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Serie A: Governo e Lega Calcio, dialogo su ritiri e quarantena per la ripresa

Serie A

Alessandro Alciato

Per i club da rivedere i punti relativi al ritiro e alla quarantena. Il presidente Figc Gravina spiega: "Lavoriamo per migliorare il protocollo, difficile trovare strutture per i ritiri. Vogliamo anche evitare che un solo positivo blocchi la ripartenza". E incassa un'apertura dal ministro Spadafora: "Se la curva di contagi ce lo consentirà possiamo rivedere la norma sulla quarantena"

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Si discute di isolamento e di distanziamento sociale, eppure le parti sembrano un po’ più vicine. In questa storia non esistono certezze, però le sensazioni stanno migliorando, e conducono al pensiero di una mezza pace, più che di una mezza guerra.

 

Lunedì in Serie A sarebbero dovuti iniziare gli allenamenti di gruppo con queste modalità: ritiro di due settimane per tutte le squadre e quarantena di gruppo in caso di positività di un calciatore. Due punti previsti dal protocollo che non piacciono ai club e ai calciatori.

 

Quindi, è iniziata la trattativa delle trattative. La Lega di Serie A si è riunita con i rappresentanti dei medici e con la Federcalcio, che è rappresentata dal presidente Gravina, che ha telefonato al ministro dello Sport Spadafora, che ha parlato a Rete 4. Concedendo una parziale apertura sugli allenamenti, tutta da interpretare: “Se la Figc ritiene che non ci siano le condizioni per autoisolarsi, si adattino alle regole delle altre discipline, purchè rispettino le regole minime come il distanziamento”. Sulle modalità della quarantena, invece, l’apertura è più chiara e ampia: “Se la curva del contagio ce lo consentirà, da parte nostra c’è la massima disponibilità a rivedere in maniera meno restringente la regola della quarantena di squadra in caso di giocatore positivo”. Il gran finale, eccolo qui: “Da parte mia, massima disponibilità perché la Serie A inizi il 13 giugno”.

 

Adesso si attendono le conferme del Comitato Tecnico Scientifico del Governo – che però come sappiamo dà un parere ma non prende decisioni politiche – che riprenderà in mano il dossier nelle prossime ore. Ancora una volta, l’interlocutore sportivo sarà il presidente federale Gravina, che non esclude i play-off per portare a termine la stagione, e intanto alla Rai ha sottolineato come la questione della quarantena sia centrale. “Quello che ci preoccupa - ha detto Gravina - e lo abbiamo rappresentato al ministro Spadafora trovando accoglienza e considerazione, è il tema della quarantena obbligatoria per tutta la squadra in caso di un nuovo positivo. È un problema e lo stiamo affrontando con determinazione, prudenza ma attenzione per evitare che un rapporto stressato possa generare tensione e bloccare la partenza del campionato”.

 

Sono allineati anche i giocatori, dopo la riunione con l’Associazione Italiana Calciatori. Hanno auspicato il cambiamento della regola sulla quarantena e chiesto una data certa di inizio campionato. In via di definizione anche la questione sulla responsabilità dei medici sportivi.

 

Sul fronte Uefa, il Comitato Esecutivo del 27 maggio sarà posticipato al 17 giugno. Certe decisioni importanti, insomma, verranno prese tre settimane più tardi.