Balotelli a Cannavaro: "Tornerò in Nazionale se lo merito, con Mancini rapporto speciale"

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L'attaccante del Brescia e il Pallone d'Oro 2006 protagonisti di una diretta Instagram: "Il rapporto con Mancini è speciale, quando lo meriterò tornerò in Nazionale". Sul Napoli: "Io ho provato a giocarci, lì starei benissimo, mia figlia tifa Napoli". Ricordo speciale per Ibra: "All'Inter mi diceva che ero scarso, ma poi ha detto a Mino Raiola che c'era uno più forte di lui"

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"Il rapporto con Mancini è speciale. Se mi dovesse chiamare in Nazionale non lo farebbe per farmi stare in panchina. Quando lo meriterò, sarò là e giocherò". Mario Balotelli torna a parlare del suo rapporto con la maglia dell'Italia e lo fa in una diretta Instagram con Fabio Cannavaro, capitano della squadra campione del mondo nel 2006. "Ora è giusto che chiami chi merita di più" sono le parole dell'attaccante del Brescia, 36 presenze e 14 reti con la Nazionale maggiore, maglia indossata l'ultima volta il 7 settembre 2018 nell'1-1 di Nations League contro la Polonia. 

"A Napoli starei benissimo"

Cannavaro ha stuzzicato Balotelli anche sulla possibilità di giocare nel Napoli: "Io ci ho provato - è la replica dell'attaccante 29enne - a Napoli starei benissimo, mia figlia Pia tifa Napoli. La farei diventare capo ultrà. Le canto 'Brescia, Brescia' ma lei continua a tifare Napoli. Quando l'ho portata al San Paolo è stata felicissima, era ipnotizzata".

"Ti volevo in Cina, ma hai chiesto tutti quei soldi..."

In tema di calciomercato, Cannavaro ha spiegato come a Balotelli avrebbe fatto bene un'esperienza in Cina, magari nell'Evergrande Guangzhou che il Pallone d'Oro 2006 allena. "Sarebbe stato l'ideale per te - le parole dell'ex difensore - avresti giocato in una squadra al top in Asia senza gli occhi puntati addosso come in Europa. Avresti potuto tornare a divertirti". Qui prende il via un siparietto a colpi di risate: "Io aspettavo te" ha detto Balotelli a Cannavaro. "Ma se hai chiesto tutti quei soldi..." la replica divertita.

"Ibra un Dio, all'Inter mi diceva che ero scarso"

Lo stadio più bello, secondo SuperMario, resta però San Siro, dove ha mosso i primi passi da professionista: "Quando mi allenai la prima volta con l'Inter avevo 16 anni - racconta - mi sono girato e avevo Adriano, Cruz. Pensavo fosse tutto uno scherzo. Mi sono fissato su Ibrahimovic e lui mi disse: 'Tu pensi di giocare qua? Ti fanno allenare oggi, poi te ne vai'. Mi diceva sempre che ero scarso, di lasciar stare con il calcio, ma so che è stato proprio Ibra a dire a Mino Raiola che c'era uno più forte di lui. Lui poteva anche non fare nulla in campo, poi decideva di cambiare la partita e segnava. L'ho sempre guardato come un Dio, era impressionante".

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