Simy e Osimhen, protesta contro la polizia nigeriana. Il significato della loro maglietta

Serie A

Michele Mastrogiacomo

Forte messaggio dell'attaccante del Crotone e di quello del Napoli dopo i gol segnati contro Juve e Atalanta: con una maglietta hanno aderito ai movimenti di protesta per le violenze perpetrate dalla polizia nigeriana contro i manifestanti che chiedevano lo sciogliemento delle SARS e la fine degli abusi di vario genere delle forze dell'ordine contro il popolo nigeriano. EndPoliceBrutalityinNigeria, l'hashtag impresso sulla maglietta esibita dai due

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Da oramai diversi anni il calcio (ma non solo) è uscito dai suoi naturali confini sportivi per farsi portatore di messaggi di importante valenza sociale e politica. Esemplare, solo per citare uno degli ultimi casi, la protesta di tantissimi giocatori di tutta Europa contro la discriminazione razziale nei confronti degli afroamericani negli Stati Uniti, vittime di tantissimi episodi di violenza, sfociati anche in veri e propri omicidi, da parte di poliziotti bianchi e sostenuta dal movimento Black Lives Matter, che ha esportato in tutto il mondo l’oramai celebre gesto del pugno alzato in posizione inginocchiata. Ma se in quel caso si trattava di un evento di portata già globale, a volte i messaggi servono anche per dare visibilità a situazioni altrettanto complicate ma meno conosciute, proprio come fatto dai nigeriani Osimhen e Simy, entrambi in gol contro Atalanta e Juventus nell’ultimo sabato di campionato. Una maglietta esibita a favore di telecamere dopo l’esultanza per la rete realizzata con un forte messaggio di condanna contro l’uso della forza da parte della polizia nigeriana (#Endpolicybrutality in Nigeria), in particolare delle Special Anti-Robbery Squad (SARS), contro i cittadini, accusata oramai da mesi di gravi violazioni dei diritti umani. 

Le magliette esibite da Simy e Osimhen

Simy, dopo la maglia il messaggio su Instagram

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“Ai nostri eroi caduti, a tutte le nostre famiglie ferite, a tutti i nostri genitori, fratelli e sorelle col il cuore spezzato, io non riesco a trovare le parole giuste per potervi confortare abbastanza dal vostro grande dolore, ma posso promettervi una cosa oggi: le nostre lacrime e quelle dei nostri Caduti non saranno invano. Il cambiamento sta per arrivare", ha scritto il giorno dopo il gol contro la Juve l’attaccante del Crotone sul proprio profilo Instagram, accompagnando poi la foto con un video delle manifestazioni di protesta collettiva.

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La situazione molto complicata che sta vivendo il popolo nigeriano è cominciata a inizio ottobre del 2019, dopo la diffusione di alcuni video nei quali un giovane veniva ucciso da un agente della Sars a Ughelli, nella Nigeria del Sud. Da lì l’inizio delle proteste, prima sui social con la diffusione dell’hashtag #EndSARS e poi per le strade con manifestazioni in tutto il paese, represse dalla polizia con gas lacrimogeni, getti d’acqua e armi da fuoco. In risposta alle prime proteste il governo nigeriano ha deciso di sciogliere le SARS - create nel 1992 con lo scopo di occuparsi delle rapine a mano armata e di altre attività criminali molto gravi, ma da sempre accusate di commettere abusi di vario genere nei confronti dei cittadini, soprattutto giovani che vorrebbero condurre uno stile di vita occidentale – ma di ricollocare i poliziotti, dopo un test psicologico, in altre forze di polizia e sostituire le SARS con altre forze speciali. Da qui il prosieguo delle manifestazioni in piazza, durante le quali decine di persone sono state arrestate e almeno in 10 hanno trovato la morte, come, come riportato da Amnesty International. 

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