Pirlo dopo Juve-Genoa "La mia stagione? Mi do un 6 di stima, potevo dare di più"

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Dopo la vittoria contro il Genoa, l'allenatore della Juventus fa un bilancio della sua stagione fin qui: "Tutti gli allenatori sono sempre sotto esame e io in particolare perché sono alla prima esperienza. Un voto al mio lavoro? Un 6 di stima perché sinceramente potevo fare di più". Sul nervosismo di Ronaldo: "Normale, è un campione e vuole sempre lasciare la firma"

JUVE-GENOA: GOL E HIGHLIGHTS

Un primo tempo praticamente perfetto, poi una serie di disattenzioni che rischiano di mettere in pericolo quanto di buono fatto e la vittoria messa al sicuro solo grazie a un “regalo” degli avversari. Due Juve nella stessa partita, e inevitabilmente è quella dei primi 45’ la preferita da Andrea Pirlo. “Avevamo interpretato bene la gara, partendo con l’atteggiamento giusto, e sembrava tutto facile; poi abbiamo sofferto per un calo di concentrazione, cosa già capitata in altre occasioni”, il commento alla gara dell’allenatore della Juventus. “Nella ripresa siamo rientrati cercando di fare la partita e invece ci siamo abbassati troppo, rischiando"

"Sono sempre sotto esame"

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La Juve esce così dall’incrocio col Genoa conservando il terzo posto solitario, lontana ancora 12 punti dalla vetta perché “purtroppo è capitato di perdere punti per strada in partite sulla carta abbordabili e ci siamo complicati la vita. La mia idea di calcio è quella di poter dominare di più il gioco e avere una certa pressione: per varie vicissitudini quest’anno non siamo sempre riusciti a interpretarla ma continuo a lavorare in questa direzione”, prosegue Pirlo. “Io sotto esame? Tutti i giorni bisogna sentirsi sotto esame perché se si vuole migliorare bisogna cercare di perfezionarsi e ogni gara è importante per crescere. Tutti gli allenatori sono sotto esame e io in particolare perché sono alla prima esperienza, ma le difficoltà mi portano a lavorare ancora di più e a cercare di migliorare. Un voto al mio lavoro fin qui? Un 6 di stima perché sinceramente potevo fare di più e quando non raggiungi certi risultati il primo responsabile è l’allenatore, e devo lavorare per fare meglio”.

"Il nervosismo di Ronaldo? Normale per un campione"

All'interno di una prova comunque più che positiva, l'unica nota stonata è così il nervosismo di Cristiano Ronaldo, beccato in più occasioni a sbuffare o allargare le braccia durante la partita. Il motivo? Quando non trova il gol inizia a spazientirsi. L’ha fatto a lungo nel corso della gara, a partire dal 22’ quando, dopo la parata di Perin su Chiesa, il suo facile tap-in finisce sul palo (in occasione del 2-0 di Morata). E poi di nuovo un contropiede condotto da Chiesa che, potendo scegliere, opta per il passaggio a Morata anziché a lui. "Normale che ci tenesse a fare gol", commenta Pirlo, "soprattutto vedendo che la partita si era messa in un certo modo: fa parte dell’atteggiamento dei campioni che vogliono sempre lasciare il segno”.

Ronaldo
©Getty

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Anche Kulusevski, autore del gol che ha sbloccato immediatamente la partita, ai microfoni di Sky riconosce come ci possa stare, ogni tanto, un "turno di riposo" per Ronaldo, che veniva comunque da due gol nelle ultime due gare contro Torino e Napoli. “Tutti dobbiamo fare il nostro, mica deve sempre risolvere tutto Ronaldo. Anche oggi lui ha dato tantissimo anche non segnando perché è un campione e noi dobbiamo aiutarlo a vincere”.

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