Milan-Inter, l'analisi tattica del derby di Milano allo Sky Tech
Milan-Inter sarà un derby da paura tutto da vivere in diretta su Sky Sport Uno e in streaming su NOW sabato 31 ottobre alle 20:45. Per arrivare preparati al grande appuntamento, Gianluigi Bagnulo e Luca Mastrorilli analizzano le chiavi tattiche della sfida: dalle armi ai punti deboli delle due squadre passando per il confronto tra i due numeri 9. Di seguito l'analisi tra Sky Tech, dati e curiosità
MILAN-INTER, UN DERBY DA PAURA SU SKY
- Il derby di Milano ad Halloween sarà in diretta sabato 31 ottobre alle 20.45 su Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 251, Sky Sport 4K e in streaming su NOW. Telecronaca di Stefano Borghi e commento di Luca Marchegiani
- Ampio spazio anche al pre e post-partita con Sky Saturday Night, dalle 19.30 e dalle 22.45, con Giorgia Cenni, Paolo Condò, Alessandro Costacurta, Walter Zenga, Gianluca Di Marzio e Alessandro Florenzi in collegamento da San Siro
MILAN, LA NUOVA ARMA A DISPOSIZIONE È UNA COSTRUZIONE SENZA POSIZIONI FISSE
- Quale sarà l'arma del Milan per mettere in difficoltà l'Inter? Una delle novità più interessanti riguarda la costruzione dal basso dei rossoneri che è cambiata nelle ultime partite. Se inizialmente Amorim aveva proposto un sistema più rigido con posizioni ben definite, come possiamo vedere in questa foto qui sopra, ma dalla partita contro il Lecce qualcosa è cambiato...
- Le posizioni, infatti, sono diventate più fluide e i giocatori hanno iniziato a scambiarsi maggiormente i ruoli. Contro l'Atalanta (come vediamo nella foto qui sopra) per esempio, il Milan ha costruito l'azione a tre con Modric nella posizione di braccetto e Rabiot pronto ad alzarsi e inserirsi in avanti
- Contro il Sassuolo, invece, Musah si è abbassato formando una linea a quattro con il solo Rabiot davanti alla difesa. In questo modo Amorim riesce a togliere punti di riferimento agli avversari
- Quali sono i risultati di questi cambiamenti? Dalla partita contro il Lecce sono raddoppiate le combinazioni rapide, gli uno-due e sono anche aumentate le azioni sviluppate attraverso la costruzione dal basso
INTER, L'ARMA SONO LE ROTAZIONI: NESSUNO RESTA NELLA STESSA POSIZIONE
- Se il Milan ha cambiato il modo di costruire, l'Inter fa affidamento su una caratteristica che si porta dietro dagli anni di Inzaghi: le rotazioni continue nella posizione dei giocatori
- L'esempio nel nostro Sky Tech è il match contro il Bologna: l'esterno Carlos Augusto è entrato dentro al campo, Barella ha occupato la trequarti, Sucic si è alzato insieme agli attaccanti mentre Thuram era sulla fascia sinistra. Ma l'emblema è la posizione di Dimarco...
- Infatti, per spiegare al meglio questo cambiamento di posizioni in casa Inter, bisogna vedere in che poszione ha giocato Federico Dimarco contro la Roma dove si è ritrovato addirittura sulla fascia destra.
- Questo sistema, come ribadito anche da Chivu, funziona perché quando un giocatore abbandona la propria posizione, un suo compagno la occupa immediatamente. In quell'azione, per esempio, è stato Bastoni a prendere il posto di Dimarco sulla sinistra
- Anche in questo caso Dimarco si ritrova sulla fascia destra, sovrapponendosi a Pavard e arrivando a concludere l'azione sulla fascia mentre il difensore francese è al centro dell'area di rigore per arrivare alla conclusione
MILAN, DI COSA PUÒ AVERE PAURA?
- Passiamo ai punti deboli. Il Milan tiene molto il pallone ma non sempre riesce a trasformare il possesso in occasioni. I rossoneri sono terzi in Serie A per possesso palla e primi per tocchi nel terzo centrale di campo ma penultimi per tocchi nel terzo offensivo
- Questo significa che la squadra di Amorim riesce a gestire il pallone nella zona centrale ma fatica poi a portarlo vicino alla porta avversaria
- In grafica i dati in cui rapportiamo le azioni al tempo effettivo di possesso (in questo caso considerando 30' di possesso)
INTER, DI COSA PUÒ AVERE PAURA?
- L'Inter è la squadra che perde meno palloni in costruzione ma, quando sbaglia, paga caro prezzo. I numeri che vedete in grafica sono particolarmente indicativi: su 16 recuperi alti effettuati dagli avversari, ben 11 hanno portato a una conclusione (69%)
- Semplificando il concetto, vuol dire che recuperare il pallone vicino all'area nerazzurra può diventare molto spesso un'occasione pericolosa. Il Milan avrà preso sicuramente nota...
MILAN, OCCHI SU RAMOS
- Passiamo all'analisi dei due numeri 9. Gonçalo Ramos ha segnato 3 gol nelle prime 11 presenze. Pochi. Ma giudicare il portoghese soltanto dai gol sarebbe riduttivo nel gioco di Amorim. Abbiamo analizzato i suoi movimenti senza palla che sono diventati fondamentali soprattuto quando il Milan fatica a trovare spazi negli ultimi metri
- Nell'esempio qui sopra col Lecce, il portoghese legge il movimento di Pulisic e decide di abbassarsi, trascinando fuori posizione un difensore centrale
- Ramos si abbassa, offre linee di passaggio e attacca la profondità anche senza ricevere il pallone
- Un esempio è quello contro l'Atalanta (qui sopra la foto) dove il portoghese attacca la profondità, allungando la difesa nerazzurra e liberando spazio per Rabiot e poi per Musah
INTER, THURAM NON È SOLO VELOCITÀ...
- Thuram resta uno dei giocatori più pericolosi dell'Inter quando può attaccare in campo aperto ma il suo gioco si è arricchito. Contro la Roma ha mostrato tutta la sua capacità di accelerare dopo un recupero palla arrivando a 28km/h e duettando bene con Lautaro
... MA È DIVENTATO UN PUNTO DI RIFERIMENTO
- Come dicevamo, non solo velocità. Contro il Bologna, per esempio, è venuto incontro, lottando col difensore e lasciando a Pio Esposito il compito di attaccare la profondità. Un attaccante sempre più completo
UN DERBY SI VINCE COL CORAGGIO: IL PRESSING DEL MILAN
- Dove si vede il coraggio del Milan? I rossoneri hanno aumentato la propria aggressività senza palla rispetto alla scorsa stagione. Lo si vede molto bene quando il pallone arriva sulle fasce e i giocatori si alzano contemporaneamente per aggredire l'avversario
- Una soluzione che permette di riconquistare il pallone in zone avanzate ma che richiede grande coordinazione per non lasciare spazi al centro
IL CORAGGIO DELL'INTER NEL "DIFENDERE A CENTROCAMPO"
- Una delle caratteristiche più evidenti dell'Inter di Chivu è l'altezza della sua linea difensiva: i difensori nerazzurri effettuano mediamente i loro interventi a 42 metri dalla propria porta: l'obiettivo è quello di tenere la squadra corta e recuperare rapidamente il pallone
- Come si può vedere nella foto qui sopra, la difesa arriva a posizionarsi a 8 metri dalla linea di centrocampo (!)
- Indubbiamente una scelta coraggiosa che potrebbe però portare a rischi in caso di contropiede