Pastore in Roma-Napoli: rabona e standing ovation dell'Olimpico. VIDEO

Serie A

Fabrizio Moretto

Pastore ha sfornato un'altra prestazione super contro il Napoli, raccogliendo l'ovazione dell'Olimpico. L'emergenza, a cui Fonseca è stato costretto, lo ha rigenerato. E ora, tra giocate di classe e spirito di sacrificio, è pronto a riscattare il primo anno negativo nella capitale. Ma non è solo lui la chiave dell'ottimo momento giallorosso

11 palloni recuperati. Basterebbe solo questo dato, in fondo, per raccontare il momento di Javier Pastore. Una statistica che il Flaco non registrava in Serie A dal 2010, quando vestiva la maglia del Palermo. Ma il Pastore di oggi non è solo questo, è molto di più. Attorno al periodo di forma vissuto dall'argentino, infatti, c'è soprattutto una condizione fisica e mentale che dalle parti della capitale non avevano, in pratica, mai apprezzato. Basti pensare che, nella scorsa stagione, non era mai riuscito a imporsi per 4 gare di fila da titolare (non gli accadeva, in generale, dal maggio 2015 con il Psg). Con Fonseca invece, complice anche gli infortuni occorsi ai suoi compagni, sembra essere tornato il giocatore di un tempo che ha illuminato per anni il Parco dei Principi dopo la sua prima splendida parentesi in Italia, a Palermo. L'anno passato, curiosamente, proprio un suo stop muscolare nel derby aveva dato il via alla crescita esponenziale di Lorenzo Pellegrini, reiventato da trequartista. Questa volta è accaduto il contrario: la frattura del quinto metatarso del piede destro, rimediata dal classe '96 durante la partita contro il Lecce, ha dato la possibilità a Pastore di tornare al centro dei radar giallorossi. Ha deciso di prendere questa chance sul serio, rispondendo sul campo con classe e umiltà, e contribuendo alle tre vittorie consecutive infilate dalla Roma.


Milan, Udinese e poi Napoli. Tre partite con un fattore denominatore: il Flaco che esce dal campo tra l'ovazione del pubblico. Gli è capitato anche a Udine, applaudito dai tifosi rivali per quel super assist con cui ha innescato Kluivert per il momentaneo 0-3. Passaggi vincenti e palloni recuperati che sono solo alcuni degli ingredienti di un cocktail chiamato rigenerazione. Troppo spesso 'imprigionato' nella sua posizione di trequartista, raramente presa in considerazione nel gioco di Di Francesco, l'argentino ha riscoperto la sua collocazione ideale: quella che non esiste, che gli permette di coprire in lungo e largo in tutto il campo. In fase di non possesso macina chilometri e morde le caviglie degli avversari, sacrificio necessario per equilibrare l'11 di Fonseca, mentre con la palla tra i piedi riesce a dar libero sfogo alla fantasia, costruendo occasioni da gol e inventando giocate di alta scuola, come la rabona messa in scena sabato all'Olimpico. L'heatmap contro il Napoli evidenzia ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, la straordinaria prova dell'ex Psg: 2 opportunità create, altrettanti tiri verso lo specchio, un'infinità di palloni toccati e 47 passaggi totali (il migliore dei suoi), di cui 31 nella metà campo offensiva. Gli manca solo la rete, ma fin quando sfornerà prestazioni del genere il suo allenatore non avrà nulla da rimproverargli.

L'Heatmap di Pastore in Roma-Napoli
L'Heatmap di Pastore in Roma-Napoli

Mancini in stile Busquets, Smalling un muro

Se la Roma ha girato a mille nelle ultime gare, il merito è di Pastore, ma non solo. Dando per scontata l'importanza e il ruolo da trascinatore di Edin Dzeko - oltre all'upgrade di Nicolò Zaniolo, a segno da 4 match di fila (Europa League compresa) - la crescita dei giallorossi è sostenuta in particolare da una migliore organizzazione nella fase difensiva. Far di necessità virtù. Ed è così che l'impiego di Gianluca Mancini a centrocampo, causa defezioni nel reparto, rischia di diventare la vera svolta della stagione. La sua presenza su una linea più avanzata rispetto a quella a cui siamo abituati a vedere ha restituito a Fonseca quell'equilibrio che era mancato nelle prime settimane. Un Mancini in versione De Rossi o, meglio ancora, Busquets: quando il gioco si allarga, lui 'scende' e si colloca tra i due difensori, infoltendo la copertura difensiva e diventando prima regista della squadra. La sua nuova posizione, inoltre, permette ai giallorossi di rendere più malleabile il sistema di gioco. Si passa, infatti, senza problemi dal 4-1-4-1 al 4-2-3-1, per finire al 4-3-3. Solidità difensiva garantita, poi, dal super avvio di stagione di Chris Smalling. Le sue statistiche continuano a essere impressionanti: 100% dei contrasti vinti e nessun dribbling subito. Contro il Napoli, l'inglese ci ha aggiunto anche la ciliegina sulla torta, salvando sulla linea il gol quasi fatto di Di Lorenzo. Una torta che Fonseca, al netto delle assenze, sta farcendo con sempre maggiore cura e con un obiettivo chiaro e preciso: non contano gli interpreti, conta il risultato finale. E aver compattato il gruppo in questo modo rappresenta già la prima vittoria dell'allenatore portoghese.

Mancini, Dzeko e Smalling festeggiano la vittoria

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