Cagliari, Di Francesco: "Godin è un’operazione da 10"

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L’allenatore dei sardi esulta per il nuovo arrivato, forse già titolare contro la Lazio. E sul mercato: "Joao Pedro è il capitano e gioca. Per me è determinante. Nainggolan? Non parlo di chi non è nostro"

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Di Francesco felice per l'arrivo di Godin: oggi primo allenamento, domani in campo contro la Lazio, forse già dal primo minuto. Il voto all'operazione? "Dieci - ha detto l'allenatore nella conferenza stampa della vigilia - abbiamo già parlato a lungo e mi ha confermato tutte le buone impressioni che avevo, è entusiasta. Ho giocato da allenatore contro Godin e l'ho sempre ammirato: un difensore competo, per questo l'ho voluto”.

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“La Lazio? Una grande squadra, tutti parlano di Immobile perché è il cannoniere ma io mi soffermo su Luis Alberto, un grande giocatore. Ma noi stiamo lavorando sulla nostra identità, a prescindere da chi affrontiamo". Un marchio di fabbrica, il 4-3-3 che a volte, anche per le caratteristiche di Joao Pedro e Nandez, può virare sul 4-5-1. "In fase difensiva sì, ma è normale, lo fa anche il Napoli: Insigne non sta mica sempre sulla linea degli attaccanti. Certo, con le caratteristiche dei giocatori e in certe situazioni non bisogna fossilizzarci sui numeri. Ma se mi chiedete come voglio giocare dico 4-3-3".

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Tiene banco ancora il mercato. Nainggolan? "Non è nostro – ha ribadito Di Francesco - non mi piace parlare di chi non è un nostro giocatore". Joao Pedro? "E' il capitano, domani gioca sicuramente. Per me ho la certezza che sarà determinante per noi. Normale che molti lo vogliono, ha segnato 18 reti. Ma starà con noi. Anche se è vero che con il mercato non si può mai dire".

Godin: "Ho scelto Cagliari per famiglia e tradizione"

"Sono molto contento di essere qua e indossare questa maglia - ha detto Diego Godin in un'intervista diffusa dai canali social del Cagliari - non vedo l'ora di partire. Ma vengo con umiltà, con voglia di imparare e dare il mio contributo anche perché il presidente ha fatto un grosso sforzo per portarmi a Cagliari". Una città che è diventata un pezzo di Uruguay. Da Fonseca a Francescoli, dal tecnico Tabaraz a Nandez, passando da quel Pepe Herrera suocero di Godin, sono tanti gli uruguani arrivati in Sardegna. "Sono contento di essere nella città in cui è nata e cresciuta mia moglie Sofia - ha spiegato Godin – siamo uruguaiani, ma voglio vedere e vivere questa città di cui mi hanno tanto parlato. Anche i genitori di Sofia, mio suocero ha giocato col Cagliari, sono contenti di questa scelta. E' un posto dove si può stare bene, vivere felici dopo l'allenamento". "Anche la tradizione mi ha aiutato a prendere questa decisione con tanti giocatori uruguaiani che hanno giocato qui, anche l'allenatore della nazionale Tabarez è stato qui. Si è creato un avvicinamento speciale tra Uruguay e Cagliari". Una città e una squadra che possono aiutare Godin a raggiungere un obiettivo: "Voglio giocare il Mondiale fra due anni con la

Nazionale - ha spiegato - sto bene, mi sento in forma".

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