Rivoluzione Rangnick: da Ibra a Maldini, cosa cambierebbe il suo arrivo

Serie A
Manuele Baiocchini

Manuele Baiocchini

Il Milan continua le sessioni di lavoro individuale anche nel weekend, aspettando il ritorno di Ibra nella giornata di lunedì. Intanto però si continua a parlare delle dichiarazioni di Rangnick e di come cambierebbe il club rossonero nel caso in cui dovesse puntare sull'allenatore tedesco

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Darebbe il via all’ennesima rivoluzione in casa Milan. Se dovesse davvero arrivare, verrebbe introdotta per la prima volta in Italia la figura dell’allenatore-manager. Avrebbe, per intenderci, un ruolo molto simile a quello che Ferguson ha avuto per anni nel Manchester United. Non sarebbe solamente la guida tecnica della prima squadra ma gli verrebbero affidati anche grandi poteri sul mercato. Non solo per scegliere chi mandare via, chi tenere e su chi puntare per costruire la rosa che poi allenerebbe, ma anche per seguire in prima persona le trattative di mercato. Un vero e proprio dirigente d’azienda.

 

Con Rangnick cambierebbero molte cose nel Milan. A partire da Pioli ovviamente, ma anche Paolo Maldini, per quello che è stato da calciatore e per quello che ha fatto in questi ultimi due anni da dirigente, difficilmente accetterebbe di avere un ruolo marginale nel progetto. Soprattutto considerando quella che è stata la figura di Rangnick in questi ultimi anni da supervisore a 360 gradi del gruppo RedBull. Anche Ibra non si sposerebbe con la visione del calcio del tedesco. Poca corsa e poca mobilità in attacco. La carta d’identità farebbe il resto considerando che il Lipsia costruito dal tedesco ha una media età di 23 anni e mezzo. Rangnick darebbe un altro forte scossone al mondo Milan. E dopo le sue dichiarazioni adesso, nessuno può più smentirlo.

 

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