo, the normal one

Ama giocare a Call of Duty e si è comprato al fantacalcio, prima del Napoli l’ha cercato anche l’Atletico Madrid. Il suo idolo è Cancelo, ma tiene d’occhio anche Florenzi.

Ormai è un terzino destro a tutta fascia, corsa e dinamismo. Anche se iniziò da centravanti: “Mi chiamavano Bati come Batistuta, segnavo tanti gol”. Oggi si preoccupa della difesa. Di Lorenzo è rimasto il ragazzo di sempre, usa i social senza esagerare e si è diplomato in ragioneria. E’ fidanzato da sei anni con Clarissa, pensano alle nozze ma non c’è fretta: “Matrimonio ed Europeo 2020 con l’Italia? Ci metterei la firma”. Prima quella sul contratto che lo legherà al Napoli per 5 anni, poi ci sarà spazio per sognare ancora. 

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