Fiorentina, Grosso: "Vogliamo costruire qualcosa di ambizioso e che possa durare a lungo"

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Il nuovo allenatore della Fiorentina ha parlato a Sky Sport: "Vogliamo costruire qualcosa che sia ambizioso e possa durare nel tempo, le responsabilità le sento e mi piace prendermele - ha spiegato -. Tra il dire e il fare ci sarà tanto lavoro in mezzo, ma siamo pronti. Atta? Ha grandissima prospettiva". E sui 20 anni dalla notte di Berlino ha raccontato: "Le emozioni le sento ancora, il rigore un misto tra coraggio e incoscienza"

FIORENTINA, PRESO ATTA: LE NEWS

Il nuovo ciclo viola può iniziare. È stato il giorno di Fabio Grosso, nuovo allenatore della Fiorentina, in un 9 luglio che fa da anniversario anche con l'indimenticabile finale Mondiale del 2006, dove proprio l'ex terzino della Nazionale segnò il rigore decisivo. Il mister oggi 48enne ha parlato ai microfoni di Sky Sport:


Partiamo dai Mondiali 2006: quando ricordi quell’immagine cosa provi?
“Sono emozioni grandissime. Quello è stato un percorso che ci ha portato a raggiungere un qualcosa anche di insperato, un percorso fatto con altri ragazzi con cui siamo ancora molto legati. C’è questo filo che ci legherà sempre. Il mio primo figlio ha 20 anni, va di pari passo con questo avvenimento, e tengo sotto controllo il tempo che passa. Sono passati tanti anni, ma ogni volta che ne riparlo le emozioni che sento sono ancora grandissime”

 

Che coraggio hai avuto a tirare quel calcio di rigore?
“Un misto tra coraggio e incoscienza, non consapevolezza del momento. Però c’era la sensazione da parte di tutti di voler essere protagonisti, di voler andare a tirare i rigori, di calciarli tutti bene. È stata una strada percorsa con dei ragazzi magnifici, con uno staff incredibile, che ci ha portato a toccare il cielo con un dito. E di questo ne saremo sempre orgogliosi”

 

La Fiorentina è stata la tua scelta da quando?
“Non ci siamo sentiti durante il campionato, di fatto ne approfitto adesso per ringraziare il Sassuolo, perché sono stati due anni magnifici. Mi sono trovato benissimo con loro. Fino alla fine non c’era stato niente con la Fiorentina, poi ci sono stati i primi contatti, ho sentito solo cose belle per me: un ambiente stimolante, una proprietà solida e forte, con una tifoseria molto appassionata. Le responsabilità le sento e mi piace prendermele, vogliamo costruire qualcosa che sia ambizioso e possa durare nel tempo, una squadra con dei ragazzi di prospettiva e grande potenzialità. Dobbiamo fare un bel lavoro, poi tra il dire e il fare c’è di mezzo tanta strada da percorrere. Dove ci sono tante aspettative le motivazioni sono alte e sento il desiderio di cominciare e cercare di fare le cose per bene”

 

Una mano Paratici la sta dando, con gli acquisti di Viery e Dragusin. La notizia di oggi è Atta: che giocatore è? Hai avuto modo di parlarci? Magari l’hai convinto tu a venire…
“La cosa importante è che si è convinto lui, perché il nostro obiettivo è portare all’interno giocatori che siano ambiziosi, generosi, determinanti, che vogliono portare la Fiorentina in posizioni diverse rispetto al recente passato. Con Atta ci avevo fatto una chiacchierata prima di arrivare, avevo parlato anche col suo papà: è un ragazzo molto in gamba, oltre ad avere grandi qualità che tutti quanti abbiamo visto, quindi sono molto contento che sia arrivato. Col direttore parliamo tanto di caratteristiche, lui sa fare benissimo il suo lavoro e sono certo che mi metterà a disposizione ragazzi bravi. Poi tra avere tanti ragazzi bravi e riuscire a costruire una squadra c’è in mezzo tanto da fare, ma siamo pronti a farlo e vogliamo farlo”

 

Cosa manca a questa Fiorentina?
“Ci sono ancora delle cose da fare, lo sappiamo, però tra pochi giorni ci ritroveremo e ho grande rispetto dei ragazzi che ci sono, quindi non mi piace parlare di quello che dovrà essere, o di chi dovrà venire o di chi non c’è. Ho già adesso dei ragazzi pronti per andare in ritiro, sicuramente ne arriveranno degli altri, ma prima mi piace conoscere quelli che ci sono e che tipo di motivazioni e determinazioni hanno, perché sono quelle caratteristiche importanti che dovremo mettere all’interno di questa squadra”

 

Pensavamo fosse stata una trattativa lampo, però ci ha svelato che aveva sentito al telefono sia Atta che il papà. Da quanto c’erano dei contatti?
“Non tantissimo, siamo stati abbastanza convincenti. Una trattativa difficile che il direttore è stato bravissimo a portare in porto e io sono contento di averlo a disposizione, perché è un ragazzo che stimo tanto e che secondo me, oltre ad avere grandi qualità, ha anche grandissima prospettiva, perché ha 22 anni, una strada davanti da percorrere e sono convinto farà grandi cose”.

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