Milan, Cardinale: "Amorim il mio Top Gun. Credo nello scudetto"
MILANGerry Cardinale a tutto campo: il proprietario del Milan ha parlato a Gazzetta e Repubblica tracciando un bilancio del lavoro svolto fin qui e definendo gli obiettivi. A partire dalla difesa di Amorim: "E' il mio Top Gun". Poi gli obiettivi: "Credo nello scudetto". E infine sulle scelte future: "Ho perso quattro anni, sono furioso per quel tempo perso. Non consegnerò mai più le chiavi del Milan a nessuno"
DERBY MILANO: LO SPECIALE - COME SARA' IL NUOVO STADIO DI MILAN E INTER
Milan e Inter presentano il progetto del nuovo stadio alla vigilia del derby. Tanti i temi all'ordine del giorno in casa rossonera e Gerry Cardinale non si sottrae alle domande dei giornalisti. In particolare, in due diverse interviste a Gazzetta e Repubblica, traccia un bilancio ma si proietta decisamente verso il futuro. A partire da Amorim, che il patron rossonero difende con decisione, citando un celebre film di Tom Cruise: "Ho piena fiducia in lui. Nel finale di Top Gun, il “mio” film, c’è una grande battuta: “Non abbandono la mia spalla (il pilota dell'aereo d’appoggio, ndr)” dice Tom Cruise. E io non abbandono Ruben. Non è assolutamente in pericolo. Resterò al suo fianco. Non commetterò gli errori commessi negli ultimi anni. È il mio tecnico e continueremo a lavorare insieme finché non riusciremo a fare il salto di qualità. Non puoi vincere se passi continuamente da un allenatore all’altro. Amorim l’ho scelto io. Se avessi commesso un errore, lo ammetterei, ma non penso di averlo commesso. A Milanello si respira un’aria diversa da quella degli ultimi 4 anni. Il merito è suo. Sta imparando delle cose e la squadra deve trovare la propria coesione, capire come si possano ruotare i giocatori continuando a segnare tanti gol e vincere". Magari intervenendo anche sul mercato a gennaio, Cardinale su questo traccia la linea: "A gennaio sul mercato continueremo a essere aggressivi, opportunisti e continuerò a rinforzare la nostra panchina. Il mio stile è quello di muovermi con decisione e rapidamente. Per me conta ottenere ciò che vogliamo, giocatori... da Milan. Non sperpererò denaro, ma quando mi metto in testa di prendere un calciatore, faccio tutto ciò che posso per riuscirci". Sullo scudetto non smette di crederci: "È assolutamente possibile, al cento per cento. E lo dico senza voler essere arrogante. Mi sveglio ogni mattina sperando in un piccolo spiraglio, ovvero che l’Inter cominci a pareggiare invece di vincere e che noi cominciamo a mettere insieme una serie di successi. Vincere è l’unica cosa che mi interessa, ma pensiamo a una partita alla volta". Cardinale poi lascia aperta la porta a un possibile arrivo nello staff dirigenziale di Krösche come capo dell'area sportiva, anche se ribadisce di non avere fretta e confermando di avere la gestione diretta del club in questa fase: "Non sono un professionista del calcio, sono un proprietario. Però chi arriverà dovrà lavorare con me, non sparirò più. Ho perso quattro anni, sono furioso per quel tempo perso. Non consegnerò mai più le chiavi del Milan a nessuno". E traccia un bilancio deciso del percorso fatto fin qui: "Quando ho comprato il Milan nel 2022 pensavo che tutto funzionasse, invece c’erano fratture profonde. Adesso abbiamo cambiato le cose, ho estirpato il male che c’era qui. Oggi i giocatori si aiutano, si divertono, vogliono vincere. Sentono l’urgenza di farlo e anche io: odio ipareggi, è come perdere". Poi il capitolo stadio, il numero uno rossonero rivendica il progetto, necessario per fare un salto di qualità lungo la difficile strada per raggiungere i livelli delle big europee. Infine non chiude le porte neanche ad altri investimenti: "Ci sono state conversazioni per valutare l’opportunità dell’Al Nassr e mi hanno contattato per esaminarla, ma siamo a uno stadio preliminare. Lavoro molto in Medio Oriente: mi piacerebbe incontrare Ronaldo perché mi incuriosisce capire che cosa potrebbe voler fare quando smetterà di giocare e quale sarà il suo interesse futuro nel club saudita. Continuerò a valutare le possibilità del multi-club, fermo restando che ho già il Tolosa e il Milan"
