Ibrahimovic in quarantena a Milanello, a fine stagione l'addio al Milan

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Peppe Di Stefano

Peppe Di Stefano

Lo svedese sta trascorrendo la quarantena a Milanello, allenandosi in vista del possibile ritorno in campo. Ma viste le rivoluzioni societarie, con l'addio di Boban e quello quasi certo di Maldini, a fine stagione - a meno di colpi di scena - lascerà anche lui un club che non sente più suo

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Otto anni fa, esattamente otto anni fa, Gattuso, Seedorf, Inzaghi, Nesta e Ibra giocavano la loro ultima partita nel Milan. Un Milan che non c’è più. Tre di loro in questi ultimi anni, sono tornati a Milanello. Da allenatori. Prima il 9, poi il 10, e infine l’8. All’appello ne mancherebbero due. E se uno, Nesta, è sulla buona strada in quanto allenatore promettente che non perde mai occasione per ricordare e celebrare il suo Milan, l’altro - Ibra - a Milanello c’è rientrato nelle solite vesti. Di calciatore. Leader. Anche se quasi 39enne. Ha trovato un altro Milan a gennaio scorso, ma si fidò di Boban e di Maldini. Da quel momento iniziò però una nuova rivoluzione e con l’addio di Boban e quello quasi annunciato di Maldini, l’ultimo Ibra (chiuso in quarantena a Milanello), nonostante la sua personalità, vive un più che probabile disorientamento.

 

È solo nel centro sportivo di Carnago, eccetto un addetto alla sicurezza ed un catering esterno che alle 8.30, 13 e 20 puntuale ogni giorno prepara e porta nel domicilio momentaneo di Zlatan colazione, pranzo e cena. Nessun contatto con lo staff, o con i compagni. La quarantena impone questo. E quando tutti intorno alle 16 lasciano Milanello, Ibra indossa scarpini e indumenti d’allenamento e scende in campo. Solo. In uno dei sei campi vuoti del centro sportivo. In un clima surreale. A meno di clamorose sorprese Ibra a fine stagione lascerà un Milan che non sente più suo. E il Milan lo lascerà andare. Un addio che veste il rumore del silenzio.

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