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Kalinic si presenta: "A Roma per merito di Dzeko. Possiamo giocare insieme"

Serie A

Il nuovo attaccante della Roma si presenta in conferenza stampa: "La Roma è un club storico, spero di giocare di più". De Sanctis: "Contenti del calciomercato. Chi rivendica di essere romanista deve dimostrarlo con i fatti"

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È stato il penultimo colpo del calciomercato giallorosso, prima di Mkhitaryan. Arrivato nell'ultimo giorno utile, Nikola Kalinic si presenta ai suoi nuovi tifosi in conferenza stampa: "Sono contento di essere qui in questo club con una grande storia, spero di far bene" ha esordito l'ex attaccante dell'Atletico Madrid. "Il mio primo obiettivo è non avere infortuni perché negli ultimi due anni non ho giocato molto, voglio giocare di più quest'anno - ha continuato l'attaccante croato - Per la squadra dobbiamo pensare partita dopo partita. Dzeko è un grande attaccante, ho parlato con lui tutti i giorni e mi ha convinto a venire a Roma. Possiamo giocare anche insieme, alla Fiorentina con Sousa ho giocato da esterno, tutti i ruoli vanno bene. Conosco Fonseca, ha lavorato allo Shakhtar quando anche io ero in Ucraina, mi piace il suo gioco". 

"Bisogna dimostrare con i fatti di essere romani e romanisti"

Nikola Kalinic è stato accompagnato in conferenza stampa da Morgan De Sanctis, il quale ha spiegato alcune scelte di mercato soprattutto per quanto riguarda i giovani giallorossi: "Siamo soddisfatti per quello che è successo questa estate durante il mercato. Bianda? Abbiamo deciso che per lui era meglio rimanere un altro anno a Roma, era felice di rimanere qui e sarà un ottimo rinforzo per la Primavera. Cangiano invece è stato un sacrificio, la direzione presa nel settore giovanile è quella che i ragazzi possano mantenere un livello alto anche con un nuovo parametro di stipendi. Quando ci sono ambizioni che superano quei parametri, la Roma non farà più un certo tipo di trattativa. Ho verificato che avere giovani con contratti economici molto alti crea un problema nella collocazione post settore giovanile". Poi ancora sui giovani: "Non abbiamo pensato di privarci di Riccardi, Celar, Bouah e Calafiori. Sono prospetti importanti e la Roma li ha voluti tenere. Il concetto è chiaro: chi vuole rimanere, chi rivendica il diritto di essere romano e romanista deve dimostrarlo con i fatti" ha concluso Morgan De Sanctis.