Inchiesta arbitri, stretta finale Procura di Milano: le ultime
Inchiesta arbitri in dirittura: attesa per fine luglio la decisione su rinvio a giudizio o archiviazione. Intanto nel nuovo invito a comparire dell’ex designatore Rocchi (già sentito dalla Procura) si ipotizza il reato di frode sportiva "in concorso con esponenti della società Inter", al momento non identificati. Tra le partite sotto la lente d'ingrandimento si sono aggiunte Inter-Verona del 3 maggio 2025 e Torino-Inter, ma anche qui non ci sarebbero per ora indizi sufficienti a determinare effettive pressioni
Nel nuovo invito a comparire dell’ex designatore Rocchi, già ascoltato dalla Procura di Milano, si ipotizza il reato di frode sportiva "in concorso con esponenti della società Inter", che però al momento non sono stati identificati. Come non ci sarebbero ancora indizi sufficienti a determinare effettive pressioni esercitate dall’Inter sul designatore volte ad alterare il risultato delle partite contestate: a Bologna-Inter della stagione 2024/25 e alla semifinale di Coppa Italia con il Milan, si sono aggiunte Inter-Verona del 3 maggio 2025 arbitrata da Manganiello e non da Sozza, e Torino-Inter dello scorso campionato, affidata a Mariani, secondo i pm solo "previo consenso della società nerazzurra".
Non ci sarebbero intercettazioni dirette tra dirigenti Inter e Rocchi e i telefoni non furono sequestrati, facendo affidamento sulle intercettazioni. Il presunto condizionamento sarebbe stato fatto attraverso i dirigenti Aia addetti a coordinare il rapporto tra designatore e società, con il compito di filtrare i malumori, ma entro certi limiti. Il lavoro del Pm Ielo, che subentra al Pm Ascione in procinto di traferirsi a Roma, sarà volto proprio ad analizzare gli atti per capire se quei limiti sono stati superati, se ci sono quindi gli estremi per chiedere il rinvio a giudizio o in caso contrario, ad ora più probabile, l’archiviazione. La decisione dovrebbe arrivare entro fine mese. Mentre dovrebbe passare a Monza per competenza territoriale il filone sulle cosiddette "bussate" al Var di Lissone. Su Milano il 90’ si avvicina.
