Juventus-Roma, le chiavi tattiche della sfida

Serie A

Federico Aquè

Juventus e Roma sono squadre molto diverse da quelle che si incontrarono lo scorso anno. Per entrambe lo scontro diretto è fondamentale per dare una svolta alla propria stagione. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Serie A e Sky Sport 251 sabato 6 febbraio alle 18

JUVE-ROMA LIVE

Febbraio è un mese cruciale per la Juventus, ricco di partite decisive. L’andata degli ottavi di Champions League contro il Porto, la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, e poi due scontri diretti in campionato a distanza di una settimana, contro la Roma e il Napoli. Insomma, in questo mese la squadra di Pirlo darà una direzione chiara alla sua stagione, in un senso o nell'altro. Per adesso le cose sono andate bene, con il successo per 2-1 nell’andata della semifinale contro l’Inter. Per arrivare alla quinta finale di Coppa Italia nelle ultime sei stagioni, ai bianconeri basterà quindi difendere a Torino il vantaggio costruito dalla doppietta di Cristiano Ronaldo.

 

Prima della sfida di ritorno con i nerazzurri c’è però la partita contro la Roma, che invece è già andata incontro a un paio di settimane difficili che hanno cambiato la stagione. Prima c’è stata infatti la pesante sconfitta nel derby contro la Lazio, poi è arrivata l’incredibile eliminazione in Coppa Italia contro lo Spezia, maturata prima sul campo e poi anche a tavolino, perché Paulo Fonseca aveva effettuato una sostituzione in più rispetto a quelle consentite. Ad aggiungere tensioni è quindi arrivato lo scontro tra Edin Dzeko e l’allenatore portoghese. L’attaccante ha saltato le ultime due partite, è andato vicino alla cessione in due strani scambi ipotizzati con l’Inter, prima con Eriksen e poi con Sánchez, ma alla fine è rimasto e dovrebbe tornare a disposizione a partire dalla sfida con la Juve. Il giocatore bosniaco, però, non sarà più il capitano, come ha confermato in una conferenza stampa il general manager Tiago Pinto.

 

Almeno in campo sono arrivati segnali positivi con le vittorie contro Spezia e Verona, ma in un momento così delicato l’incrocio con la Juve è ancora più importante del solito. Per il morale, per far crescere la fiducia attorno la squadra, e ovviamente per la classifica. Con una vittoria la Roma consoliderebbe il terzo posto allontanando i bianconeri, una sconfitta renderebbe ancora più incerta la lotta per la Champions League. I giallorossi verrebbero superati dalla Juventus e rischiano di essere raggiunti anche dal Napoli e dalla Lazio.

 

Un girone fa, nella gara d’andata, la Roma era riuscita a mettere in difficoltà i bianconeri. Certo, il percorso di Andrea Pirlo era appena all’inizio e la sua squadra era ancora in costruzione. Le fasce erano occupate da Kulusevski a destra e da Cuadrado a sinistra, e in mezzo al campo Pirlo aveva rinunciato sia a Bentancur che ad Arthur, scegliendo la coppia formata da McKennie e Rabiot. La manovra bianconera, anche a causa delle caratteristiche dei due centrali di centrocampo schierati da Pirlo, non era stata brillante. Con il suo pressing la Roma era riuscita a recuperare la palla in zone favorevoli e a costruire delle occasioni pericolose in ripartenza. Da un recupero nella trequarti della Juve era arrivato ad esempio il calcio di rigore che, trasformato da Veretout, aveva portato in vantaggio la squadra di Fonseca.

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Ramsey si era abbassato per iniziare l’azione, ma il passaggio verso McKennie viene intercettato da Veretout. La ripartenza successiva si chiuderà con il fallo di mano di Rabiot sul tiro di Veretout.

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Stavolta la Roma si troverà di fronte una Juventus diversa, più solida e con abbinamenti più sicuri nei vari reparti. A centrocampo si è affermato Bentancur come vertice basso davanti ai difensori durante la prima costruzione, ma l'uruguagliano è squalificato ed è quindi probabile che al centro verrà utilizzata la coppia Arthur-Rabiot. Con il primo, che appoggia di più la manovra e coinvolge i compagni attorno con scambi corti, la Juve ha un palleggiatore in più che può ordinare la circolazione dalla difesa alla trequarti. Rabiot invece di solito è scelto quando Pirlo vuole alzare il livello dal punto di vista fisico, e rinuncia quindi a un po’ di palleggio per avere un giocatore più abile in conduzione e negli uno contro uno. McKennie poi non gioca più al centro ma in un ruolo ibrido, da esterno del 4-4-2 in fase difensiva e da mezzala in possesso, non interviene troppo sulla manovra ma la migliora con i suoi movimenti senza palla.

 

Le fasce sono invece occupate da Cuadrado a destra e da Chiesa a sinistra. Il primo è un riferimento decisivo a ogni altezza del campo, sia in uscita dalla difesa che più avanti come rifinitore, il secondo viene cercato di più in isolamento con cambi di gioco e chiude di più l’azione. Chiesa è in un buon momento di forma e nelle ultime 5 partite ha segnato 4 gol.

 

Sarà insomma una Juventus diversa, sia nei giocatori che nelle loro posizioni, ma è probabile che lo scontro tattico sarà simile a quello della gara di andata. I bianconeri sono abituati a tenere sotto controllo le partite dominando il possesso, la Roma invece si trova meglio in contesti più disordinati, quando la palla passa velocemente da un lato all’altro del campo, le distanze tra le linee si allungano e ha più spazio per i suoi contrattacchi fulminei.

 

L’assenza di Pellegrini, squalificato, potrebbe però cambiare il sistema di pressioni che la Roma aveva utilizzato nella sfida di andata. Al posto del trequartista romano potrebbe infatti giocare Cristante, e i giallorossi perderebbero quindi un giocatore avanzato che pareggia la linea di tre difensori formata dalla Juve in fase di possesso. In cambio avrebbe maggiore copertura al centro del campo, con Cristante che si aggiungerebbe a Villar e Veretout. Con un piccolo accorgimento, la Roma potrebbe però alzare un centrocampista e replicare il sistema di pressioni che aveva funzionato all’andata. O magari Fonseca, per non toccare il sistema, sta pensando di riportare Cristante sulla trequarti, nel ruolo in cui il numero 4 giallorosso ha giocato la migliore stagione della carriera, tre anni fa con l’Atalanta, anche per avere nell’area avversaria un giocatore abile sui palloni alti.

 

Forse cambieranno l’altezza e i meccanismi del pressing ma è comunque poco probabile che la Roma punti ad aspettare bassa e a difendere posizionalmente. La pericolosità dei giallorossi non sarebbe così elevata - per qualità delle occasioni create, secondo il modello di xG la squadra di Fonseca è la migliore del campionato - se abbassasse i suoi trequartisti a rendere più solido il blocco difensivo, e quindi se non li avesse come riferimenti avanzati da cercare subito dopo aver recuperato la palla. Vale soprattutto per Mkhitaryan, il giallorosso più pericoloso e importante, per la facilità con cui avanza palla al piede, nelle transizioni offensive.

 

Se è vero che rispetto a un girone fa ha maggiori certezze ed è più sicura nella circolazione della palla, la Juventus ha ancora alcuni limiti particolarmente invitanti per una squadra pericolosa in ripartenza come la Roma. I bianconeri tendono ancora a commettere ingenuità nelle prime fasi dell’azione, e quindi a concedere facili occasioni agli avversari, e a sbilanciarsi quando attaccano, come ha mostrato anche l’ultima sfida in Coppa Italia contro l’Inter. Il gol subito da Lautaro Martínez è una ripartenza con la metà campo scoperta e i due difensori centrali, de Ligt e Demiral, rimasti in parità numerica contro gli attaccanti nerazzurri. E nel secondo tempo, sul risultato di 2-1, un errore di Bentancur nel primo tocco ha concesso una grande occasione a Sánchez, il cui tiro è stato deviato a pochi passi dalla linea da Demiral.

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Sul cross di Alex Sandro, fuori inquadratura, in area ci sono quattro bianconeri, ma non Cristiano Ronaldo, che invece è poco fuori. Il portoghese svuoterà quella zona appena prima della respinta di Skriniar, e così Vidal sarà libero di lanciare lungo su Sánchez in campo aperto. Poco dopo l’Inter passerà in vantaggio con il gol di Martínez.

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In questa stagione la Juventus è sembrata più fragile che in passato ma è anche riuscita ad alzare il livello e a fare sue molte partite importanti - le vittorie per 3-0 a Barcellona e per 3-1 contro il Milan, quella in Supercoppa italiana contro il Napoli e l'ultima in Coppa Italia contro l'Inter. Certo, ci sono state brutte sconfitte come la gara di andata con il Barcellona e il 2-0 subito in campionato dall’Inter, ma il suo rendimento nelle grandi partite è stato senza dubbio più solido di quello della Roma, che invece non ha ancora vinto contro una delle prime sette squadre in campionato. Farlo adesso contro la Juve aiuterebbe forse a mettersi alle spalle tutte le tensioni delle ultime settimane.

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