Maldini: "La mia storia con il Milan non avrà mai fine. Serie A? Si provi a ripartire"

Serie A

Il direttore tecnico rossonero spinge per la ripresa del calcio giocato: "L'idea generale c'è, discuterla in separate sedi complica le cose. Perché non riunire Lega Serie A, Federcalcio e Governo?". Poi sul futuro: "Se resto? La mia storia in rossonero non finirà mai..."

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"Se resto? La storia della mia famiglia con il Milan è talmente lunga che difficilmente avrà una fine". Il direttore tecnico del Milan, Paolo Maldini, risponde così a "Che tempo che fa" sul suo futuro in rossonero, a una settimana dal botta e risposta con Rangnick, uno dei papabili per la panchina milanista della prossima stagione. Poi il tema della ripresa del campionato. "Si deve provare a finire la stagione", insiste Maldini. "Naturalmente in condizioni di sicurezza soddisfacenti e con la prontezza di fermarsi di nuovo se sarà il caso. Ma il calcio è un'azienda, con un indotto di quasi 5 miliardi e un'enorme importanza non solo economica, ma anche sociale in Italia e nel resto del mondo. Per questo dobbiamo riuscirci, adattandoci ai protocolli sanitari necessari e offrendo tutte le garanzie a calciatori e addetti ai lavori".

"Il ritiro non è la soluzione ideale"

Da direttore tecnico rossonero, Maldini ha anche preso parte alle ultime riunioni della Lega Serie A: "Mi sono reso conto che è difficile mettere insieme le parti", spiega l'ex difensore. "C'è un'idea generale per ripartire, e già tra i club vanno fatti dei compromessi. Poi quest'idea va trasferita alla Federcalcio e infine al Governo: se ci fosse più coordinamento, la possibilità di far discutere i vari organi in un'unica sede, sarebbe tutto più semplice". Sulla quesione ritiri: "Ci sono tante cose che non vengono prese in considerazione, come la salute mentale dei giocatori. Dopo due mesi di isolamento, riunire gruppi di 25-30 persone per un altro mese e mezzo provocherà ulteriori problemi".

"Coronavirus? Ho passato 15 giorni duri"

Maldini è anche nella lista dei guariti dal coronavirus: "In famiglia lo abbiamo avuto tutti", continua Paolo. "Io, mia moglie e i miei due figli. Adesso sto bene, per 15 giorni è stata abbastanza dura ma senza arrivare ad avere seri problemi respiratori. Poi ho avuto bisogno di altre due settimane per recuperare le forze. Mentre Christian e Daniel hanno avuto una forma più lieve". Poi chiusura sulla quarantena in famiglia. "Da quando i miei figli sono piccoli giochiamo a colpire la serratura della porta con la palla: una volta dominavo, ma piano piano sono stato spodestato per capacità tecniche e fisiche...", conclude il direttore tecnico rossonero.

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