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Fiorentina, Rocco Commisso si presenta: "Chiesa non farà la fine di Baggio"

Serie A

Prima conferenza stampa per il nuovo proprietario della Fiorentina: "Affare fatto con i Della Valle in tre settimane, sono orgoglioso di rappresentare Firenze. Il mio sogno? Niente illusioni, ho bisogno di tempo". Su Chiesa: "Non voglio sia il mio Baggio, ovvero che vada alla Juve". Battuta anche su Yonghong Li: "Ho trattato anche il Milan, ma non l'ho mai visto"

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A Firenze è il giorno di Rocco Commisso. Il nuovo patron italo-americano della Fiorentina, che ha acquistato il club viola dalla famiglia Della Valle, ha per la prima volta parlato in conferenza stampa, raccontando i retroscena della trattativa e i progetti per il futuro: “Di solito non è così veloce chiudere un affare così, è bastato pochissimo tempo - ha spiegato - Oggi ho parlato con i dipendenti della Fiorentina e ho cercato di trasmettere il messaggio di velocità: adesso dobbiamo fare le cose fast. So che è un modo di fare business diverso, ma so a cosa vado incontro. Io sono emigrato in America ma mi sono rimasti dentro i valori di sincerità e lealtà”. Ancora sulla trattativa con i Della Valle: “La prima offerta per la Fiorentina è stata formulata nel 2016 - ha detto Commisso - Nel 2017 la famiglia Della Valle, che voglio ringraziare, non mi ha risposto, così come anche nel 2018. L'obiettivo mio era investire in questo settore: volevo acquistare una squadra importante in una bellissima città, anche se altre squadre, specie quelle del sud, mi hanno cercato. Io voglio ottenere molto con la squadra, ma non voglio fare promesse che non posso mantenere. Credo che abbiamo ottenuto un buon prezzo e sono pronto a correre un rischio”.

"Chiesa? Non sarà il mio Baggio"

Commisso ha anche speso parole importanti sulla situazione che più di tutte tiene banco in casa Fiorentina, ovvero quella relativa al futuro di Federico Chiesa: “La mia intenzione è quella di tenere Chiesa almeno per un anno - ha proseguito - Non voglio che lui sia il mio Roberto Baggio, ovvero che alla fine andrà alla Juventus. Mi hanno assicurato che non c'è alcun accordo per far muovere Chiesa altrove. Non ho parlato con lui, è in ritiro e so che deve giocare domani con la Nazionale”. Sui tempi per la nomina di direttore sportivo e allenatore, poi: “Non posso dare una riposta precisa. Starò qui per altri due-tre giorni. Parte del mio team ripartirà oggi per gli States. Montella è in India per cui non poso parlarci, vi chiedo solo di darmi tempo perché abbiamo ancora due mesi davanti. Il closing è stato veloce: se pensate che Berlusconi ci ha messo due anni a vendere il Milan... I dipendenti della Fiorentina devono sapere che sono qui per non mandare via nessuno. Aiutatemi ad imparare e io imparerò velocemente”.

"Fiorentina in tournée in America a luglio"

Il nuovo patron della Fiorentina ha poi annunciato che “la Fiorentina sarà in America tra un mese: giocherà contro grandi squadre, come contro l’Arsenal. Voglio che sia dato rilievo al fatto che per la prima volta una squadra italiana sia stata rilevata da un immigrato. Il mio sogno? Ripeto, non voglio fare promesse: cerchiamo di risolvere gli aspetti relativi alle infrastrutture. Datemi tempo”. Sul nome di Luca Scolari come possibile nuovo CEO e sul possibile approdo di Buffon: “Spesso si inventano storie su tanti argomenti. Non ho avuto tempo di parlare né con Montella né con Corvino. Il motivo per cui resterò qui per qualche giorno è per affrontare certe situazioni. Capisco la pressione, ma non sono faccende che si risolveranno in due-tre giorni; serve tempo per prendere le decisioni giuste. I diretti interessati hanno un contratto”.

Il fascino delle italiane e Yonghong Li: le battute di Commisso

Durante la conferenza stampa, Commisso non si è fatto sfuggire qualche battuta, in particolare sul rapporto con l’Italia: “Voglio salutare tutti gli abitanti di Marina di Gioiosa Jonica per il modo in cui mi hanno cresciuto e mi hanno reso onesto. Il calcio mi ha dato tanto altrimenti non avrei fatto tutto quello che sono riuscito a fare. Quando ricevetti una borsa di studio ho iniziato ad amare il calcio, fin dal 1967. Dopo aver dedicato la mia vita alle industrie - ha aggiunto - ora posso tornare ad occuparmi di calcio: l'accoglienza che ho ricevuto qua è una cosa inimmaginabile, mai lo avrei potuto pensare. Come ho detto spesso, a New York nessuno mi riconosce, qui mi conoscono tutti. Sono orgoglioso di essere stato gigliato dal sindaco e di rappresentare questa bellissima città. Venni qua nel 1973 per fare una vacanza e vidi tante belle donne, pensavo che avrei fatto il playboy poi ho conosciuto mia moglie due settimane dopo (ride, ndr)”. Ironia anche parlando del Milan e di Yonghong Li: “Ho trattato anche il Milan, ma non ho mai visto Li, il presidente di allora. Ha speso più soldi lui in un anno che ogni uomo sulla faccia della terra. Ora però lasciamolo stare in Cina…”.