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Riforma del calcio in Italia: i dettagli della prima bozza del ddl

i dettagli

Introduzione

La prima bozza del ddl "riforma calcio" punta ad affrontare e dare soluzioni alle "gravi criticità strutturali del sistema". È firmato dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi e — tra i tanti obiettivi — ci sono la sostenibilità del settore, la valorizzazione di vivai, la crescita di giovani talenti, il tema delle infrastrutture, ma anche quelli legati alle scommesse e alla pirateria audiovisiva. Tra le proposte: una nuova ripartizione dei diritti tv, un fondo per la valorizzazione dei settori giovanili e la riduzione del compenso ai procuratori. Previsto anche il commissariamento della Figc per due anni, prorogabile di uno. Ecco cosa contiene, articolo per articolo

 

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Quello che devi sapere

Cos'è la prima bozza e quali sono gli obiettivi

È un documento, una prima bozza, appunto, di un ddl che si assume il compito di affrontare e dare soluzioni contro "le gravi criticità strutturali del sistema calcio italiano". È firmato dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi. L'obiettivo del ddl è "rendere sostenibile il settore calcio in modo strutturale, senza aiuti di stato, favorendo l’interesse collettivo nazionale per la valorizzazione di vivai, la crescita di giovani talenti selezionabili in Nazionale e la realizzazione di infrastrutture", ma prevede anche "altre disposizioni in materia di lavoro sportivo, scommesse e contrasto alla pirateria audiovisiva". Nel documento viene specificato che questa prima bozza "resta aperta ad eventuali contributi e proposte".

Quali sono le criticità del sistema

Sono quelle già evidenziate dal 'Dossier Gravina', la relazione — pubblicata lo scorso aprile — sui problemi del calcio italiano e le difficoltà di riforme. In sintesi:

 

  • Bassa percentuale di italiani e giovani in campo
  • Impoverimento della qualità tecnica e dispersione del talento
  • Insostenibilità economica del sistema
  • Gap infrastrutturale crescente
  • Incapacità di fare sistema

 

Qui l'approfondimento completo del Dossier Gravina

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I punti per riformare il calcio italiano

Nella prima bozza del ddl — si legge — sono principalmente due le linee di intervento: "una per attivare maggiori entrate al settore calcio (articoli 1-4), l’altra per ridurne i costi (articoli 5-6)". Infine, nella prima bozza è presente anche un ultimo articolo (7) introdotto "come strumento attuativo funzionale ad attuare quelle riforme necessarie al superamento dei vincoli che hanno fino ad ora ingessato il sistema", cioè il commissariamento della Figc.

 

In sintesi, questi sono i punti chiave della prima bozza:

 

  • Recupero dei diritti sulle scommesse sportive dell'ex quota “Schedina Totocalcio”
  • Contrasto alla pirateria audiovisiva
  • Modifica dei criteri di ripartizione delle risorse per i diritti audiovisivi
  • Riforma del lavoro sportivo
  • Introduzione di un tetto massimo delle percentuali riconosciute ai procuratori 
  • Commissariamento straordinario

Una nuova ripartizione dei diritti tv (art. 2)

Ma, ora, addentriamoci nel testo della prima bozza. Il secondo articolo (il primo si occupa del tema degli obiettivi che abbiamo appena visto) si occupa delle "modifiche al decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9", cioè la legge Melandri, e prevederebbe l'introduzione di un sistema denominato 'Parametri di Valorizzazione e Sostenibilità (PVS)'.

 

In tal senso, almeno il 15% delle risorse derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi verrebbe distribuito in base a criteri specifici del PVS, in questo modo:

 

  • 50% per la valorizzazione del settore giovanile sia maschile che femminile. I parametri sarebbero: "numero di minuti giocati in campionato da calciatori U21 formati nel club per almeno cinque anni e selezionabili per la Nazionale, numero di calciatori formati nel club ceduti ad altre società con plusvalenze, investimenti certificati nel settore giovanile e nelle strutture di formazione"
  • 30% per la sostenibilità economica. I parametri sarebbero: "assenza di perdite di esercizio per almeno due stagioni consecutive, rapporto tra indebitamento e patrimonio netto, puntualità nei pagamenti verso dipendenti"
  • 10% per l'utilizzo di calciatori italiani per le squadre maschili e femminile. I parametri sarebbero: "percentuale di minuti giocati in campionato da calciatori selezionabili per la Nazionale, numero di calciatori italiani convocati nelle Nazionali maggiore e giovanili"
  • 10% per la qualità delle infrastrutture. I parametri sarebbero: "proprietà o concessione di lungo periodo dello stadio, presenza di una seconda squadra iscritta ai campionati professionistici anche femminili o dilettantistici, certificazioni ambientali e sociali degli impianti"
  • Inoltre, una quota del 5% sarebbe attribuita a titolo di premialità "alle società che presentano bilanci in utile o in pareggio per almeno tre esercizi consecutivi".

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Un fondo per la valorizzazione dei settori giovanili (art. 3)

L'articolo 3 della prima bozza prevedrebbe la creazione del 'Fondo per il potenziamento dei settori giovanili e dell'impiantistica sportiva di base'. Come funzionerebbe? Il fondo sarebbe alimentato da una quota "pari al 10% dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative dell'AGCOM per la pirateria audiovisiva". Ancor più nel dettaglio, i proventi del fondo sarebbero riservati a:

 

  • "investimenti nei settori giovanili delle società sportive, con priorità per le società dilettantistiche e per quelle operanti in aree geografiche svantaggiate"
  • "sviluppo e potenziamento dei centri federali territoriali e delle scuole calcio federali"
  • "realizzazione, ristrutturazione e ammodernamento di impianti sportivi destinati all'attività calcistica giovanile e dilettantistica, con particolare attenzione all'accessibilità per persone con disabilità e alla sostenibilità ambientale"
  • "programmi di formazione per allenatori, dirigenti, istruttori e tecnici del settore giovanile"
  • "iniziative di promozione del calcio scolastico e del calcio femminile giovanile"

Una quota delle scommesse per vivai, ludopatia e femmile (art. 4)

Secondo questo punto i concessionari per la raccolta delle scommesse sportive verserebbero alla Figc un contributo pari al 2% dell’importo raccolto che, a sua volta, sarebbe destinato a:

 

  • "per almeno il 50% allo sviluppo dei settori giovanili, anche femminili, alla formazione e all'utilizzo di calciatori convocabili per le squadre nazionali italiane, al sostegno degli investimenti negli impianti sportivi di proprietà pubblica e allo sviluppo dei centri federali territoriali"
  • "per almeno il 30% al finanziamento di programmi di prevenzione e contrasto della ludopatia, del gioco d'azzardo patologico e per progetti sociali finalizzati a combattere l’abbandono dello sport, con particolare attenzione alle fasce giovanili"
  • il restante 20% destinato "allo sviluppo del calcio femminile e a favore delle scuole calcio gestite da società dilettantistiche"

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Come limitare i costi del calcio (art. 5)

In questo senso, la prima bozza del ddl prevederebbe una "riduzione del 30% delle aliquote contributive per i calciatori tra i 18 e i 23 anni nei primi cinque anni di attività, al fine di favorire l'ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro sportivo professionistico di giovani atleti".

 

Inoltre, è pensato un sistema di assicurazione privata obbligatoria contro gli infortuni che sostituirebbe la copertura INAIL. Questo sistema è articolato tra indennità per inabilità temporanea assoluta (100% fino a completa guarigione), indennità per l'invalidità permanente (calcolata sulla base del grado di invalidità accertato), la copertura delle spese mediche e un'indennità aggiuntiva in caso di cessazione definitiva dell'attività sportiva.

Riduzione del compenso ai procuratori (art. 6)

Il penultimo articolo della prima bozza è relativo al mondo dei procuratori-agenti e una "riduzione delle loro percentuali massime di compenso". Il compenso degli agenti, appunto — per ciascun contratto o per ciascuna operazione di trasferimento —  non potrà essere superiore a:

 

  • 5% della retribuzione annua lorda del calciatore se il compenso in questione è pagato dal calciatore stesso
  • 7% della retribuzione annua lorda del calciatore se il compenso in questione è pagato dalla società 
  • 5% dell'indennizzo di trasferimento o della clausola risolutiva, se il compenso è dovuto dalla società acquirente
  • 3% del compenso per il prestito temporaneo corrisposto dalla società cessionaria alla società cedente
  • In caso di rinnovo di contratto con la stessa società, le percentuali massime di cui al primo periodo si riducono del 30%
  • È inoltre "vietato il riconoscimento di compensi ai procuratori per contratti di lavoro sportivo di durata inferiore a sei mesi o per prestiti temporanei di durata inferiore a una stagione sportiva".

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Il commissariamento (art. 7)

Secondo la prima bozza, il commissariamento della Figc avrebbe una durata di ventiquattro mesi, prorogabile di ulteriori dodici mesi. E sarebbe finalizzato a:

 

  • "dare immediata attuazione alle riforme dei campionati professionistici (Serie A e Serie B a 18 squadre, riduzione dell'area professionistica)"
  • "introdurre indicatori economico-patrimoniali più stringenti per l'ammissione e la permanenza nei campionati professionistici, al fine di garantire la sostenibilità economica del sistema"
  • "rafforzare i meccanismi di premialità per le società che investono nei settori giovanili"
  • "riordinare il sistema arbitrale"
  • "attuare il progetto di rilancio tecnico del calcio giovanile italiano"
  • "favorire il coordinamento tra Leghe professionistiche e Nazionale"
  • "rafforzare i controlli sulla regolarità economica e finanziaria delle società"

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