L'allenatore del Milan commenta la vittoria sul Lecce che lascia i rossoneri in scia dell'Inter: "Siamo partiti per cercare di stare tra le prime 4, i ragazzi sanno qual è il nostro obiettivo, ma dobbiamo lavorare perché abbiamo fatto buone cose ma non è ancora abbastanza. Bisogna essere più precisi e più cattivi". Sul discorso fortuna: "Se mi dicono che sono fortunato sono anche contento"
Massimiliano Allegri è soddisfatto per il successo sul Lecce che riporta il Milan a -3 dall'Inter capolista ma allo stesso tempo invita a rimanere con i piedi per terra: "Lavoriamo perché siamo partiti per cercare di essere tra le prime 4 con un gruppo di giocatori che è cambiato per il 55% -dice - Stiamo facendo delle buone cose ma ancora non basta, ora ci sono tre trasferte importanti e da qui passerà il nostro futuro, bisogna recuperare energie mentali". Un Milan che, però, adesso può contare anche sulla crescita dei nuovi: "Ci sono giocatori in crescita come Estupinan, Jashari che ha fatto una buona partita, lo stesso Fullkrug e pi bisogna migliorare. Cosa? Bisogna migliorare perché bisogna essere più precisi negli ultimi 20 metri e più cattivi sottoporta".
"Se mi dicono che sono fortunato sono molto contento"
L'obiettivo di inizio stagione, è stato più volte detto, è la qualificazione alla prossima Champions League, tuttavia la classifica permette di poter guardare anche un po' più in alto: "E' un gruppo che sa dove deve arrivare, dove deve lavorare, cioé sui nostri limiti che sono i nostri punti di forza - spiega - I limiti sono punti di forza perché si lavora su quelli per andare oltre e migliorarci. Anche Leao, nel primo tempo ha attaccato bene la linea e nel secondo tempo ha fatto due giocate tecniche meravigliose, sta migliorando la sua condizione". Tornando sul discorso della fortuna: "Conta nella vita in generale, speriamo non mi abbandoni, si diceva che è meglio stare con quelli fortunati che con quelli bravi e se mi dicono che sono fortunato sono molto contento". Infine, Milan migliorato anche nel difendere i cross avversari: "All'inizio subivamo molti cross perché eravamo troppo lontani dalla palla e non in traiettoria".
