L'allenatore rossonero è partito dal ricordo del presidente Commisso: "Uomo di sport e passione". Poi i temi di campo: "Pavlovic difficilmente ci sarà. Gimenez è ancora fuori, gli altri stanno tutti bene. Farò dei cambi, ma non so ancora quali. L'obiettivo resta la Champions. Camarda è uno che può stare nella rosa del Milan. Noi fortunati? La fortuna è una componente della vita. Più vai a cercartela, meglio è"
Come ricorderà questo gruppo rispetto agli altri gruppi che ha avuto in passato?
"Intanto spero di ricordarmelo tra tanto tempo, molto più avanti (ride, ndr). Ho avuto la fortuna di allenare buoni giocatori e grandi giocatori. E dei grandi gruppi diventati grandi squadre, vincenti. Sono legato a tutti, la bellezza di questo lavoro è che viviamo tutti insieme una grande annata. Tra squadra, cuochi, dottori, magazzinieri siamo circa settanta, e conta ognuno di noi. Dobbiamo raggiungere l'obiettivo tutti insieme".
Quanto sarà importante domani avere pazienza?
"Soprattutto quando abbiamo la palla, se siamo frenetici diventiamo più vulnerabili anche in fase difensiva".
Spesso rimontate da svantaggio, che segnale è?
"Il segnale che, ogni tanto, dovremmo andare noi in vantaggio. Ho visto un bel Lecce, i risultati non lo stanno premiando".
Nella sua ultima Juve aveva chiuso l'andata al secondo posto, poi il mercato non aiutò. Il segnale di ambizione del Milan può essere soprattutto il rinnovo di Maignan?
"La società è ambiziosa con l'obiettivo di tornare a giocare la Champions, e di essere competitiva per le prime quattro posizioni ogni anno. Poi ricordiamoci che è arrivato Fullkrug. Mercato? Fare arrivare giocatori che non migliorano la rosa non avrebbe senso".
Quanto è maturata la squadra da luglio?
"E' maturata, sì, fin da subito. Poi abbiamo perso un po' di solidità in alcuni momenti".
È un momento che Leao la fa più esaltare o arrabbiare? E dove arriverà Leao?
"Dove arriverà? Dipende da lui. È nella normalità che un giocatore come lui sia decisivo, l'unica cosa è che deve migliorare la condizione, perché si mette a disposizione ma non sta benissimo".
Come ha visto la difesa a quattro? Saelemaekers può fare il terzino?
"Lo vedremo, può. C'è anche Athekame. Ma pensiamo al Lecce".
Quanto è importante un giocatore come Fullkrug?
"Aveva problemi al dito e ha giocato, lottando. È un giocatore che trascina gli altri nei momenti di difficoltà".
Cosa le sta piacendo di più del Milan? E dove deve migliorare?
"Sicuramente migliorare nella gestione della palla e nella costruzione sotto pressione. Tutti i giorni lavoriamo e cerchiamo di migliorare, non esaltiamoci perché siamo secondi ma pensiamo solo a domani. E così via a tutte quelle dopo. Stiamo zitti, affrontiamo con lucidità le difficoltà e lavoriamo per la continuità di risultati. Una squadra che vale 8 in estate non può valere 5 a dicembre, deve tenere lo stesso ritmo e l'attenzione alta".
La scelta del rigorista è stata decisiva?
"Diciamo che sono stato fortunato, ho chiesto a Nkunku di tirare e ha segnato. Sono 2-3 i rigoristi, ci sono anche Pulisic e Leao. Non ha tirato benissimo, menomale che è andata dentro…"
Quanto sente sua la squadra, anche alla luce dell'1-3 di Como?
"Abbiamo iniziato un lavoro, sapendo che la partenza era migliorare la fase difensiva. Dobbiamo ancora cercare di diminuire i gol presi. Col Como nel primo tempo eravamo lunghi e loro ci hanno creato difficoltà negli spazi. Dopo il pari è cambiata la partita e siamo cresciuti fisicamente".
Fabregas ha detto che, rigiocando dieci volte, il Como avrebbe vinto otto volte… E le dà fastidio sentire che la sua squadra è fortunata?
"La fortuna è una componente della vita. Più vai a cercartela, meglio è. Penso sia una mancanza di rispetto parlare di fortuna, per tutti noi. Ma non perdiamo di vista l'obiettivo finale. Una qualità della squadra è l'umiltà di capire i propri limiti. Fabregas? È un allenatore giovane e ha già fatto tantissimo, avrà una carriera luminosa. Nel calcio è difficile usare i se e i ma, c'è stata una bella partita interpretata bene da entrambe".
Fofana gioca quasi sempre, è fondamentale? E Maignan è il miglior portiere del mondo?
"Non saprei, perché di portieri non me ne intendo tanto. Ma è sicuramente importante: è capitano, è un giocatore internazionale — e il Milan ha bisogno di giocatori internazionali. Le parate che fa sono una normalità, questo la dice lunga sul suo livello. Fofana sta facendo bene, è un ragazzo che ci dà dentro. Poi ci sono momenti dove le cose vanno bene o meno bene, ma il fatto che sia sempre a disposizione è la cosa più importante".
Camarda può diventare quello che è Pio Esposito nell'Inter?
"Ma gioca nel Lecce… Non è con noi, parliamo dei nostri. Nelle giovanili del Milan vedo buoni ragazzi, tra il 2010 e il 2012. Ne nomino quattro: Camarda, Bartesaghi, Comotto e Torriani vengono tutti dal settore e hanno esperienza. Sono quelli che possono stare in futuro nella rosa del Milan. Penso che la società abbia fatto bene a mandare Camarda e Comotto a giocare in prestito".
Quale big può riposare?
"Ho detto che farò dei cambi ma non so nemmeno io quali saranno (ride, ndr). Vediamo quelli che hanno recuperato. Vediamo Leao come starà, appena si toglierà il fastidio che ha all'adduttore potrà e dovrà fare meglio. Fullkrug ha un peso specifico importante. Conterà molto anche la panchina. Ora i margini di errore sono minori".
Lei parla di obiettivo Champions, ma la classifica dice che siete tutti lì. Secondo lei cosa hanno di più Inter e Napoli?
"E' una questione degli ultimi anni. L'Inter ha sempre o vinto lo scudetto o finita seconda. Il Napoli ne ha vinti due negli ultimi tre anni. E noi abbiamo cambiato il 55% della rosa. Il futuro del Milan passa attraverso il risultato finale e dall'entrare nelle prime quattro. Il calcio italiano, per come è fatto, non permette a livello economico a una big di rimanere fuori dalle prime quattro. È una responsabilità".
Cosa manca in partite contro le piccole?
"Si può e si deve migliorare tutto. Servirà ordine, pazienza, compattezza e concretezza. Sono queste le cose che ti fanno vincere le partite".
Ci fa il bollettino medico e stanchezza, soprattutto su Leao e Modric? È vero che aveva detto alla squadra che Como era uno snodo della stagione? E sulla questione risultatisti contro giochisti cosa ci dice?
"Vero, col Como era una partita da snodo campionato, dovevamo stare nel treno delle quattro Champions. Risultatisti e giochisti? A Como è stata giocata una bella partita, interpretata in modo diverso. Maignan ha fatto grandi parate e siamo stati bravi a portare a casa il risultato, era importante quello. Bollettino? Pavlovic difficilmente ci sarà. Gimenez è ancora fuori, gli altri stanno tutti bene. Chiaramente domani ci saranno dei cambi visto il calendario, ma conta spirito e voglia di arrivare all'obiettivo, cioè tornare in Champions. Che è la cosa che conta. Giocando bene o meno bene, serve ottenere risultato, ed è la lettura della partita che è importante in questo senso".
Che partita sarà?
"Il Lecce viene da due ottime partite, e molto buona l'ha fatta con l'Inter. Ha sofferto il giusto senza subire tantissimo. Nelle ultime tre in casa abbiamo fatto una vittoria e due pari, quindi dobbiamo tornare a vincere in casa, perché poi a San Siro ci ritorniamo il 22 febbraio. Serve anche per dare seguito a quanto fatto a Como".
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