Juve-Parma, Sarri: "CR7? Tutto ruota attorno a lui: se crea un problema ne risolve cento"

Serie A
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Le parole dell'allenatore bianconero al termine della vittoria sul Parma: "Prestazione meno pulita del solito, così si rischia fino alla fine". Poi su Ronaldo: "Inevitabile che l'organizzazione di questa squadra si basi su un giocatore come lui"

Non è stata la Juventus più brillante delle ultime partite, ma sono arrivati altri tre punti (quinta vittoria consecutiva in campionato) e il vantaggio sull'Inter sale a 4 punti. "Abbiamo fatto una partita meno pulita del solito", ammette Maurizio Sarri al termine del 2-1 sul Parma ai microfoni di Sky Sport. "Abbiamo la responsabilità di non averla chiusa: dopo il raddoppio ho dato un messaggio alla squadra inserendo Higuain, ma non siamo riusciti a trovare il terzo gol. In questo tipo di situazioni si rischia fino alla fine, anche perché il Parma è una squadra fisica e in grande condizione. Siamo stati poco reattivi sul gol subito, ma negli ultimi tempi eravamo molto migliorati sulle palle da fermo. Possiamo ancora crescere sotto molti punti di vista: soprattutto nel finale, oggi abbiamo avuto un possesso palla troppo passivo". Sulla gestione delle rotazioni: "Rispetto alla Coppa Italia contro l'Udinese ne ho cambiati 7, se la squadra è cambiata poco rispetto a domenica scorsa è un dato che non mi interessa più. Ramsey e Rabiot? L'unico problema di Adrien è che in questo momento sta giocando a destra", continua l'allenatore bianconero. "Non è la sua posizione ideale, ma nel rombo ci può stare tranquillamente: ha delle doti atletiche eccezionali. Anche per Ramsey tatticamente il 4-3-1-2 è un modulo favorevole: hanno avuto a che fare con infortuni importanti, ma parliamo comunque di due giocatori in crescita".

Sarri: "Inter o Lazio? Nella vita mi fanno paura altre cose"

Chi invece non viene toccato dal discorso turnover è Cristiano Ronaldo, sempre più decisivo con 11 gol nelle ultime 7. Anzi, è semmai la Juve a dover girare attorno al portoghese: "Il pensiero è di avere un fuoriclasse che a volte crea una piccola problematica, ma ne risolve cento", spiega Sarri. "Quindi è chiaro che tutto il resto dell'organizzazione deve ruotare attorno a lui". Poi un commento sulla corsa scudetto: in questo momento è più temibile l'Inter o la Lazio? "Nella vita mi fanno paura altre cose", sorride l'allenatore. "Sono due avversarie fortissime. Una però è in un momento talmente strepitoso che spero duri poco: non mi chiedete perché, ma le due partite contro la Lazio le abbiamo sbagliate. Due parentesi, perché per il resto la squadra è in crescita".

De Ligt: "Non conta quello che sono adesso, ma quello che posso diventare"

Dopo le parole di Sarri sono arrivate anche quelle di Matthijs De Ligt: "Per noi contava vincere, ed è importante averlo fatto", spiega il difensore olandese ai microfoni di Sky Sport. "Ronaldo? Sa come allenarsi, come vincere e ce lo può insegnare", il classe '99 fa eco all'allenatore. "Cerco di imparare da lui tutti i giorni: sono veramente contento di questi miei primi mesi italiani. Naturalmente ci sono state delle critiche, ma rispetto a sei mesi fa penso di essere cresciuto molto. Non conta tanto quello che sei adesso, ma quello che puoi diventare nel futuro". Poi un commento sul ruolo preferito in campo: "Giocare da difensore centrale destro o sinistro? Posso giocare in entrambe le posizioni", continua De Ligt. "Ma per me, essendo destro di piede, è più naturale giocare a destra come ho fatto nell'Ajax".

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