Le nuove date del calcio, perché l'obiettivo sarebbe finire la stagione entro il 30 giugno

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Luca Marchetti

Luca Marchetti

Dopo il rinvio degli Europei, posticipati al 2021, si attende la ripresa di campionati e coppe. L'obiettivo è terminare la stagione entro il 30 giugno per motivi finanziari e burocratici. Ma ovviamente tutto dipenderà da quando le squadre potranno tornare in campo

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Perché anche la Uefa sta cercando di far chiudere la stagione entro il 30 giugno.

Perché spostare la fine della stagione comporterebbe una serie di problemi da risolvere piuttosto rilevanti. Insomma è evidente che in un momento di emergenza le soluzioni possono essere anche extraordinarie, ma se si può si proverà ad evitare, anche cambiando le formule in corsa, pur di chiudere. Molto, anzi tutto, dipenderà da quando si inizierà a giocare. Per poi fare bene i conti. 

Santiago Bernabeu

Ma perché il 30 giugno rappresenta uno spartiacque? Per diversi motivi. Intanto finanziari: molti bilanci, quasi tutti, delle società calcistiche finiscono proprio il 30 giugno. Avere una deroga è certamente possibile ma gli esercizi commerciali a cui sono legati poi tutte le valutazioni (banalmente anche per le tasse) sono e verranno fatte alla data limite del 30 giugno. Pensate poi al FFP legato ai bilanci. Tutte le operazioni finanziarie ed economiche fatte dai club, mercato compreso, sono valutate a quella data. Pensate alle famose plusvalenze da fare entro il 30 giugno. Poi ci sono gli aspetti burocratici: la fine dei contratti per i tesserati è sempre fissata al 30 giugno, così come tutte le scadenze degli obblighi sul mercato: prestiti, riscatti, riacquisti e clausole. Come sarebbe normato il caso di un giocatore in scadenza contratto? Avrebbe una deroga? Il prossimo contratto da quando partirebbe? E se lo sforamento fosse più lungo di 15 giorni, come ci si comporterebbe? Senza dimenticare i riscatti, i prestiti o le clausole. O ancora gli obblighi di riscatto legati a piazzamenti finali o gol realizzati.

Anfield Road

Ci sono interessi incrociati non banali. Poi ci sono le ragioni economiche: al di là degli stipendi da pagare (e bisognerebbe decidere lo stipendio di luglio in quale stagione verrebbe addebitato? O si percepiscono 13 mensilità) ci sono anche le assicurazioni (che magari sono da ridiscutere visto che la stagione è più lunga del previsto), l’affitto delle strutture, le licenze degli stadi. Senza sottovalutare, anzi, il tema legato alle sponsorizzazioni: soprattutto quelle in scadenza. Poi ci sarebbero dei problemi logistici: la prossima estate sarà (a questo punto) l’estate dell’Europeo. Significa che bisogna finire relativamente prima. Ma se la stagione di quest’anno sfora, come sarà possibile accorciare la prossima? Ecco perché la Uefa (e le varie Federazioni) sperano di poter riprendere il prima possibile. Scavallare il 30 giugno sarà complesso.

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