Fiorentina, Pezzella: "Sono rimasto per amore della Fiorentina. A San Siro per vincere"

Serie A

In attesa della sfida al Milan, il capitano viola ha parlato alla Gazzetta dello Sport della sua decisione di restare a Firenze di questa estate: "Non volevo abbinare il mio nome a un periodo triste per Firenze e i suoi tifosi", ha spiegato alla Gazzetta dello Sport. Poi sulla sfida di San Siro: "Andremo lì per cercare di vincere". Infine su Ribery: "All'inizio ero titubante. Invece fin dal primo giorno è stato uno di noi"

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La Fiorentina è tornata a vincere dopo sette lunghi mesi di astinenza. Il volto più sorridente è sicuramente quello di German Pezzella, il capitano che ci ha messo la faccia nei momenti più difficili e che ha contribuito con un gol al successo sulla Sampdoria. E pensare che poteva anche non vestirla più la maglia viola. In estate, infatti, non sono mancate le offerte per lui. Compresa quella del Milan. Lui, però, ha parlato della decisione di restare a Firenze: "Il motivo? La voglia di cancellare le sofferenze dell’ultimo campionato. Non volevo abbinare il mio nome a un periodo triste per Firenze e i tifosi viola", ha spiegato alla Gazzetta dello Sport. Adesso si gode il momento del riscatto. perché la sua squadra è stata ultima in classifica fino alla settimana scorsa, però non ha mai sfigurato. Nemmeno contro le grandi: "Ho goduto in Fiorentina-Juve anche se non abbiamo vinto. I nostri tifosi hanno visto una squadra capace di imporre le proprie idee. E ho goduto anche in Fiorentina-Napoli. La società non pretende di conquistare subito un posto in Europa ma vuole una squadra che sia capace di giocarsela alla pari contro chiunque".

"Il Milan non è in crisi"

Il prossimo avversario è, appunto, il Milan: "Mi sorprende la classifica dei rossoneri: non fotografa il valore della squadra. Il Milan è in difficoltà ma non è in crisi. Della formazione di Giampaolo mi piace Suso. Uno che fa la differenza. Uno che può inventarti in un attimo il colpo decisivo. E considero Romagnoli il miglior difensore italiano dopo Chiellini. Noi, però, dobbiamo andare a Milano per cercare di vincere e dobbiamo farlo restando fedeli al nostro stile, mettendo sul piatto la voglia di fare calcio divertendoci". Una mano importante la darà Ribery, che ha già fatto innamorare compagni e tifosi: "Con le magie di Ribery. Quando Franck è entrato nello spogliatoio ero un po’ titubante. Lui ha un albo d’oro da paura. Non sapevo, da capitano, come dovevo confrontarmi con un simile fuoriclasse. Invece fin dal primo giorno Ribery è stato uno di noi. Ci ha insegnato ad avere “fame”, a volersi migliorare sempre. Lui sa come si vincono partite come quelle contro il Milan. Ribery alza anche il livello di Chiesa: con i suoi movimenti aiuta Federico a essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Chiesa andrà in doppia cifra in questo campionato".

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