Atalanta, numeri da record in Serie A: la squadra di Gasperini può sognare lo scudetto

Serie A

Fabrizio Moretto

L'attacco che continua a girare a mille, la difesa che migliora prova dopo prova. L'Atalanta post lockdown non sbaglia un colpo e ora è attesa dalla sfida con la Juve: una vittoria potrebbe aprire clamorosi scenari scudetto. Senza dimenticare che c'è un obiettivo Champions che fa sognare...

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"Questo è il gol più bello di oggi". Gian Piero Gasperini si presenta felice davanti alle telecamere, ma il suo sorriso è per la notizia dello svuotamento della terapia intensiva di Bergamo. Ora il reparto è Covid-free, si può pensare di tornare alla normalità e per i giocatori nerazzurri 'rischia' di diventare un ulteriore elemento da far girare dalla propria parte. La voglia di riscattarsi e regalare una gioia alla città in questo anno orribile è immensa, "può essere il nostro valore aggiunto, specialmente in Champions. Questa storia ci ha compattato ancora di più". Le ambizioni, infatti, aumentano ormai ogni settimana e sognare è diventato più lecito che mai. Il mister preferisce tenere i piedi per terra ("lo scudetto è nelle mani della Juve"), mentre il Papu non si pone limiti: "Ragioniamo di partita in partita, non vogliamo fermarci". E allora, perché non provarci? La testa della classifica è distante 9 punti, sabato c'è lo scontro diretto con i bianconeri e poi altre sei giornate per tentare la rimonta. A far credere nel miracolo calcistico non è solo l'entusiasmo, ma una serie di numeri che collocano l'Atalanta tra le big d'Europa.

11° successo di fila per Gasperini
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Partiamo dal record di punti nella sua storia, ormai vicinissimo. Ne mancano 6 per eguagliare il primato di 72 stabilito due stagioni fa, una formalità se si considera lo strepitoso trend dei bergamaschi post lockdown. 6 vittorie su 6 da quando è ricominciato il campionato, un en plein registrato in Europa solo da Bayern (9 su 9) e Real Madrid (7 su 7), che si ampliano a 11 successi consecutivi tra Serie A e Champions. E se la Dea vola è perché si diverte in campo, con un gioco spumeggiante che produce tantissimi gol: già 85 quelli realizzati fin qui - una rete ogni 32.82 minuti -, almeno 18 in più rispetto a ogni avversaria del campionato. La Samp era l'unica squadra con la porta rimasta imbattuta dai bergamaschi, ma anche lei si è dovuta arrendere: non c'è nessuno in Serie A a cui l'Atalanta quest'anno non abbia segnato. Tre sono i giocatori in doppia cifra, con Muriel che, grazie al gol dell'ex contro i ragazzi di Ranieri, ha raggiunto quota 17 centri. Addirittura 10 quelli siglati entrando dalla panchina, come solo Paco Alcacer (con il Borussia Dortmund nel 2018-19) era riuscito a fare prima di lui in questo secolo. Per il colombiano è la miglior stagione della carriera e fa impressione se rapportato ai soli 35 minuti per match giocati di media, con uno score che recita una rete ogni 63 minuti disputati

Muriel è il simbolo perfetto del valore della panchina di Gasperini. In quest'Atalanta, infatti, non fa differenza chi gioca perché ogni elemento rende al massimo. La profondità della rosa è diventato un fattore di straordinaria importanza per i nerazzurri, come dimostrano le 8 variazioni fatte dall'allenatore nella formazione titolare vista contro i blucerchiati rispetto all'11 che aveva vinto a Cagliari pochi giorni prima. In termini realizzativi, alle spalle di Muriel troviamo Ilicic (15 gol) e Zapata (14) ma non Gomez che, tuttavia, è il vero trascinatore di questa squadra. Trasformato da Gasp in un regista della trequarti, il Papu è l'uomo-assist per eccellenza, con 53 passaggi vincenti forniti negli ultimi cinque anni, meglio di chiunque altro.

Toloi esulta dopo il gol alla Samp
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A un passo dalla doppia cifra c'è anche Robin Gosens, fermo a quota 9. L'esterno tedesco diventa un ulteriore spunto di riflessione per sottolineare i meriti della difesa. Anzi, i doppi meriti. Quelli di evitare i gol e saperli fare. A sbloccare il punteggio contro la squadra di Ranieri è stato proprio un centrale, Rafael Toloi. A dimostrazione che, spesso, il miglior attacco è la difesa. Ma, come scritto, la retroguardia completa a tutto tondo i suoi compiti. Nell'ultimo turno di campionato, infatti, la Dea ha mantenuto la porta inviolata per la terza partita consecutiva, registrando ulteriori passi in avanti in quello che, forse, poteva essere individuato come uno dei pochi punti deboli dei bergamaschi. Anche quel gap sembra essere risolto. I ragazzi di Gasperini usano la testa in senso stretto - come evidenziato dai 13 gol realizzati per via aerea, meno solo dell'Inter - e in senso metaforico, perché dominano in campo l'avversario con energia, gioco e grinta. I numeri rispecchiano solo la forza estetica della Dea. Una forza che non intende placarsi da qui alla chiusura della stagione, con un sogno che viaggia su un doppio binario: il primo porta alla finale di Champions, l'altro porta sulla cima della Serie A. Una strada ancora in salita per arrivare a godersi un panorama meraviglioso.

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