Galliani: "Ibrahimovic è un totem, volevo Antonio Conte al Milan"

Serie A

Ospite, per la prima volta in vita sua, nel centro di allenamento dell'Inter, l'ex ad del Milan, oggi al Monza, ricorda il corteggiamento a Conte per portarlo in rossonero ed elogia Ibra e Pioli. Su Pirlo: "Orgoglioso di lui, un altro grande allenatore uscito dalla palestra del Milan"

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Una “sensazione molto particolare”, e non poteva essere altrimenti, per Adriano Galliani, dopo essersi ritrovato all’interno del centro di allenamento dell’Inter: “Nei 31 anni di Milan ovviamente non ci ero mai entrato, però adesso con il Monza lo posso fare e devo dire che sono stato accolto molto molto bene”, racconta sorridendo ai microfoni di Sky.

Retroscena Conte: "L'ho corteggiato"

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L’occasione per varcare quella soglia “proibita” è stata l’amichevole che il suo Monza ha disputato contro l’Inter (1-0 per i nerazzurri il finale), con la squadra dei dirigenti interisti più Antonio Conte ad accoglierlo. E proprio da un retroscena che riguarda l’attuale allenatore interista iniziano a riaffiorare ricordi: “Conte l’ho corteggiato, ma era uno degli interim-period che negli ultimi 2-3 anni hanno un po' bloccato la crescita del Milan. Se fosse capitato prima, probabilmente sarei riuscito a portare a termine il mio corteggiamento. È un grande allenatore, fa giocare bene le sue squadre. Complimenti all’Inter per averlo preso”.

Ibra un totem, ma bravo Pioli

 

Impossibile per Galliani non parlare di Milan, nonostante Berlusconi adesso sia “così tifoso del Monza che mi ha chiamato all’intervallo per sapere il risultato, che era 0-0. Il Milan è stato il suo glorioso passato, il Monza è il suo presente e il suo futuro, e il nostro sogno è portarlo per la prima volta in Serie A, speriamo già quest’anno: è un obiettivo dichiarato”. E allora è inevitabile un “amarcord” Ibrahimovic: “Ricordo bene quando ero a Barcellona 10 anni fa, ero là a prendere Ibra, giocatore straordinario in campo e nello spogliatoio, per quello che dà alla squadra. Ibra è un totem, è immortale. Bisogna dare atto a Pioli però di aver trovato la quadratura del cerchio con il 4-2-3-1, e poi sono arrivati dei ragazzi molto bravi. Ovviamente anche se in questo momento sono al centro d'allenamento dell’Inter, continuo a rimanere milanista, dopo 31 anni non si può cambiare bandiera”, continua a scherzare Galliani.

Pirlo? "Scuola Milan"

 

E restando in tema “scuola Milan”, si passa a Pirlo: “I risultati di Pirlo in bianconero risentono esclusivamente dell’assenza di Ronaldo: con lui la Juventus avrebbe vinto a Crotone e contro il Verona. Quello che mi rende molto orgoglioso è che Andrea Pirlo è un altro dei ‘nostri’ ragazzi che sono diventati grandissimi allenatori. Se contate quanti ex giocatori del Milan sono diventati grandi allenatori, siamo una grande palestra. L’avevo incontrato tre giorni prima della nomina da allenatore, e gli avevo detto che era un predestinato e che sarebbe arrivato alla prima squadra, ma francamente non mi aspettavo in tre giorni facesse il salto dall'Under 23 alla prima squadra. Fin da giocatore però si capiva che sarebbe diventato un grande allenatore, e lo diventerà sicuramente”.

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