Genoa-Milan, Paquetà-Leao protagonisti della rimonta: Giampaolo la vince all'intervallo

Serie A

Due le mosse decisive dell'allenatore rossonero, capace di cambiare volto al Milan nell'intervallo ribaltando la gara: deludono ancora Piatek e Calhanoglu, i nomi nuovi sono quelli di Paquetà e Leao. E poi c'è l'involontaria "mossa Reina"

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La scossa arriva nell’intervallo, quando Giampaolo azzecca le mosse che gli fanno vincere la partita e, di fatto, gli salvano la panchina. Due cambi, due gol, e adesso rinunciare alla freschezza e alle belle idee di Leao e Paquetà sarà veramente difficile. Giampaolo li tiene inizialmente fuori sorprendendo tutti con la scelta di Bonaventura nel tridente d’attacco, poi all’intervallo ha il merito di apportare le giuste correzioni. Fuori Piatek, grande ex che da tempo non è più il bomber implacabile che i rossoneri avevano pagato 35 milioni al Genoa, e uno spento (per l’ennesima volta) Calhanoglu: dentro i due che gli cambieranno la partita. La rinuncia a Piatek soprattutto non è così scontata: perché dal grande attaccante ci si può sempre aspettare il colpo risolutivo a sorpresa, perché il polacco va evidentemente "ritrovato" (e per farlo ha bisogno di giocare), perché se alla fine non avesse vinto gli sarebbe stato imputato, ovviamente, di aver commesso l'errore di tenere fuori il centravanti titolare della squadra per mettere in quel ruolo Leao, centravanti improvvisato.

La svolta con Paquetà

L'uomo della svolta è però Paquetà, che entra con il piglio di chi vuole dimostrare di non meritare la panchina: giocate intelligenti fin da subito, con la punizione battuta astutamente per Hernandez che porta al pareggio dopo 6'. Romero fa fallo e protestando lascia lì il pallone, Paquetà ci si avventa e fa segno al compagno di iniziare a scattare in fascia, lanciandolo nello spazio mentre la difesa del Genoa deve ancora risistemarsi. Poco dopo, un’altra geniale invenzione, con la palla che serve a Leao nel cuore dell’area, e qui l’attaccante si prende parte del merito costringendo Biraschi al fallo da rigore+espulsione con un’elegante giocata personale. Da 0-1 a 2-1 e con l’uomo in più nei primi 12’ del secondo tempo: ecco come si può ribaltare una partita in due semplici mosse, nell’intervallo.

Reina, dalla papera al riscatto

E poi c’è la “mossa Reina”, di cui Giampaolo non può certo prendersi il merito ma che inevitabilmente ha contribuito alla costruzione del risultato, sia nel bene che nel male. Il portiere spagnolo finisce tra i titolari all’ultimo minuto a causa del forfait di Donnarumma nel riscaldamento e dopo un paio di buoni interventi sembra destinato a diventare il protagonista della serata in negativo, quando non trattiene una punizione di Schone per la più classica delle papere. Il campione che ha numeri e personalità, però, si vede proprio in questi casi, e Reina anziché abbattersi attende con pazienza l’occasione per il riscatto. È fortunato quando il destino gliela concede, è bravissimo nel coglierla al volo.

E come in un film, l’uomo che il destino gli mette contro dagli 11 metri è di nuovo quello Schone a cui stavolta – siamo al minuto 93 – tremano le gambe davanti alla possibilità di pareggiarla. Reina vola, respinge e salva il Milan. Ecco come in due mosse si può ribaltare una prestazione, ma anche una partita.

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