Gattuso verso Lazio-Cagliari: "Non sono abituato a classifiche così"
lazioAlla vigilia della sfida dell'Olimpico, in programma domenica alle ore 15, Gennaro Gattuso parla in conferenza stampa: "Nessun riscatto dopo la nazionale, il calcio è fatto di episodi. La classifica? L'obiettivo resta arrivare a 40 punti: lo dicono anche i ragazzi, anche se non so se sia scaramanzia. L'entusiasmo dei tifosi a Reggio Emilia è stato bellissimo, sembrava una festa scudetto: merito della mentalità di questo gruppo"
La Lazio, capolista a sorpresa dopo 9 giornate, non vuole arrestare la propria marcia contro il Cagliari, che domenica alle ore 15 torna all'Olimpico 5 giorni dopo la sconfitta contro la Roma. In conferenza stampa, Gennaro Gattuso ha smentito le voci secondo cui questo periodo sarebbe un riscatto dopo l'esperienza con la nazionale italiana: "Nessun riscatto. Il calcio è fatto di episodi: quella partita gli episodi ci hanno condannato. La cosa bella nel calcio è che hai sempre possibilità di riscatto. L'importante è migliorarsi, essere lucidi e non deprimersi". Dall'altra parte c'è il Cagliari, reduce da 3 sconfitte consecutive dopo un inizio di stagione molto positivo: "E' una squadra ostica per le caratteristiche che ha. Si sa difendere bene e riparte molto bene: sarà una partita difficile. Contro la Roma hanno fatto 9 tiri in porta, dobbiamo essere veementi e avere grande voglia". Nonostante l'ottimo ritmo, Gattuso ribadisce: "L'obiettivo è arrivare a 40 punti. Anche i miei giocatori lo dicono: non so se mi prendono in giro o è scaramanzia. Non sono abituato a vedere classifiche così. Non avrei mai pensato dopo nove giornate di essere lì".
"Partenze a gennaio? Potrei chiudere la porta a chiave..."
E un gruppo che si sta rivelando ottimo potrebbe attirare altre squadre quando riaprirà il mercato a gennaio: "Non sto pensando al rischio di perdere qualcuno, conosco bene questo mondo. So come funziona, gli agenti fanno il loro lavoro. Per ora non è venuto nessuno e spero non venga nessuno, perché sarebbe un peccato. Potrei chiudere la porta a chiave... Scherzi a parte, penso solo alla squadra e a mettere forza nei giocatori che devono migliorare. La cosa che mi rende più orgoglioso è la mentalità, il fatto di vedere i giocatori che non si risparmiano e ragionano con una testa sola. Chi entra lo fa sempre a mille all'ora, ci dà una grandissima mano". Infine, l'allenatore biancoceleste torna sui 10 mila tifosi arrivati a Reggio Emilia per la scorsa partita contro il Sassuolo: "Io vivo per queste cose: mi sono sentito vivo, li ho ringraziati per lo spettacolo che hanno mostrato. Martedì sembrava una festa Scudetto: non sembrava la nona giornata ma che ci stessimo giocando qualcosa di importante. Il merito è dei ragazzi e della loro mentalità, hanno creato questo entusiasmo e speriamo di continuare".
