Coronavirus, il calcio italiano presenta il piano anti crisi a Coni e Governo

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Alessandro Alciato

Alessandro Alciato

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L'emergenza coronavirus con il rinvio dei campionati avrà inevitabilmente forti ripercussioni economiche sul mondo del calcio. La Figc e le Leghe cominciano a fare i conti

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Fra i 170 e i 720 milioni per la serie A. Fra i 150 e i 200 per la B. Fra i 20 e gli 84 per la C. Nella peggiore delle ipotesi, un miliardo di euro in totale, senza contare i Dilettanti. Queste sono le stime dei danni che, le varie Leghe, attraverso studi specializzati, hanno ipotizzato a causa dello stop della stagione calcistica, e della sua durata. I dossier sono arrivati al presidente federale Gravina che, in call conference, nelle ultime ore ha parlato proprio con i presidenti delle Leghe: Dal Pino per la A, Balata per la B, Ghirelli per la C e Sibilia per i Dilettanti. C'è da dire che le stime fatte dalla Federcalcio sono inferiori, e da un miliardo di euro scendono a 700 milioni circa, e su questi numeri si è ragionato. La Lega di Serie A ha presentato un documento che verte su sei punti in particolare per affrontare la crisi: costo del lavoro, norme speciali, liquidità, nuove fonti di finanziamento, infrastrutture e diritti tv.

I prossimi passi

Gravina, a tutti, ha detto soprattutto una cosa: parlerà in tempi strettissimi con il Ministro dello Sport Spadafora e, al Governo, per il momento verranno presentate solo le priorità sul tema dell'emergenza, e cioè le iniziative per fronteggiare la crisi di liquidità sul breve periodo. Lo studio verrà presentato giovedì al Coni e venerdì al Ministro. Solo in un secondo momento si parlerà delle iniziative legate alla fase di ripartenza, compreso il prolungamento della fine di questa stagione dopo il 30 giugno. Lo stesso Gravina ha poi convocato per giovedì una riunione con tutte le componenti federali, compresi calciatori, allenatori e arbitri. Intanto, nelle prossime ore, è stata calendarizzata un’altra riunione della Lega di serie A. Ci sono un miliardo di buoni motivi per parlarne. O settecento milioni, a seconda delle stime.

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