Addio a Rocco Commisso: la storia, il Viola Park e i colpi di mercato della sua Fiorentina
1949-2026Introduzione
Era entrato nel mondo del calcio fin da giovanissimo nella sua America, lì dove lo chiamano soccer. Alla Columbia si forma come studente e gioca coi Lions negli anni Sessanta e Settanta riscrivendo la storia calcistica di una delle università più prestigiose degli Usa. Acquista i Cosmos che furono di Pelé e si presenta a Firenze con empatia e calore: "Io sono un tifoso, chiamatemi Rocco", era l'estate del 2019. Alla prima al Franchi sventola una bandiera a stelle e strisce a tinte viola. Con lui la Fiorentina fa tre finali, vince tantissimo a livello giovanile, tra colpi record (Nico Gonzalez) e cessioni record (Vlahovic alla Juve). La sua grande eredità è il Viola Park che porta il suo nome
Quello che devi sapere
Il calcio fin da giovanissimo
Nato il 25 novembre 1949 a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, si era trasferito da bambino con la famiglia negli Stati Uniti. Prima il diploma alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967, poi il calcio che entra nella sua vita: proprio giocando al "soccer" vince una borsa di studio alla Columbia University, dove poi ottiene la laurea in ingegneria industriale e un MBA.
Commisso gioca, eccome, a calcio. Lo fa coi Columbia Lions tra il 1967 e il 1970, facendo parte di una squadra di matricole che concluse la stagione da imbattuta. E' stato anche co-capitano nel 1970, l'anno che portò la Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff NCAA. E nel 1972 era stato addirittura invitato a sostenere un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi.
In America uno stadio porta il suo nome
Per tanti anni Commisso è stato un sostenitore e finanziatore della Columbia: in questo periodo il programma di calcio maschile è diventato uno dei più vincenti della Ivy League — la nota conferenza sportiva della NCAA costituita da otto prestigiose università private degli Stati Uniti. Commisso ha poi co-fondato "Friends of Columbia Soccer" e ne è stato presidente dal 1978 al 1986: con lui la Columbia ha vinto otto titoli Ivy consecutivi ed è diventata l’unica università della Ivy League ad aver disputato la finale del campionato NCAA. Nel 2013 la Columbia gli ha intitolato il proprio stadio, The Rocco B. Commisso Soccer Stadium.
Il primo club: i Cosmos che furono anche di Pelé
È nel gennaio del 2017 che Commisso entra ancora di più nel mondo del calcio ma, questa volta, sotto una nuova veste. E' infatti l'anno in cui Commisso acquisita una quota di maggioranza dei New York Cosmos, diventandone il presidente. I Cosmos sono un simbolo storico del calcio americano: otto titoli professionistici e fenomeni del gioco come Pelé, Beckenbauer, Chinaglia e Carlos Alberto tra i suoi ex storici. Nel luglio 2025, i New York Cosmos sono stati acquisiti da North Jersey Pro Soccer, con sede a Paterson, New Jersey e la famiglia Commisso mantiene una quota di minoranza nel club.
L'acquisto della Fiorentina: "Chiamatemi Rocco"
Quindi l'arrivo in Italia. Il magnate italo/americano acquista il club viola il 6 giugno del 2019 dai Della Valle, riuscendo ad arrivare due volte in finale di Conference League e una volta in finale di Coppa Italia, pur senza riuscire nell'impresa di portare un trofeo che a Firenze che manca dal lontano 2001. "Io sono un tifoso, chiamatemi Rocco" - erano state le prime parole che pronunciò rivolgendosi alla città di Firenze quando lo accolsero per la presentazione ufficiale.
Alla prima in casa di quella stagione (contro il Napoli) si era presentato così: bandiera americana a stelle e strisce a tinte viola. Inizia la sua storia a Firenze.
I 7 allenatori viola della sua era e il legame con Barone
Da allora la Fiorentina, sotto la sua gestione, ha vissuto momenti di soddisfazioni ed altri di delusioni, con diversi allenatori, da Montella a Iachini, da Prandelli a Italiano fino a Palladino, Pioli e adesso Vanoli. Affidando l'organizzazione della società a Firenze all'amico e braccio destro Joe Barone, nel ruolo di direttore generale, la cui improvvisa scomparsa, il 19 marzo 2024, gli procurò un dolore immenso lasciandogli un vuoto incolmabile. Sotto la sua gestione la Fiorentina ha conquistato — in sei stagioni — un 10°, 13°, 7°, 8° 8° e 6° posto in A.
Il successo del Viola Park
Al di là dei risultati sportivi c'è una legacy — il concetto di 'eredità' molto caro alla cultura americana — che va oltre i trofei e le finali. Con Commisso a Firenze è nato il Viola Park, il più grande centro sportivo in Italia e fra i maggiori d'Europa che porta il suo nome, 22 ettari a Bagno a Ripoli in cui si allenano la prima squadra, quelle femminili e le giovanili. Un investimento da milioni di euro. Un progetto lodato e profondamente ammirato da tutto il mondo del pallone.
Le tre coppe sfiorate
La stagione sportiva 2022/23 resta, senza dubbio, la più memorabile, quella con Vincenzo Italiano in panchina che portò a una doppia finale. Coppa Italia e Conference League. La Fiorentina, guidata dai gol di Cabral, Nico Gonzalez e Jovic sfiorò i due trofei. In finale di Coppa Italia vinse l'Inter 2-1 in rimonta, nonostante il gol in apertura di Nico Gonzalez, pareggiato e sorpassato dalla doppietta di Lautaro Martinez. Dopo un lunghissimo percorso partito dagli spareggi di agosto contro il Twente — e durato la bellezza di 17 partite — finisce con amarezza anche la Conference: a Praga, il 7 giugno del 2023, il West Ham la spunta con un gol al 90' di Bowen.
La Viola di Commisso si ripete l'anno successivo: ancora Conference, ancora con Italiano in panchina, ancora partendo dagli spareggi di agosto (e ribaltando al 90' il ko dell'andata in terra austriaca). Epica la doppia semifinale col Bruges decisa negli ultimi minuti, sia all'andata che al ritorno, prima di un nuovo epilogo sofferto: la sconfitta contro l'Olympiacos in finale a quattro minuti dai rigori.
Da Nico alle super cessioni: i colpi storici
La prima estate del Commisso presidente è quella del 2019. Il colpo più caro è Pulgar dal Bologna per 12.3 milioni di euro, poi è autentico show nel mercato del gennaio 2020: sei gli acquisti portati a termine nella finestra invernale, cinque nelle quarantotto ore prima del gong e con oltre 70 milioni spesi (Kouamé, Duncan, Igor, Amrabat e Agudelo). L'estate successiva piazza il colpo Martinez Quarta dal River e accoglie Bonaventura dal Milan, oltre a Borja Valero dall'Inter e Callejon dal Napoli.
È a firma Commisso l'intuizione di portare Nico Gonzalez in Italia: estate 2021, il colpo più caro della sua gestione e dell'intera storia della Fiorentina, con più di 27 milioni sborsati allo Stoccarda. Nel gennaio 2022 cede Vlahovic alla Juve per più di 80 milioni, firmando la più grossa entrata di mercato di sempre nella storia del club (anche di più dei 57 per Chiesa, sempre in bianconero qualche anno prima).
I giovani valorizzati
Tra gli altri colpi più celebri dell'era Commisso ci sono Cabral — mattatore dell'Europa League del 2023 — Ikoné, Luka Jovic, preso a zero dal Real, un Kean ritrovato e di nuovo dominante in zona gol, Gudmundsson, Gosens. Per non parlare dei giovani formati nel club e lanciati in prima squadra, su tutti Comuzzo; ma anche Fortini o Kayode, poi venduto per ben 17 milioni al Brentford.
I risultati a livello giovanile
"Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti" recita il sentito messaggio di addio del club Viola. E infatti la promozione del calcio a livello giovanile — già emerso nella sua attività alla Columbia — è stata una delle stelle polari del percorso di Commisso. Dalla stagione sportiva 2019/20 in poi — cioè dalla gestione di Commisso — la Fiorentina ha messo in bacheca quattro Coppe Italia Primavera e due Supercoppe Primavera.
Quella volta che suonò "La prima cosa bella" alla fisarmonica
Perché anche questo era Rocco Commisso. Aprile 2025, a pochi giorni al ritorno dei quarti di Conference League contro il Celje la dirigenza del club viola si era ritrovata in una pizzeria di Prato con presenti il ds Pradè, il dg Ferrari, Palladino e, ovviamente, il presidente Rocco Commisso, insieme alla moglie Catherine. Durante la serata, Commisso aveva intrattenuto gli ospiti suonando la fisarmonica sulle note di "La prima cosa bella".
