Kulusevski a Sky: "Ho studiato il Chelsea di Sarri. Io perfetto dietro le punte"

Serie A

Lo svedese, che nella prossima stagione giocherà con la Juventus, ha elogiato l'allenatore bianconero: "Non ho perso una partita del suo Chelsea". Poi una dritta sul ruolo: "Io perfetto dietro le punte. De Bruyne? Lavoro per diventare più forte"

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Dejan Kulusevski fa parte di quei giocatori che conoscono benissimo il proprio futuro. A gennaio ha firmato per la Juventus, che non è rimasta indifferente alle sue prestazioni con la maglia del Parma e che ha deciso di versare 35 milioni di euro (più 9 di bonus) nelle casse dell'Atalanta, club proprietario del cartellino: "Da quando so che il prossimo anno giocherò a Torino, vado più forte che mai - ha raccontato in diretta con #CasaSkySport - mi sono allenato veramente tanto in questo periodo, perché sento che è arrivata l'ora di crescere". Determinato, ambizioso: "In questi ultimi mesi sono cambiato - ribadisce - voglio diventare uno dei giocatori più forti del mondo. Non avrei mai immaginato che un giorno avrei giocato in bianconero - racconta con il sorriso - non lo realizzo neanche oggi, nemmeno quando mia mamma mi chiede: 'Hai capito che cosa hai fatto?'". 

"Sarri? Ho studiato il suo Chelsea"

Per la Juventus non è stato facile portarlo a Torino, perché su Kulusevski era forte anche l'interesse dell'Inter: "Uno dei motivi per cui ho scelto i bianconeri è stato proprio Sarri - racconta Dejan - penso di poter fare molto bene e di imparare tantissimo con lui. Ho guardato tutte le partite del suo Chelsea". Poi la mente torna indietro fino a gennaio, quando ha sostenuto le visite mediche con la Juventus vivendo di fatto il primo giorno da giocatore juventino: "Ronaldo e Dybala? Li ho incontrati e li ho salutati, è stata una delle giornate più belle della mia vita. Però so che mancano 13 partite con il Parma e che qui devo fare ancora veramente bene. Quando giocherò con la Juve da una parte sarà un sogno, dall'altra vorrò dimostrare di esserne all'altezza".

 "Ruolo perfetto? Dietro le punte"

Da capire anche dove giocherà nella Juventus che verrà. Il classe 2000 nel Parma è stato utilizzato sulla fascia, ma il ruolo potrebbe cambiare una volta arrivato in bianconero: "Dipende dalla squadra, dal gioco che vuole fare - ha spiegato - per come giochiamo a Parma il mister ha trovato la posizione perfetta per me, cioè esterno. Quando ero nella Primavera dell'Atalanta, invece, giocavo più al centro perché l'azione doveva iniziare da dietro. Il mio ruolo perfetto? Dietro le punte. Quando gioco non penso al gol o agli assist. Con la palla penso sempre ad attaccare, al fatto che i difensori devono sapere con chi hanno a che fare. Detto questo, devo migliorare nel tirare più spesso in porta e anche nel segnare di più".

"De Bruyne top. Voglio diventare più forte"

Il modello da seguire e imitare è Kevin De Bruyne, che con il Manchester City ha messo insieme 19 assist in 35 partite stagionali: "E' uno dei primi cinque giocatori del mondo. Lo studio tantissimo perché è un giocatore fenomenale e perchè voglio diventare come lui. Ma anche più forte. Fra le mie abitudini c'è quella di guardare molte partite, perché imparo tanto dai miei colleghi. Se posso fare la mezz'ala? Penso di sì, l'ho sempre fatta nella mia carriera".

"Ibra ha cambiato la Svezia"

Un altro sogno di Kulusevski è quello di affrontare un giorno il suo connazionale Zlatan Ibrahimovic: "Ha cambiato tutta la Svezia - ha ribadito con ammirazione - è un idolo per me ma lo è per tutti. Ha creato opportunità per noi calciatori svedesi, anche per chi come me - che sono mezzo macedone - veniva da altre culture. Non ho mai parlato con lui, ma sarebbe un sogno poterlo affrontare scambiandosi la maglia a fine partita. Cosa ha di speciale? Crede in se stesso, quindi tutti gli altri credono in lui, perché vedono che tutto quello che dice poi lo farà. Quando parliamo di calcio bisogna essere sicuri dei propri mezzi. In campo sei solo davanti a 80mila persone".

"Vi spiego la maglia numero 44"

Desta stupore il numero di maglia di Kulusevski. Il 44, una scelta sicuramente particolare ma ben motivata: "Un giorno ero in Svezia con mio padre a vedere una partita del Manchester United. Ad un certo punto fece il suo esordio un ragazzo che aveva appena 17 anni, ma che entrò con una personalità incredibile. Era Januzaj e aveva la 44. Dissi a papà che un giorno avrei voluto essere come lui, che avrei voluto giocare senza paura ma solo con l'obiettivo di divertirsi".

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