Lazio, la presentazione di Gattuso: "Niente alibi, voglio lavorare con il sorriso". Video
LAZIOGattuso si presenta al mondo Lazio: "Non avremo tifosi in casa? Non è il massimo, ma non voglio dare alibi ai giocatori. C'è bisogno di lavorare con il sorriso, il broncio non aiuta". Sul mercato: "Serve di sicuro un difensore centrale, per l'attacco voglio prima conoscere meglio i giocatori a disposizione". Un pensiero anche all'ultima esperienza con l'Italia: "La ferità me la porterò fin quando non mi daranno l'ultimo saluto"
Dall'azzurro al biancoceleste. Dopo l'esperienza finita male con la Nazionale, Gennaro Gattuso riparte dalla Lazio. L'allenatore è stato presentato ufficialmente e ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:
"Ha detto in conferenza che è pronto a indossare l'elmetto ed è consapevole di ciò che deve affrontare. Quindi nessuna paura e nessuna preoccupazione?
"Paura e preoccupazione ci devono essere, ma è inutile soffermarsi sugli alibi. Conosciamo la situazione, bisogna solo lavorare e mettere tutto quello che abbiamo".
Lei ha affrontato spesso sfide complicate, questa è una delle più complicate? In conferenza ha detto che forse in un'altra situazione avrebbe detto ancora di no alla Lazio...
"In passato ero già stato vicino alla Lazio. Conosco le problematiche esistenti, conoscono la situazione in cui sono venuto e non è la prima volta che mi capita un contesto simile con diversi ostacoli. L'unica strada è quella di lavorare e preparare bene i giocatori, poi vedremo dove arriveremo".
Come si riparte dopo la mancata qualificazione al Mondiale con l'Italia?
"La ferità della Nazionale se ne andrà solo quando mi faranno l'ultimo saluto. La cicatrice ci sarà sempre per il resto della mia vita, ma sono carico e ho ancora voglia di lavorare e fare questo mestiere".
Oltre che per le ragioni ambientali, la situazione non è facile nemmeno per i paletti sul mercato. Quali sono le sue priorità?
"Bisogna fare innanzitutto qualcosa in difesa, lo sappiamo. Per quanto riguarda l'attacco, prima vedremo bene come stanno e quali sono i giocatori che abbiamo a disposizione e se con le loro caratteristiche possiamo costruire quello che vogliamo".
Il tuo obiettivo è proteggere i giocatori da tutto quello che c'è esternamente?
"No, i giocatori devono capire che non ci sono alibi, anche se giocare senza tifosi in casa non è il massimo. C eli avremo comunque in trasferta. Bisogna costruire un gruppo che stia bene insieme. Bisogna stare bene, sorridere e lavorare, stare con il broncio non aiuta. Vediamo se riusciremo a far cambiare il pensiero dei tifosi, ma intanto bisogna rispettarlo e noi abbiamo il dovere di lavorare con professionalità".
"Lotito? Sa come sono, dico tutto quello che penso"
Gattuso in conferenza si è soffermato nel dettaglio sulla rosa a disposizione: "C'è una buona base. Abbiamo un ottimo centrocampo, tanta scelta tra i terzini e anche in porta, nonostante l'addio di Provedel, possiamo contare sul rientro di Mandas e su Motta. C'è bisogno almeno di un centrale di difesa, in attacco invece bisognerà vedere perché, per esempio, lo scorso anno Ratkov ha avuto qualche difficoltà". Tornando alle questioni ambientali: "Vanno fatti i complimenti a Sarri e ai giocatori per come hanno saputo reagire nella scorsa stagione, poteva essere una situazione rischiosa. Non ho intenzione quest'anno di parlare ai ragazzi di quello che succede, già lo sanno". Sul suo rapporto con Lotito: "Meglio che oggi non ci sia, altrimenti tutte le domande erano per lui e in questo momento è meglio che lui parli di meno. Mi conosce, sa che dico tutto quello che penso e che sono uno che non guarda in faccia a nessuno, abbiamo un rapporto franco. Gli ho detto che deve sistemare qualcosa, il problema è che ha troppi telefonini".
"Da allenatore tante mazzate, ma sto seminando per raccogliere"
A Gattuso non manca la voglia di rimettersi in gioco: "Il calcio è fatto anche da episodi. Da giocatore ho avuto culo, da allenatore sto prendendo diverse bastonate sui denti ma sto seminando per raccogliere. Anche per questo negli ultimi anni ho lavorato all'estero, per mettere sempre qualcosa in più nel mio bagaglio". Per come è andato in azzurro invece nessun rancore: "Posso solo ringraziare tutti i giocatori che ho allenato in quel periodo, qualcosa siamo riusciti a costruire. Mi hanno dato tutto".
